Nel tentativo di influenzare l'esito delle elezioni parlamentari in Armenia tenutesi lo scorso 7 giugno, la Russia ha lanciato una campagna senza precedenti contro il primo ministro in carica Nikol Pašinyan. Un episodio significativo è stata l'offerta del blogger Mika Badalyan a tutti gli armeni residenti in Russia di recarsi in patria a sue spese per votare. Non è la prima volta che Badalyan si rende protagonista di frodi elettorali: due anni prima aveva partecipato alla campagna russa contro la presidente moldava Maia Sandu. Badalyan lavora per l'organizzazione no-profit Eurasia, fondata dall'oligarca moldavo latitante Ilan Šor, diventato negli ultimi anni un collaboratore indispensabile del Cremlino su diverse questioni delicate.
Criminale internazionale, magnate delle criptovalute, comandante navale e sostenitore dell'eurasismo, Ilan Šor è stato oggetto di un'inchiesta di Novaya Gazeta Europa sull'impero finanziario, che ha rivelato per la prima volta le prove del fatto che i fondi per le sue attività provengono, tra le altre fonti, da società affiliate al miliardario russo Roman Abramovič. Lo stesso presidente russo Vladimir Putin ascoltò Šor in collegamento video dalla sede per l'Estremo Oriente del Centro Nazionale Russo, dove era appena arrivato per il X Forum Economico Orientale, che si sarebbe tenuto all'inizio di settembre 2025 a Vladivostok. L'agenda di Putin era fitta, e il diritto di presentare personalmente la propria attività al presidente in tali occasioni è un privilegio solitamente concesso tramite governatori o inviati presidenziali. In questo caso, l’imprenditore moldavo superò restrizioni e controlli, presentando a Putin il suo “Centro per gli Investimenti Internazionali”, ricevendo la sua benedizione.
Nella sua nativa Moldavia, Šor era stato condannato a 15 anni per la “truffa del secolo”, il trasferimento offshore di circa un miliardo di dollari dal sistema bancario del Paese, venendo inserito nella lista dei ricercati internazionali. L'uomo d'affari è soggetto a sanzioni da parte dell'Unione Europea, del Regno Unito e degli Stati Uniti, e fino a poco tempo prima era persona non grata anche in Russia. Dal 2016 gli era stato vietato l'ingresso nel Paese per motivi di sicurezza nazionale: come riportato all'epoca da Kommersant, citando fonti governative, il divieto era dovuto alla presunta capacità di corruzione di Šor “ai danni di chiunque incontrasse”.
Tuttavia, dopo che la Russia ha lanciato un attacco su vasta scala contro l'Ucraina, proprio questo suo talento si è rivelato indispensabile per le autorità russe. Dal 2023, Šor ha ricominciato a visitare Mosca; nel 2024, ha annunciato di aver ottenuto un passaporto russo e ha reso pubblici i suoi successi a Putin. Negli ultimi anni, questo truffatore internazionale ha costruito un vero e proprio impero in Russia, creando un sistema alternativo di trasferimento valutario per il Cremlino, che aiuta la Russia a eludere le sanzioni. Controlla una flotta ombra che trasporta petrolio russo, finanzia organi di stampa e blogger che promuovono gli interessi della Russia all'estero e corrompe apertamente gli elettori moldavi, per invertire la rotta del suo Paese verso l'integrazione europea. Nel 2026, ha tentato di applicare alcune delle tecniche affinate in Moldavia alle elezioni armene, propagandando il progetto ideologico della “Eurasia contro l’Europa”.
Secondo numerose fonti, Šor è stato presentato a Putin nientemeno che dal miliardario russo Roman Abramovič, con cui ha sviluppato molti affari piuttosto oscuri, da lui incontrato in Israele dove prima risiedeva. Šor ora fornisce ai principali attori in Russia e ai loro partner stranieri - principalmente compagnie petrolifere e importatori di merci soggette a sanzioni - un servizio chiavi-in-mano. All'inizio del 2026, l'esercito statunitense aveva imposto un blocco navale al Venezuela, lanciando un inseguimento su vasta scala di diverse navi che, a suo dire, violavano le leggi del regime. Una di queste navi, battente bandiera della Guyana, cambiò la propria immatricolazione in Russia durante l'inseguimento, e il nuovo proprietario era sotto il controllo finanziario di Ilan Šor.
Foto: Wikipedia / Privesc.Eu Moldova




















