Bangkok (AsiaNews) - Cresce la contaminazione da piombo che in Bangladesh rischia di diventare emergenza, nonostante la crescente attenzione degli ultimi anni. Livelli oltre i limiti consentiti vengono riscontrati in una elevata percentuale di bambini e donne in gravidanza, ma spesso i sintomi di patologie riferibili al piombo non consentono di fornire un collegamento diretto con questa sostanza.
Le fonti della contaminazione da piombo sono varie e non sempre immediatamente identificabili. Sono riferibili (perlopiù, ma non esclusivamente) ai centri di riciclaggio degli accumulatori, ai processi produttivi, a prodotti immessi sul mercato provenienti da terreni contaminati impiegati nell’agricoltura o nell’allevamento. Un altro elemento che rende difficile il controllo dell’inquinamento da piombo è il suo radicamento nella vita quotidiana. Il rischio non è sempre circoscritto territorialmente ma è nei mezzi di locomozione che utilizzano batterie e nell’uso di accumulatori, è nelle vernici utilizzate per le pareti, è in prodotti – come la curcuma – utilizzati in cucina, ma anche nei giocattoli dei bambini.
La molteplicità delle fonti e la diversa intensità dell’esposizione richiederebbero una risposta che copra diversi settori, ma la sua attuazione è complicata, perché alla difficoltà di evitare lo smaltimento nel suolo o nelle acque del piombo si aggiunge la scarsità di centri di smaltimento e la loro scarsa efficienza.
La raccolta di dati sull’argomento è imponente, tuttavia risulta difficile trasformare queste conoscenze in un sistema capace di prevenire l'esposizione fin dall'origine.
Dal 2011 l’Università di Dhaka e ricercatori di Pure Earth, organizzazione che a livello globale è impegnata con diversi governi per monitorare la diffusione di sostanze nocive, hanno iniziato a documentare sistematicamente l’inquinamento da piombo in tutto il Bangladesh dopo che per anni, l’esposizione a questa sostanza era stata documentata in studi parziali e rapporti specialistici. I nuovi dati rendono ormai impossibile considerarla una questione marginale, perché se il contaminante può essere invisibile le sue conseguenze non lo sono affatto.
Un recente studio, rappresentativo a livello nazionale, stima che quasi il 40 per cento dei bambini presenti nel sangue livelli di piombo superiori alla soglia stabilita dall’Organizzazione mondiale della Sanità e il piombo sarebbe responsabile di 138mila decessi all’anno per malattie cardiovascolari tra chi supera i 25 anni. Il “Bangladesh Multiple Indicator Cluster Survey 2025”, condotto dall'Ufficio di statistica del Bangladesh con il sostegno dell’Unicef, ha determinato, fra l’altro, che nel sangue di piccoli tra 12 e 59 mesi di vita e di donne in gravidanza il 38,34 per cento e il 7,54 per cento rispettivamente si riscontravano concentrazioni elevate di piombo, considerando come soglia di riferimento i 5 microgrammi per decilitro. Il primo dato saliva, in uno studio di soli due anni prima, a 65 per cento considerando il livello massimo di 3,5 microgrammi stabilito negli Stati Uniti. Per Priscilla Wobil, esperta di salute dell’Unicef in Bangladesh, questi risultati non dovrebbero essere solo la prova di un’esposizione concentrata del contaminante in determinati contesti. Questo perché se il piombo può essere invisibile, le sue conseguenze non lo sono affatto e tra queste un calo significativo nel quoziente intellettivo dei bambini.
Iniziative di intervento hanno mostrato segnali incoraggianti. Lo studio del 2026 pubblicato sulla rivista scientifica “Bmc Public Health”, ha preso in esame le comunità residenti presso impianti di riciclaggio di batterie dismessi nella città di Mirzapur e sottoposti a bonifica. Dopo la rimozione del terreno contaminato i residenti hanno riscontrato miglioramenti nelle colture, nel bestiame e nel benessere dei bambini, a conferma che la situazione può essere migliorata, anche se lo studio ha evidenziato preoccupazioni riguardo alla gestione del terreno bonificato trasferito altrove.





















