A Dinajpur la Novara Technical school diventa istituto di ingegneria

Inaugurato ufficialmente a Suihari la nuova realtà erede della Scuola tecnica fondata negli anni '60 dal Pime e ceduta lo scorso anno alla diocesi. Rilascerà diplomi in ingegneria rispondendo ai bisogni del Bangladesh settentrionale. Il direttore Michael Mardy: "Missionari dono d'amore e servizio".

di Sumon Corraya

Dinajpur (AsiaNews) - Per decenni, le officine in mattoni rossi della Novara Technical School hanno formato generazioni di falegnami, meccanici ed elettricisti nel nord del Bangladesh. Fondata dai missionari del Pontificio Istituto Missioni Estere (Pime), l’istituzione ha aiutato i giovani delle comunità rurali e indigene ad acquisire competenze pratiche, per garantirsi un sostentamento e un futuro.

Ora, in un nuovo capitolo della sua storia, la Chiesa cattolica di Dinajpur ha trasformato la scuola in un istituto di ingegneria in grado di rilasciare diplomi, nella speranza di ampliare le opportunità in una regione in cui l’accesso all’istruzione tecnica superiore rimane limitato.

Il Novara Non-Government Science and Technology Institute - come recita la nuova denominazione - è stato inaugurato ufficialmente il 19 settembre a Suihari, nella periferia di Dinajpur, durante una cerimonia alla quale ha partecipato il nunzio apostolico in Bangladesh, l’arcivescovo Kevin S. Randall. L’istituto, fondato dai missionari del Pime negli anni ’60, è stato ceduto alla diocesi di Dinajpur lo scorso anno. I responsabili della Chiesa vedono l'iniziativa come continuazione di una lunga tradizione missionaria che coniuga evangelizzazione con istruzione e sviluppo umano. 

Mons. Randall: "Studenti spina dorsale del Paese"

Rivolgendosi a studenti, insegnanti e residenti, l’arcivescovo Randall ha sottolineato l’importanza dell’istruzione tecnica in un mondo in rapida evoluzione. “Gli studenti di oggi sono la vera spina dorsale del futuro del Paese”, ha affermato. “Proprio come una spina dorsale forte sostiene il corpo umano, i giovani istruiti e qualificati contribuiscono a costruire la società su basi solide”. Ha aggiunto che le competenze tecniche sono sempre più richieste in tutto il mondo e ha espresso la speranza che il nuovo istituto fornisca gli strumenti necessari per contribuire allo sviluppo del Paese, sia entro i confini, sia all’estero.

L’inaugurazione è iniziata con un benvenuto tradizionale di musica e danze autoctone, a testimonianza della diversità culturale del Bangladesh settentrionale, dove vivono numerose comunità appartenenti a minoranze etniche. Dopo l’alzabandiera - che ha visto la bandiera del Bangladesh accanto a quella della Città del Vaticano - i leader della Chiesa locale hanno svelato una targa commemorativa, prima di partecipare a una tavola rotonda e a un programma culturale.

Un'opportunità per le comunità indigene

Per il vescovo Sebastian Tudu di Dinajpur, presidente del Novara Non-Government Science and Technology Institute, il progetto risponde a un’urgente esigenza locale. “I giovani del Bangladesh settentrionale non proseguono in gran numero gli studi superiori e in questa regione ci sono pochissimi istituti tecnici superiori di ingegneria”, ha affermato. “Grazie a questo istituto, molti giovani, uomini e donne, potranno contribuire allo sviluppo socio-economico”.

Molte famiglie nel nord del Bangladesh devono fare i conti con povertà, disoccupazione stagionale e accesso limitato a un’istruzione di qualità. Le istituzioni gestite dalla Chiesa cercano da tempo di affrontare queste sfide, soprattutto tra le comunità indigene e le popolazioni rurali che spesso subiscono svantaggi economici e sociali.

Per Michael Mardy, direttore dell’istituto, l’inaugurazione affonda le sue radici nella visione dei missionari che hanno fondato la Novara Technical School più di sessant'anni fa. “Siamo profondamente grati ai missionari del Pime”, ha dichiarato ad AsiaNews. “Se non avessero fondato la scuola negli anni ’60, oggi non saremmo stati in grado di inaugurare questa istituzione. Il loro contributo è stato un dono d’amore e di servizio”.

Porta per il mercato del lavoro

L’istituto può accogliere 200 studenti per i corsi di diploma e ne ha già iscritti 17 nella sua prima sezione. Altri 137 studenti frequentano attualmente corsi tecnici della durata di uno o due anni. I nuovi percorsi di diploma quadriennali comprendono Tecnologia automobilistica, meccanica, elettrica e civile. I responsabili della Chiesa sperano che queste discipline possano soddisfare la crescente domanda di lavoratori qualificati in Bangladesh e nei mercati del lavoro esteri.

Uno studente presente all’inaugurazione ha affermato che il nuovo istituto potrebbe offrire opportunità che in passato costringevano i giovani ad allontanarsi da casa. “Molti di noi volevano studiare ingegneria, ma non avevano accesso a istituti adeguati nelle vicinanze”, ha affermato. “Ora a Dinajpur abbiamo questa opportunità”.

L’eredità della scuola rimane strettamente legata ai missionari del Pime, che continuano a svolgere un ruolo importante nella zona. Tra i partecipanti alla cerimonia c’era p. Paolo Ballan, responsabile dei missionari del Pime in Bangladesh che hanno con favore la decisione della Chiesa locale di assumersi la responsabilità dell’istituto. “I missionari del Pime sono venuti in Bangladesh per annunciare il Vangelo, ma si sono anche impegnati nell’istruzione e nello sviluppo sociale”, ha detto.

Sebbene l’istituto sia ora amministrato dalla diocesi, il Pime continuerà a gestire un ostello per studenti da 100 posti letto all’interno del campus. I costi di alloggio sono mantenuti bassi, a 1.200 taka al mese (circa 8,5 euro), rendendolo accessibile agli studenti provenienti da famiglie più povere e da villaggi remoti.

Collaborazione storica tra Novara e Dinajpur

La trasformazione del Novara Non-Government Science and Technology Institute giunge in un momento simbolico della sua storia. L’istituzione affonda le sue origini in una collaborazione tra le diocesi di Novara, in Italia, e di Dinajpur, nell’allora Pakistan Orientale. Nel 1965 aprì il suo primo corso di falegnameria sotto la guida di fratel Mario Fardin, che ne divenne il primo direttore.

Nel corso degli anni si aggiunsero laboratori per la formazione in ambito elettrico, meccanico e metallurgico. Durante la guerra di liberazione del Bangladesh del 1971, le lezioni furono sospese e il Centro Novara divenne addirittura teatro di scontri militari. Le attività didattiche ripresero dopo la guerra e l’istituto si espanse gradualmente. Tra il 2000 e il 2003 importanti investimenti permisero di aggiungere nuove aule, strutture amministrative e moderne attrezzature per i laboratori. 

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