Mumbai (AsiaNews) - In India un nuovo film intitolato “Batwara 1947” prova ad affrontare la ferita storica della separazione con il Pakistan con uno sguardo che - a partire dalle sofferenze dei profughi - prova a creare incontro anziché divisione.
Una proiezione speciale dedicata in particolare ai leader interreligiosi si è tenuta il 20 agosto al First Look, Santa Cruz di Mumbai. L’iniziativa è stata organizzata dal regista del film, Rajkumar Santoshi, con l'obiettivo di riunire leader e rappresentanti di diverse tradizioni di fede e di mettere in luce il potente messaggio del film sull'armonia comunitaria, sull'amore, sulla pace e sull'unità.
“Batwara 1947” racconta la storia di Sikander Mirza, musulmano, che fugge da Meerut con la moglie Hameeda e i figli Javed e Tanvir, trasferendosi a Lahore. Dopo un periodo in un campo profughi, la famiglia riceve una grande haveli abbandonata dai suoi proprietari indù. Tuttavia, nella casa vive ancora Mai, un’anziana donna indù che rivendica la proprietà ancestrale. Questo incontro inaspettato innesca tensioni crescenti e intricati conflitti emotivi, mentre i personaggi si muovono nella loro realtà trasformata sullo sfondo di uno dei capitoli più turbolenti della storia del subcontinente indiano.
Il film è stato profondamente apprezzato per la sua storia bella, commovente e toccante. Trasmette il messaggio che l'amore e l'umanità possono costruire ponti oltre i confini religiosi e sociali e che la pace e l'armonia devono elevarsi al di sopra delle differenze di fede. All’evento hanno partecipato rappresentanti delle comunità indù, cristiana, sikh, musulmana e buddhista. Tra i presenti c'erano Mufti Ziyaee Hazarat, Goswami Sushil Ji Maharaj, Vivek Muni, Devendra Mani, Paramjit Singh Chandhok, Purna Bhante e il verbita p. Norbert, in rappresentanza della Conferenza dei Vescovi Cattolici dell'India (CBCI).
I presenti hanno sottolineato come “Batwara 1947” proponga una storia sull’amore che trascende i confini religiosi. Hanno notato che il messaggio è particolarmente rilevante per l’India, dove i valori del rispetto reciproco, della comprensione e della coesistenza pacifica sono essenziali per costruire una società unita. I leader religiosi hanno espresso la speranza che il film possa raggiungere un vasto pubblico e contribuire a una maggiore consapevolezza dell'importanza dell'armonia comunitaria e dell'unità nazionale.
Il film – prodotto da da Aamir Khan - vede protagonisti attori di spicco come Sunny Deol, Preity Zinta e Shabana Azmi, le cui interpretazioni sono state apprezzate per aver trasmesso efficacemente i temi dell'amore, dell'umanità e della pace interiore. Anche i testi di Javed Akhtar e le musiche di A. R. Rahman sono stati apprezzati per la loro profondità emotiva e per il contributo al messaggio del film.
“La Chiesa cattolica - ha dichiarato p. Norbert Herman ad AsiaNews commentando il film - promuove il dialogo interreligioso perché riconosce che elementi di verità e di bontà possono essere trovati anche nelle altre tradizioni religiose. Invita inoltre al dialogo e alla collaborazione nella promozione di valori morali, culturali e spirituali per il bene comune. Questo film cerca di riflettere questi stessi principi mettendo in luce i valori di unità, giustizia, rispetto reciproco e coesistenza pacifica tra persone di religioni diverse in India. Mira a celebrare la nostra comune umanità e a incoraggiare una maggiore comprensione e armonia tra i diversi volti della nostra società”.


















