Russia

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Il rimpatrio forzato dei fuggitivi russi

Ha destato scalpore a Riga il rimpatrio di un geometra russo che era fuggito a nuoto dopo essersi opposto alla guerra. A conferma di come nello spazio post-sovietico fuggire non basta: occorre fare i conti con un collante di sfiducia, disprezzo reciproco e controllo più forte delle le somiglianze di pensiero.

  • Le due velocità dell'economia di guerra russa

    Il settore legato alle forniture militari cresce e prospera con continui flussi di risorse, materie prime, finanze e tecnologie. Le aziende medio-piccole e il ramo dei consumi devono fare i conti con le restrizioni dovute alle sanzioni, all’aumento delle tasse e all’accesso limitato ai capitali. L'economia di Mosca si è già radicata in un modello che anche in futuro non sarà facile cambiare.

  • Il forum internazionale dei buddisti in Russia

    La Calmucchia, unica regione a maggioranza buddista nella parte europea della Russia, ha accolto delegazioni da 35 Paesi del mondo. Lo stesso Putin ha inviato un messaggio elogiandone le "preziose tradizioni spirituali". Mentre il lama Kirišov ha lodato "lo spirito di sacrificio" dei soldati buddisti che partecipano all’operazione militare speciale in Ucraina.

  • I droni russi sull’Europa, dalla guerra alla paura ancestrale

    Tra i tanti obiettivi della “guerra ibrida” di Mosca la Moldavia che va alle elezioni parlamentari il 28 settembre appare uno dei più prossimi. Mentre i velivoli anonimi svolazzanti sui cieli dell'Europa si ergono come totem minacciosi, evocando quello sciamanesimo dalle radici siberiane che oggi in Russia è una delle espressioni più radicali della “difesa dei valori tradizionali” contro la depravazione occidentale.

  • La Forza della Siberia non prende forza

    Nonostante gli annunci Pechino continua a prendere tempo per la realizzazione del gasdotto che rappresenterebbe l'ancora di salvezza per Gazprom. Considerazioni politiche e finanziarie rendono piuttosto complicato l’accordo sui parametri del contratto da concludere. Mentre per soddisfare il suo fabbisogno che crescerà dopo il 2030 la Cina guarda anche ad altri fornitori.

  • L’anti-Eurovision dei cantanti in stile sovietico

    Alla Live Arena di Mosca si è tenuta la nuova edizione della "Intervidenie", la manifestazione canora che già negli anni dell'Urss riuniva i Paesi del blocco orientale. Rispolverata dopo l'esclusione dei cantanti russi dalla manifestazione occidentale a causa dell'invasione dell'Ucraina, ha riunito artisti di 22 nazioni "amiche" decretando alla fne la vittoria di Dyk Fuk, un rapper di Hanoi.

  • Le origini della religione della Russia

    Tra la fede ortodossa e il potere esiste un legame essenziale e originario, come mostrava già nell'XI secolo il "Discorso sulla legge e sulla grazia" del metropolita Ilarion, il "manifesto" della fede russa. A parte Filipp II di Mosca, che a fine Cinquecento si ribellò alle carneficine del primo zar Ivan IV il Terribile e venne per questo soffocato nella sua cella monastica, non si conoscono casi di altri oppositori ecclesiastici alle guerre sante dei monarchi.

  • La fine dell'impero energetico russo

    Gli ultimi dati dell'Agenzia internazionale per l'energia confermano la forte riduzione degli introiti di Mosca per la vendita di gas e petrolio, per l'effetto dei forti sconti imposti da Cina e India. Secondo l'economista Michael Bernstam "il mercato si sta rivelando più efficace delle sanzioni".

  • I processi al clero filo-russo in Ucraina

    Sono già 38 i chierici legati al patriarcato di Mosca che sono stati riconosciuti "colpevoli" di tradimento dai tribiunali di Kiev. Molti stanno chidedno di essere trasferiti in Russia, da dove però non giungono segnali di accoglienza particolarmente favorevoli: nella "guerra ibrdia" della politica ucraina la permanenza di metropoliti, vescovi e sacerdoti "fedeli" nel Paese è un fattore a cui non si può rinunciare.

  • La risurrezione di Stalin nella Russia di Putin

    La Novaja Gazeta documenta come fin dagli anni Novanta e in misura sempre più intensa nel quarto di secolo putiniano siano sorti ben 213 nuovi monumenti a Stalin e centinaia di performance di vario genere per commemorarlo. E questa rievocazione, funzionale al culto della Vittoria, permette oggi a Putin di agire con durezza nella repressione di ogni forma di dissenso.

  • I diamanti e le lacrime della Jacuzia

    Mosca fa sempre più affidamento sulle risorse garantite dall'industria estrattiva della regione a nord della Siberia. Nella sola provincia di Mirnyj si trova il 14% di tutta la riserva mondiale di diamanti. ma si tratta di attività che hanno un prezzo ambientale molto pesante in termini di inquinamento dell'aria e dell'acqua. Con benefici economici molto ridotti per le comunità locali.

  • Il mondo ortodosso russo in Estonia

    Se in Ucraina lo scontro è tutto interno all’Ortodossia, sulle rive del Baltico sono le grandi tradizioni cristiane di tutta Europa a contendersi una piccola terra e un piccolo popolo, in cui si concentrano i destini di tutti gli altri. E tra i terreni di scontro c'è anche lo storico monastero femminile Pjukhtitskij che si trova a soli venti chilometri dal confine con la Russia.

  • L’identità dei tatari in America

    Anche a migliaia di chilometri di distanza dal Tatarstan, la loro terra d'origine, durante l'estate le comunità dei tatari hanno tenuto anche negli Stati Uniti i campi di formazione sulla loro cultura per ragazzi e giovani dai 5 ai 20 anni. Il messaggio: si può appartenere a questo popolo russo ovunque, in Russia come in America.

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