Russia

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Il rimpatrio forzato dei fuggitivi russi

Ha destato scalpore a Riga il rimpatrio di un geometra russo che era fuggito a nuoto dopo essersi opposto alla guerra. A conferma di come nello spazio post-sovietico fuggire non basta: occorre fare i conti con un collante di sfiducia, disprezzo reciproco e controllo più forte delle le somiglianze di pensiero.

  • Quando i lavoratori di Pyongyang alzano la testa

    I tagli nelle commesse dalla Cina e il crollo degli stipendi stanno facendo esplodere in Corea del Nord il lavoro informale. Ma anche tra gli operai che Kim vende come mano d'opera a Pechino crescono le tensioni alimentate dalla trattenute sempre più alte sui loro stipendi per garantire entrate al governo di Pyongyang. Così il nuovo eldorado del regime oggi è diventata la Russia, dove è più forte l'isolamento linguistico e culturale.

  • L’inarrestabile crollo demografico della Russia

    Nonostante i dati segretati da Rosstat diversi osservatori sostengono che la popolazione russa sia ormai scesa sotto la soglia dei 140 milioni con le morti che costantemente superano le nascite. Proprio le regioni con una demografia tradizionalmente di maggiore crescita sono quelle che contano la maggiore quantità di caduti sul fronte ucraino

  • La sovranità perduta del Baškortostan

    Nel contesto del disfacimento dell’Unione Sovietica, 35 anni fa la regone dei baškiri - a ridosso degli Urali - proclamava la propria autonomia, poi cancellata dalla "verticale del potere" di Vladimir Putin. Nella Urfa di oggi, da dove partono migliaia di soldati per il fronte ucraino, ben poco è rimasto di quei sogni e la parola "sovranità" è ormai bandita dai discorsi.

  • Il ‘miraggio della vittoria’ nella lunga campagna di guerra russa in Ucraina

    Si avvia alla conclusione la campagna militare 2025 prima del gelo invernale, la più violenta e sistematica. Per gli esperti “il contesto strategico della guerra sta cambiando”, mentre l’economia scivola verso la stagnazione. La tentazione di Trump di concludere con Putin un “affare reciproco”. Né la Russia, né l’Ucraina sono veramente in grado di modificare il corso e il carattere della guerra.

  • La stretta sugli artisti di strada a San Pietroburgo

    Arrestata la giovane cantante Diana Loginova, nota con lo pseudonimo di Naoko, e altri due membri di un gruppo rock per aver attirato molti spettatori e curiosi ad ascoltare le loro canzoni, pur essendo essi riconosciuti come “agenti stranieri”. Riproponevano brani del grande cantautore Bulat Okudžava, morto alla fine degli anni Novanta e che cantava contro la “guerra vigliacca”.

  • Dissidenti russi in Europa: prove (difficili) di unità

    La formazione al Consiglio d'Europa di una piattaforma per il dialogo con le forze democratiche della Russia che si oppongono al regime di Vladimir Putin si scontra con le divisioni interne tra i diversi gruppi, comprese le critiche al Fondo per la Lotta alla Corruzione creato da Aleksej Naval’nyj. L'appello di Vladimir Kara-Murza: "Ogni prigioniero politico deve poter contare sul fatto di non essere dimenticato”.

  • Papa ai pellegrini russi: siate ‘esempio di amore, fraternità, solidarietà e rispetto’

    Questa mattina al Palazzo Apostolico Leone XIV ha ricevuto un gruppo di cattolici a Roma per il pellegrinaggio giubilare. L’invito ad “accendere il fuoco dell’amore” capace di riscaldare i cuori “più induriti” in un mondo insanguinato dalle guerre. Con carità e speranza dalle “rovine” si può costruire “un mondo nuovo”. L’icona della Salus Populi Romani “il segno dell’Anno Santo”.

  • I 'lavori forzati' dei medici in Russia

    La riforma della formazione approvata dalla Duma prevede per i laureandi in medicina l'obbligo di tre anni di servizio per ripagare i fondi spesi dallo Stato per gli studi. Dietro la misura le sempre maggiori difficoltà di bilancio ma anche l'intento di ottenere classi sociali e professionali sempre più sottomesse in un contesto dove le proteste sono ormai impossibili.

  • La pace fragile e i sonnambuli della guerra in Russia

    A differeza dell'accordo su Gaza, la sceneggiata estiva dell’incontro tra Putin e Trump in Alaska non ha infatti portato ad un alleggerimento delle operazioni belliche, spingendo al contrario entrambe le parti ad una ulteriore escalation, nei fatti e nelle parole. E come nel 1914 torna pericolosamente a crescere “l’illusione della fatalità”, che annulla tutte le possibilità di scelta e di soluzione diplomatica.

  • Gli effetti a catena del discorso di Putin a Soci

    Di fronte alle posizioni sempre più radicali del presidente nella contrapposizione con l'Europa, i comunisti sperano di ritrovare un ruolo centrale nella politica russa, uscendo dal dominio assoluto del partito putiniano Russia Unita, e in concorrenza con i liberal-nazionalisti del partito Ldpr, i “populisti di destra” della politica nazionale.

  • La chiamata universale alle armi della Russia

    Entro il 31 dicembre altri 135mila giovani russi saranno chiamatai alla leva militare con modalità sempre più stringenti per evitare scappatoie. Dove lo scopo non è principalmente l’ampliamento dei reparti dell’esercito, ma la ridefinizione della stessa vita comune della società, facendo sentire l’intera popolazione al fronte, anche se poi si mandano principalmente i caucasici e gli asiatici a farsi massacrare.

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