Rawalpindi (AsiaNews) - I tribunali per le questioni familiari del distretto di Rawalpindi hanno registrato un forte aumento dei contenziosi in materia di diritto di famiglia nella prima metà del 2026, con oltre 8.100 cause intentate da donne. Ciò evidenzia una inedita emersione delle controversie coniugali e aggrava il crescente carico di lavoro sul sistema giudiziario del distretto.
Il numero crescente di cause per questioni familiari sta creando una notevole pressione sulle strutture giudiziarie di Rawalpindi: i tribunali per le questioni familiari situati presso i tribunali distrettuali e le sedi dei tehsil continuano a essere sovraffollati, con un gran numero di parti in causa - molte accompagnate da bambini piccoli - che si presentano quotidianamente alle udienze. I dati indicano che circa 16mila cause familiari, sia nuove che pendenti, sono attualmente in attesa di giudizio nei tribunali del distretto.
Boom di controversie famigliari a Rawalpindi
Secondo i dati giudiziari ufficiali, i 43 tribunali operanti nel distretto di Rawalpindi hanno ricevuto un totale di 8.105 istanze di diritto di famiglia tra l’1 gennaio e il 30 giugno 2026. I casi riguardavano il divorzio, lo scioglimento del matrimonio (khula), il mantenimento dei figli e quello personale, il recupero degli oggetti della dote, il pagamento della dote (Haq Mehr) e questioni relative all’affidamento.
I registri giudiziari mostrano che, nel corso di questo semestre, i tribunali di diritto di famiglia hanno emesso 1.114 sentenze di divorzio e di khula, mentre 159 persone minori sono state recuperate e riconsegnate alle madri tramite ordinanze. I dati segnano un aumento costante delle controversie familiari, poiché un numero crescente di donne ricorre a rimedi legali.
Inoltre, i tribunali hanno emesso ordinanze provvisorie di mantenimento dei figli in 7.812 casi, imponendo ai mariti di fornire un sostegno finanziario immediato ai propri figli, mentre il procedimento principale era ancora pendente. Inoltre, a 102 mariti è stato ordinato di restituire i beni della dote e di pagare le somme dovute alle mogli, dopo che i tribunali hanno ritenuto fondate le richieste.
I funzionari giudiziari hanno affermato che sono proseguiti anche gli sforzi di riconciliazione nei casi in cui ciò fosse opportuno. Nel periodo di riferimento, 41 donne che avevano lasciato la propria abitazione coniugale a seguito di controversie familiari sono state indirizzate verso un percorso di riconciliazione, nel tentativo di preservare, ove possibile, i loro matrimoni.
Le statistiche giudiziarie rivelano anche che, nella prima metà del 2026, 211 donne del distretto hanno lasciato le proprie abitazioni per contrarre matrimoni con libertà tramite i tribunali. Gli osservatori affermano che tali casi continuano a riflettere il mutamento degli atteggiamenti sociali, nonché il ruolo crescente dei tribunali nella tutela delle persone che esercitano il proprio diritto legale di scegliere il coniuge.
Il carico di lavoro riflette inoltre le mutevoli tendenze giuridiche e sociali tra le comunità minoritarie. A seguito delle riforme che hanno semplificato la procedura legale per il divorzio tra cristiani, un numero crescente di donne cristiane si è rivolto ai tribunali della famiglia per chiedere lo scioglimento del matrimonio. I dati ufficiali mostrano che 81 donne cristiane hanno presentato istanze di divorzio durante i primi sei mesi dell’anno in base al quadro giuridico rivisto.
L'impatto dei social
L’avvocata Jennifer Johnson della Corte Suprema del Sindh, che esercita la professione dinanzi ai tribunali di famiglia, afferma che i social media sono diventati una fonte ricorrente di controversie coniugali. Infatti, i disaccordi sull’uso di Facebook, TikTok, Instagram, Messenger e altre piattaforme di comunicazione online vengono sempre più spesso citati nelle istanze di divorzio e di khula.
Una di queste istanze, ha riferito l’avvocata, è stata presentata da una donna identificata come Nusrat Ghayoor, che ha chiesto un decreto di khula dopo aver sostenuto che, nonostante adempisse alle proprie responsabilità domestiche e agli obblighi coniugali, il marito le impediva ripetutamente di guardare TikTok e di creare video sulla piattaforma. La donna ha sostenuto che i conflitti che ne sono derivati avevano reso impossibile la prosecuzione del matrimonio.
Le preoccupazioni della Chiesa
Commentando il crescente numero di separazioni coniugali, p. Shakeel Gulzar, direttore della Commissione cattolica per il dialogo interreligioso e l’ecumenismo, ha descritto questa tendenza come motivo di grave preoccupazione. Facendo riferimento agli insegnamenti di papa Francesco, ha affermato che la società ha bisogno di riscoprire il valore della famiglia e di coltivare le virtù che rafforzano amore, pazienza e comprensione reciproca nella vita coniugale.
Ha osservato che l’intolleranza, la mancanza di comunicazione e il declino della vita spirituale sono diventati sfide significative per molte famiglie. Ha incoraggiato le coppie a trascorrere più tempo di qualità insieme, a pregare insieme regolarmente e a condividere almeno un pasto al giorno per rafforzare i legami familiari. Inoltre, ha indicato le pressioni finanziarie, le difficoltà di comunicazione e la sfida di mantenere un sano equilibrio tra vita lavorativa e vita privata come fattori principali che incidono sulla stabilità familiare.
P. Gulzar ha esortato le chiese e le istituzioni comunitarie a sensibilizzare maggiormente l’opinione pubblica su queste sfide e a fornire alle coppie una guida per risolvere i conflitti attraverso il dialogo, la consulenza e il rispetto reciproco prima che le controversie giungano in tribunale.
I dati giudiziari più recenti suggeriscono che - sebbene una maggiore consapevolezza giuridica abbia consentito a un numero crescente di donne di cercare tutela dei propri diritti attraverso i tribunali - occorrono anche servizi di consulenza più efficaci, meccanismi di mediazione e sistemi di sostegno comunitario volti a preservare relazioni familiari sane ovunque sia ancora possibile la riconciliazione.



















