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Goa sospende esame legge anti-conversioni

Dopo le obiezioni di alcuni deputati il capo del governo locale ha deciso di ritirare dall'ordine del giorno dell'Assemblea legislativa il contestato provvedimento che, come in altri Stati indiani, metteva nel mirino le "conversioni religiose indebite". Leader cattolici e di altre minoranze avevano espresso preoccupazione.

  • Da Prabowo a Netanyahu, voci e smentite intorno al vertice di Sharm el Sheik

    Prima l’annuncio della presenza del premier israeliano alla firma dell'accordo, poi ritirata per la concomitanza con una festa ebraica (ma il probabile motivo reale è la presenza del leader dell'Anp Abu Mazen). Fonti israeliane annunciavano anche per domani una storica visita del presidente indonesiano Prabowo a Gerusalemme, ma il ministero degli Esteri di Jakarta ha smentito. Modi snobba il vertice: a rappresentare l'India il numero tre della diplomazia.

  • Il grazie dell'Orissa alle suore di San Giuseppe di Annecy

    Alla festa per i 375 anni dalla fondazione dell'istituto presente in questa regione indiana da più di 150 anni sei sacerdoti accolti da piccoli nelle loro scuole al servizio degli orfanie dei poveri hanno reso omaggio al servizio delle religiose insieme ad altre 20mila persone. "Riflesso della cura di Dio in mezzo a noi".

  • Kerala, l'Alta Corte difende i residenti di Munambam nella disputa con il Waqf Board

    Il tribunale ha stabilito che i terreni non sono una proprietà religiosa ma fanno parte di una donazione privata. La decisione ha sconfessato il Waqf Board, che nel 2019 aveva rivendicato l’area come bene religioso, creando incertezza per oltre 600 famiglie cattoliche che avevano acquistato regolarmente i terreni. I giudici hanno definito la notifica del Board una “tattica di accaparramento di terre” e chiarito che lo Stato non è vincolato dai suoi ordini. L’arcivescovo di Calicut, mons. Chakkalakkal, ha chiesto il pieno ripristino dei diritti fondiari.

  • Passa per l’Afghanistan il nuovo fronte del conflitto tra Delhi e Islamabad

    Oggi l'India ha deciso di riaprire la propria ambasciata a Kabul, segnando un passo politico senza precedenti verso il governo dei talebani. L’annuncio è avvenuto dopo che il Pakistan ha lanciato un bombardamento sulla capitale afghana nel tentativo di eliminare il leader dei talebani pakistani (TTP), Noor Wali Mehsud. Si tratta di vicende che si inseriscono nella nuova fase di scontro tra India e Pakistan, iniziata con l’Operazione Sindoor lanciata a maggio da Delhi in risposta a un attentato in Kashmir.

  • Ottawa inserisce la Bishnoi Gang tra le organizzazioni terroristiche. Delhi non commenta

    Il governo canadese ha inserito la potente rete criminale con base in India tra le organizzazioni terroristiche. La decisione segue una lunga scia di sparatorie ed estorsioni contro la diaspora sikh, e arriva mentre Ottawa tenta di ripristinare la cooperazione con Delhi dopo le tensioni legate all’omicidio del leader Hardeep Singh Nijjar. Le autorità canadesi accusano la gang di agire come strumento di intimidazione legata anche all'intelligence indiane, accusa respinta con forza da Delhi.

  • Himachal Pradesh, 12enne dalit si suicida dopo essere stato umiliato

    Il ragazzo, accusato di aver “contaminato” la casa di una famiglia di casta superiore, è stato picchiato e rinchiuso in una stalla. Pretendevano dai genitori una capra come sacrificio per “purificare” l’abitazione. Il vescovo della diocesi di Simla e Chandigarh ad AsiaNews: "Non è una tragedia individuale, ma un peccato sociale. Siamo tutti responsabili se le strutture di discriminazione restano impunite".

  • Sarah Mullally prima donna arcivescovo di Canterbury: lo sguardo dell'Asia

    La storica decisione di oggi della Church of England - che per la prima volta vedrà una figura femminile a capo della sede primaziale - è un fatto molto significativo anche per le Chiese dell'Asia che fanno parte della Comunione anglicana. Tra di loro ci sono le "United Church" di India, Pakistan e Bangladesh che hanno già tutte aperto al ministero ordinato femminile, con donne vescovo in alcune diocesi indiane.

  • Anche le sanzioni USA all'Iran mettono in difficoltà l'India e aprono alla Cina

    Delhi valuta le conseguenze della revoca dell’esenzione statunitense per il porto iraniano di Chabahar, su cui ha investito centinaia di milioni di dollari come snodo strategico verso l’Asia centrale e contrappeso alla presenza cinese a Gwadar. Le nuove sanzioni rischiano di bloccare il progetto e complicano ulteriormente i rapporti con Washington, già segnati da dazi e nuove restrizioni sui visti. Sul lungo periodo, avvertono gli analisti, la Cina potrebbe essere la vera beneficiaria della crisi.

  • Assam: il BJP perde le elezioni al Consiglio tribale, occhi sulle legislative del 2026

    Il Bodoland People’s Front ha conquistato 28 seggi su 40, rafforzando la propria presenza rispetto al 2020 e tornando così alla guida del Consiglio territoriale bodo. Il BJP, che dal 2016 ha inanellato una serie di successi nello Stato nordorientale, si ferma a cinque seggi. La sconfitta mette in discussione l’egemonia del partito a pochi mesi dalle elezioni legislative del 2026.

  • Così i discorsi d'odio normalizzano la violenza contro cristiani e musulmani in India

    Nel suo "Hate Crime Tracker" l'Associazione per la Protezione dei Diritti Civili ha registrato 141 crimini violenti contro le minoranze nei soli tre mesi tra giugno e agosto 2025. Nel 90% dei casi coinvolto il Bajrang Dal, nell'Uttar Pradesh il numero più alto di episodi. L'ultimo assalto nel Chhattisgarh dove a un cristiano che non voleva "riconvertirsi" all'induismo è stata distrutta la casa tra minacce di morte. "Ormai questi episodi stanno diventando una routine".

  • Uttarakhand: giornalista trovato morto, libertà di stampa sempre più a rischio in India

    Il corpo di Rajeev Pratap, reporter investigativo di 36 anni, è stato recuperato in un fiume dopo che aveva ricevuto minacce di morte per le sue inchieste sulla corruzione. Intanto il governo Modi rafforza i meccanismi di censura: nuove leggi impediscono la diffusione di notizie ritenute “diffamatorie” contro i conglomerati industriali. Da quasi un anno attiva piattaforma che chiede ai social di rimuovere i contenuti sgraditi al governo, contro cui X sta combattendo una battaglia legale.

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