Asia del Nord

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Dal carbone al rame: la nuova era economica della Mongolia

Per la prima volta l'anno scorso ad Ulaanbaatar i ricavi derivanti dalle esportazioni di concentrato di rame hanno superato quelli delle esportazioni di carbone. Una svolta alimentata dalla corsa all'intelligenza artificiale e all'aumento della produzione di veicoli elettrici. E il governo oggi cerca nuovi giacimenti.

  • La Russia, la fede di Nicea e il bisogno di un dialogo di pace

    Anche Mosca ha ricordato in questi giorni i 1700 anni del primo Concilio ecumenico che stese il testo della professione di fede. E pochi giorni dopo la telefonata tra Putin e papa Leone XIV è stata l'occasione per rilanciare anche il dialogo tra la Chiesa di Roma e quella ortodossa russa. Come nel IV secolo, dopo la fine delle persecuzioni, anche oggi la sfida per i vescovi d’Oriente e Occidente è mostrare agli imperatori una verità più grande di ogni pretesa di dominio

  • La russificazione della cultura in Crimea

    Terra tradizionalmente multiculturale, la penisola strappata da Mosca a Kiev nel 2014 oggi vede colpito in maniera sistematica tutto ciò che non è russo. Nonostante anche le autorità legate a Mosca riconoscano sulla carta tre “lingue di Stato” - il russo, l’ucraino e il tataro crimeano - l'istruzione nelle lingue native è sparita quasi del tutto dalle scuole.

  • Ulan Bator: le riforme lasciate a metà da Oyun-Erdene

    Il primo ministro sfiduciato dal parlamento aveva promosso una "Nuova politica di ripresa" per rendere la Mongolia indipendente dalle grandi élite dell'industria mineraria. Nonostante la crescita economica e la riduzione del debito pubblico, il suo governo ha dovuto affrontare crescenti accuse, scatenate dal lusso ostentato dal figlio sui social. Ora si è aperta una nuova fase di incertezza politica per il Paese incastonato tra Russia e Cina.

  • Il catechismo russo del metropolita Tikhon

    Dall'anno scolastico 2026/2027 nelle scuole della Russia saranno introdotte come nuova materia di studio le “Fondamenta della cultura morale e spirituale della Russia”. E la stesura del manuale è stata affidata al metropolita di Crimea, noto come il "padre spirituale" di Putin.

  • Le moschee cecene in Europa

    Secondo diverse stime, nei Paesi europei vivono ormai almeno 200mila ceceni e dal Belgio alla Norvegia, passando per Francia, Austria e Germania, le moschee di questa diaspora alimentata dalle guerre oltre che luoghi di preghiera sono importanti centri dove si tramandano la lingua e le tradizioni di questo popolo.

  • L'ideologo di Putin e Kirill ora attacca persino Averintsev

    In un nuovo saggio Aleksandr Šipkov arriva a puntare il dito anche contro il filologo che negli anni Novanta con le sue conferenze aiutò la Russia a riscoprire insieme la tradizione cristiana orientale e quella occidentale. Perché la Russia di oggi rifiuta ogni convergenza nella cultura cristiana dell’Europa d'ell'Est e dell'Ovest, per proporsi come l’unica vera Chiesa incaricata di una missione universale.

  • Ulan Bator in cerca di stabilità dopo settimane di proteste

    Il primo ministro Luvsannamsrain Oyun-Erdene ha chiesto al Parlamento un voto di fiducia, dopo che la piazza l'ha accusato di favorire la corruzione e le disuguaglianze. Il premier invece ha puntato il dito contro gli oligarchi del settore minerario. Intanto si fanno strada i timori per un possibile rafforzamento dei poteri presidenziali, in vista delle elezioni del 2027.

  • Lavrov a Erevan e il difficile equilibrio russo-armeno

    Cortei di portesta durante la visita del ministro degli Esteri di Mosca, a cui molti armeni imputano il mancato sostegno contro gli azeri. Le rassicurazioni russe sull'importanza delle "relazioni di alleanza" tra i due Paesi anche per contrastare il riavvicinamento con l'Europa. Erevan non intende comunque annullare gli accordi in forza dei quali fa parte della Ctso.

  • San Nicola della primavera in Russia

    “L’opera di Dio sa trasformare anche le azioni umane più insensate in qualcosa di buono”, ha detto in questi giorni il patriarca Kirill celebrando la festa di San Nicola che tradizionalmente in maggio promette un buon raccolto per la stagione agricola. E mai come oggi questa benedizione serve a sperare in una nuova stagione di pace, per i campi e le terre devastate dalla guerra.

  • Il mondo in cerca della Pax Romana

    Leone XIV, il primo papa americano, ha messo in qualche modo in ombra in Russia la popolarità dell’imperatore americano, fungendo in qualche modo da alternativa nell’immagine dell’Occidente “anglosassone” tanto vituperato dal Cremlino. Del resto oggi la Chiesa russa è in rottura con quasi tutte le altre Chiese ortodosse, a partire dal patriarcato di Costantinopoli, mentre il dialogo con Roma non si è mai interrotto,

  • La crescita economica della Georgia

    Il governo di Tbilisci sbandiera i dati floridi del Pil, il cui incremento è cresciuto di tre volte negli ultimi anni, attribuendolo alle proprie misure. Ma il fattore determinante sono stati gli effetti indiretti dell'invasione dell'Ucraina, con 100mila russi giunti nel Paese per fuggire alla mobilitazione di Putin. E il boom di settori nascosti dell'economia come le triangolazioni per aggirare l'embrago a Mosca e le cliniche per la maternità surrogata.

  • L'incerto futuro (climatico) della Crimea

    Nella penisola si intensificano ormai di anno in anno gli effetti del cambiamento climatico che vanno a intrecciarsi con la carenza idrica per il mancato flusso dell’acqua del Dnipro, dopo la separazione dall’Ucraina. Pesanti le conseguenze per l'agricoltura locale, che punta il dito contro l'utilizzo dell'acqua nelle piscine e nei villaggi turistici a sostegno del turismo in forte crisi a causa della guerra.

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