I migranti qualificati in fuga dalla Russia

Per il 2026 il governo ha approvato una quota di 279mila permessi per lavoratori stranieri. Lo scorso anno impiegati oltre 90mila immigrati altamente qualificati. L'Asia principale fonte di manodopera qualificata in Russia. Tuttavia, ad oggi ben pochi desiderano mettere radici nel Paese.

di Vladimir Rozanskij

Mosca (AsiaNews) - Negli ultimi 15 anni la Russia ha rilasciato quasi mezzo milione di permessi di lavoro a specialisti stranieri altamente qualificati, e solo l'anno scorso il Paese ha attratto quasi 80mila di questi lavoratori. In precedenza, i funzionari avevano affermato che “per realizzare una svolta nella modernizzazione”, la Russia avrebbe dovuto invitare fra 40 e 60mila specialisti, ma nonostante l'afflusso statistico il personale qualificato non è interessato a rimanere a lungo sul mercato interno.

Nel 2024 il presidente russo Vladimir Putin aveva ordinato l'espansione del rilascio di visti elettronici e altre misure per attrarre scienziati di spicco, anche stranieri, per lavorare in Russia. Per quest'anno, il governo ha approvato una quota di 279mila permessi per l'ingresso di lavoratori stranieri provenienti da Paesi che richiedono il visto, circa il 19% in più rispetto all'anno precedente. Solo lo scorso anno sono stati rilasciati oltre 75mila permessi di lavoro, con un incremento del 33% rispetto all'anno precedente, secondo il ministero degli Interni. Per l’istituto di statistica Rosstat, il numero di cittadini stranieri che hanno lavorato come specialisti altamente qualificati è stato pari a 90.700 lo scorso anno. 

Per specialista “altamente qualificato” si intende uno con esperienza, competenze o risultati in un campo specifico. Un altro requisito per attrarli a lavorare nella Federazione russa è un determinato livello salariale; attualmente, il requisito salariale per gli specialisti altamente qualificati è di almeno 750mila rubli a trimestre, poco più di 7mila euro. Per ricercatori o docenti, il salario minimo è di 83.500 rubli al mese, ma l'attrazione di specialisti nel mercato del lavoro russo non è ancora molto diffusa, e anche negli anni di maggior successo come il 2025, la quota di documenti rilasciati per tali specialisti è stata pari al 3% di tutti i permessi, sottolinea Julia Florinskaja, ricercatrice senior presso l'Istituto di analisi e previsione sociale dell'Accademia presidenziale.

L'Asia è attualmente la principale fonte di manodopera qualificata in Russia. Come osserva Florinskaja, “tra tutti i Paesi, la Cina è rimasta leader per molti anni”; la quota di cittadini cinesi ha superato il 20% fino al 2016. Oltre alla Cina, le principali fonti di migranti altamente qualificati in Russia sono Turkmenistan, India e Turchia, e anche la quota di specialisti provenienti dall'Uzbekistan ha ora superato il 3%, mentre nel 2024 era inferiore all'1%. Situazione opposta si è osservata con l'afflusso di lavoratori dall'Unione Europea: mentre prima del 2014 la quota di specialisti provenienti dall'Ue ammontava a quasi il 30%, entro il 2025 era scesa all'1,4%.

Gli specialisti lavorano principalmente nelle due aree metropolitane di Mosca e San Pietroburgo, ma anche questa tendenza sta gradualmente cambiando, e l'afflusso di specialisti nelle regioni dell'Estremo Oriente ha iniziato ad aumentare, nelle regioni del Transbajkal, di Khabarovsk, Čukotka e dell'Amur. Questo, secondo gli esperti, è dovuto proprio alla crescita della migrazione di professionisti altamente qualificati dalla Cina, ma nonostante l'afflusso crescente, è difficile affermare che il mercato russo sia per loro veramente attrattivo. Come sottolinea Florinskaja, in Russia esiste un regime semplificato di regolarizzazione per gli specialisti, ma questi non ne approfittano: “la domanda di piena integrazione di tali specialisti in Russia è ancora debole”, e sono pochi quelli che cercano di fermarsi in Russia a lungo, portando i propri familiari.

Per questi talenti c'è concorrenza da parte di altri mercati. Un ingegnere indiano o cinese oggi non deve scegliere tra la Russia e il proprio paese d'origine, ma tra la Russia, Singapore, il Medio Oriente e il Sud-est asiatico, e la Russia è oggettivamente svantaggiata in questo confronto: il reddito in dollari ha perso il suo appeal dopo il crollo del rublo, la lingua è complessa, il clima è rigido e le infrastrutture per gli espatriati - comunità, scuole internazionali, un ambiente anglofono - sono quasi inesistenti al di fuori di Mosca e San Pietroburgo.

C'è anche un aspetto reputazionale e psicologico, come affermano gli esperti: uno specialista di alto livello pensa alla propria carriera con 10-20 anni di anticipo, e si chiede se la frase “ho lavorato in Russia” valorizzerà il suo curriculum sul mercato globale, o viceversa. Molti rispondono onestamente che verranno per due o tre anni per guadagnare e poi torneranno, ben pochi oggi desiderano mettere radici in Russia.

Rubriche

Asia Today
Ecclesia in Asia
Indian Mandala
Lanterne rosse
Mondo russo
Porta d'Oriente
Destinazione Seoul

Vedi anche

AsiaNews Weekly
Le notizie dall'Asia che contano

Iscriviti alla newsletter per ricevere ogni settimana notizie verificate, analisi e approfondimenti dai Paesi asiatici.

Iscrivitialla newsletter
  • P.I.M.E. Centro Missionario
  • Agenzia Fides
  • P.I.M.E. Brasil
  • Radio Mondo
  • Mondo e Missione
  • P.I.M.E. U.S.A.
  • TV 2000