Asia del Nord

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Dal carbone al rame: la nuova era economica della Mongolia

Per la prima volta l'anno scorso ad Ulaanbaatar i ricavi derivanti dalle esportazioni di concentrato di rame hanno superato quelli delle esportazioni di carbone. Una svolta alimentata dalla corsa all'intelligenza artificiale e all'aumento della produzione di veicoli elettrici. E il governo oggi cerca nuovi giacimenti.

  • I profughi russi di Kursk

    Un servizio di Novaja Gazeta documenta la drammatica situazione delle popolazioni rimaste in sospeso tra russi e ucraini. Il governatore Aleksej Smirnov ha dichiarato che il loro numero supera abbondantemente le 150mila persone, abbandonati dalle autorità essendo già problematica la difesa militare della zona.

  • Il senso metafisico della Russia

    Un Forum organizzato dalla facoltà di filosofia della principale università di Mosca dedicato agli avvenimenti del tempo presente in Russia ha espresso posizioni non scontate e univoche. Pur senza criticare apertamente le posizioni del potere dominante, i filosofi dimostrano di non voler rinunciare alla vera dimensione dell’anima russa, quella dell’apertura a tutte le varianti dello spirito

  • Il futuro dei tatari in Russia

    Mentre da Mosca è sempre più forte la pressione per l’unica “lingua ufficiale e patriottica”, quella russa, gli intellettuali tatari discutono sulle prospettive etniche del proprio e degli altri "popoli minori" all'interno della Federazione.

  • La minaccia nucleare della Russia

    In risposta ai raid ucraini in territorio russo con missili a lunga gittata, Putin è tornato a più riprese a evocare le armi atomiche. L'Occidente è convinto che si tratti di mere "pressioni psicologche", ma è una convinzione che si basa su modelli teorici di 60 anni fa. Mentre Karaganov, uno dei consiglieri più ascoltati al Cremlino, pur escludendo il ricorso agli ordigni "più devastanti" parla di un utilizzo "in proporzione agli attacchi subiti".

  • La 'trinità delle religioni' della Russia

    Oggi l’ortodossia in Russia si caratterizza sempre più come una religione a parte, che mantiene l’aspetto formale del cristianesimo di rito slavo-orientale, e allo stesso tempo si estende sempre più ad altre confessioni “patriottiche”, fino ad associare anche l’islam e il buddismo nell’unica espressione della patria trinitaria.

  • Alaudinov, il nuovo Prigožin ceceno

    Il comandante del battaglione Akhmat continua a diffondere video e messaggi per i suoi 300mila follower. Dagli inizi degli scontri a Kursk tutti lo citano in Russia e lo invitano sempre più spesso nei vari talk-show di propaganda bellica.

  • Kirill: la cultura russa e la salvezza del mondo

    Cercando di non limitarsi a ripetere le affermazioni della solita propaganda di Stato nel contesto del conflitto universale tra la Russia e l’Occidente, il patriarca di Mosca qualche giorno fa a San Pietroburgo ha voluto approfondire con argomenti filosofici e letterari le motivazioni per cui la Russia si sente oggi chiamata a diffondere i “grandi valori” a cui la società universale avrebbe deciso di rinunciare.

  • Un nuovo vescovo cattolico per la Siberia

    Papa Francesco ha nominato il gesuita tedesco Stephan Lipke, 49 anni, come vescovo ausiliare della diocesi della Trasfigurazione a Novosibirsk, accanto a mons. Joseph Werth, l'ultimo ancora in carica tra i tre vescovi nominati nel 1991, quando furono ripristinate le strutture cattoliche in Russia. Un compito importante in un periodo particolarmente delicato per la storia politica e religiosa del Paese.

  • L’incerto futuro dell’economia russa

    Gli economisti russi ed ex-sovietici all’estero si interrogano sulle ostentazioni di ottimismo di Mosca su un grande sviluppo grazie alle relazioni con l'Oriente. Ma le compagnie petrolifere sono sempre più gravate di prelievi fiscali per finanziare la guerra e il sempre più difficile accesso alle nuove tecnologie rendono ogni giorno più evidente un degrado generale dell’economia.

  • L'islam russo di fronte alla guerra

    Isljam Tokhlu, capo del centro culturale dei tatari di Crimea, sulle preghiere in favore dei "combattenti dell'operazione militare speciale": "Sono un elemento estraneo alla tradizione musulmana al servizio di armate di occupazione. E anche la giustificazione con la difesa dei valori tradizionali contro l'Occidente difficilmente si può applicare al contesto caucasico".

  • P. Afanasij e il pentimento dei preti ortodossi russi

    A Radio Svoboda la testimonianza di uno dei religiosi che vivono all'estero dopo per aver rifiutato di recitare la preghiera per la guerra ed essere stati sospesi dal patriarcato di Mosca. Lasciata Gerusalemme, dove lavorava per la missione russa, in Belgio ora studia i Padri della Chiesa per capire come sia stato possibile questo scivolamento nel “neo-conservatorismo estremo, fino al culto del militarismo e del neo-imperialismo”.

  • Il Khan Putin e la nuova Orda dei russi in Mongolia

    La prima visita di un condottiero russo all'allora capitale Karakorum ebbe luogo nel 1247, quando tutta la Russia e l’intera Asia erano sottomesse al Gran Khan Baty, l’erede di Gengis Khan. Putin ha bisogno di mostrarsi sui palcoscenici internazionali, e Ulan-Bator è una location assai più conveniente della Cina, dove il russo appare inevitabilmente un suddito. Come mostra la travagliata vicenda del gasdotto Forza della Siberia-2.

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