Asia del Nord

Articolo in evidenza

  • L'incubo di Mosca lasciata senza internet

    Dall'8 marzo sono arrivati anche nella capitale russa i blocchi della connessione sulla rete mobile "per ragioni di sicurezza" che stanno creando gravi disagi in una metropoli che fino a ieri si proponeva come una capitale digitale. Disfunzioni anche nelle "liste bianche" di applicazioni promosse dagli organi di controllo. E ci sono quartieri dove non funziona nemmeno il wi-fi casalingo.

  • La morte di Filaret, l'uomo dell'inizio dello scisma tra ortodossi ucraini e russi

    Scomparso all'età di 98 anni il patriarca emerito di Kiev. Era stato a lungo definito "il più sovietico tra i metropoliti", ma nel 1990 si vide scavalcato da Aleksij a Mosca dopo la morte di Pimen. Nel 1992 ruppe per primo la comunione coi russi portandosi dietro buona parte del clero. Finché nelle convulse trattive durante la presidenza Porošenko fu poi Kirill a rifiutare un accordo pensando (a torto) di poterlo rendere ininfluente in Ucraina.

  • Ilja II, Kirill e cinquant'anni di storia russo-sovietica

    La morte del patriarca che guidava la Chiesa ortodossa della Georgia dal 1977 e il cinquantesimo anniversario della consacrazione episcopale di quello di Mosca: due parabole che vengono esaltate nel "mondo russo" come "eroismo della fede che resiste all'eresia". Ma rivelano anche la continuità tra la Russia attuale e la stagione staliniana.

  • Il virus del Mammut nel messenger patriottico russo

    Anche su Max - il sitema di messaggistica imposto dalle autorità di Mosca come risposta "sicura" alle applicazioni occidentali - circola un virus che sottrae agli utenti i dati per i pagamenti. Secondo i dati ufficiali sarebbero 100 milioni i profili di utenti iscritti alla chat patriottica, obbligatoria per le relazioni con la pubblica amministrazione. Sapendo però che comunque le conversazioni sono controllate, molti russi lo usano su un telefono "ad hoc".

  • Le frontiere difficili dell'arte russa contemporanea

    Mentre fa discutere la concessione di un padiglione alla Biennale di Venezia, anche in Russia ci sono opere che lottano per andare oltre la propaganda nella riflessione sull'attualità. Come mostra la vicenda della mostra Dies Illa, inaugurata da Griša Bruskin nel museo di arte contemporanea Zilart di Mosca.

  • La storia coloniale dell’impero russo

    Dalla guerre cecene in poi la politica russa dopo il 1991 è una continuazione incondizionata di quanto era rimasto sostanzialmente incompiuto nel XIX secolo: una forma di colonialismo terrestre (a differenze di quello marittimo occidentale) proseguita con la guerra in Georgia nel 2008-2011 e quella in Ucraina dal 2014 ad oggi, utilizzando esattamente gli stessi metodi.

  • Le nuove icone russe con gli 'eroi' della guerra

    Nella regione nord-occidentale di Pskow il governatore sta sacralizzando l'"operazione militare speciale" con due icone fatte realizzare per una storica cattedrale che ritraggono due militari locali morti in Ucraina ai piedi di grandi patroni ortodossi. Gli iconografi si giustificano dicendo che non raffigurandoli come santi "i canoni dogmatici sono rispettati". L'ex portavoce del patriacato Čapnin: "Sembrano le immagini della metropolitana di Stalin".

  • I vantaggi per l'economia di Mosca del conflitto in Iran

    Già negli anni Settanta fu la crisi petrolifera ad aprire la strada alla collaborazione tra Europa e Unione Sovietica. Con la chiusura dello stretto di Hormuz oggi la Russia può ridurre gli sconti sul prezzo del suo greggio. Anche se Bruxelles, almeno per il momento, non sembra disposta ad allentare la stretta alle importazioni di gas.

  • La vita difficile dei veterani russi di guerra

    Secondo una stima diffusa a dicembre e subito fatta sparire sarebbero 250mila le persone tornate dal fronte di guerra in Ucraina ora in cerca di un lavoro. Per loro sul canale tv Rossija-1 va in onda il programma Budem Žit, “Vivremo ancora”. Il rischio di una replica della situazione degli anni Ottanta quando gli “afghani” costituirono a lungo un problema irrisolto a Mosca.

  • Putin e le tecnologie russe del futuro

    Il presidente russo ha visitato l'annuale Forum che mette in mostra i frutti del lavoro di ricercatori e scienziati. Dal cioccolato sintetico all'apparecchio portatile per la lettura del codice genetico la via sovranista alle nuove "possibilità" del mondo di domani.

  • I tristi anniversari del nuovo impero

    I popoli del mondo sono stanchi della guerra, e si moltiplicano gli appelli del papa Leone XIV affinché “l’umanità possa avanzare verso una pace autentica e duratura”; ma questi richiami vengono ascoltati in modalità molto diverse nelle varie regioni del mondo devastate dai conflitti neo-imperiali.

  • Le nuove armi di Mosca a Teheran

    Mentre gli esiti del negoziato tra Iran e Stati Uniti appaiono incerti gli analisti si interrogano sul peso delle nuove forniture belliche russe a Teheran. Sistemi che difficilmente sposteranno gli equilibri delle forze in gioco e che Mosca avrebbe volentieri evitato di sottrarre al fronte ucraino, ma che servono a placare l'irritazione iraniana per lo scarso sostegno nonostante il "partenariato strategico".

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