Colombo (AsiaNews) - A causa di ritardi nell’applicazione di alcune norme, la crescente crisi del debito rurale in Sri Lanka sta prendendo una piega predatoria, con app di prestito illegali su smartphone che continuano a imperversare in modo aggressivo in tutta l'isola.
La maggior parte dei truffatori utilizza promozioni e pubblicità sui social media per attirare clienti, prendendo di mira coloro che risiedono in villaggi remoti. Questo è ancora possibile perché un'ordinanza ministeriale da pubblicare in Gazzetta Ufficiale, necessaria per attivare i meccanismi di applicazione del Microfinance and Credit Regulatory Authority Act, non è stata ancora emanata e dunque il neo-costituito organismo di regolamentazione è privo di qualsiasi autorità effettiva.
Le app illegali per smartphone prendono di mira soprattutto le aree rurali e le persone più vulnerabili con commissioni occulte, tassi di interesse elevati e termini di rimborso brevi. I prestatori online raccolgono regolarmente informazioni personali sensibili dalle rubriche dei cellulari per fare pressione, o addirittura insultare e mettere in imbarazzo i mutuatari che non rispettano i pagamenti.
Proprio per far fronte al problema, il 4 marzo scorso il Parlamento ha promulgato la legge sull'autorità di regolamentazione del microcredito che resta però paralizzata. Gli avvocati Seetha Amarasinghe e Ruchira Almeida raccontano ad AsiaNews che "questa impasse legislativa è stata portata alla luce durante le discussioni di controllo guidate dai membri della Commissione Parlamentare di Vigilanza Settoriale sullo Sviluppo Economico insieme a gruppi di advocacy di base come il 'Yukthi Collective', un noto gruppo di tutela dei consumatori di base di Colombo, e il Centre for Equality and Justice (CEJ). Queste commissioni hanno chiesto una rapida accelerazione amministrativa. Secondo quanto riferito da un responsabile del Yukthi Collective si starebbe verificando un'evoluzione allarmante dei problemi finanziari, in cui lo smartphone è stato trasformato in un'arma contro i poveri".
"A differenza delle istituzioni di microfinanza tradizionali (MFI), i prestatori virtuali non richiedono alcuna infrastruttura fisica poiché operano esclusivamente attraverso ecosistemi di app mobili. Adescano i mutuatari economicamente disperati promettendo contanti immediati. Le app promettono termini di rimborso bassi e gestibili, ma cambiano rapidamente atteggiamento dopo il download, imponendo rinnovi nascosti, tagli esorbitanti per le spese di gestione, compresi tassi annui effettivi globali (TAEG) che spesso superano diverse centinaia di punti percentuali".
Secondo alti funzionari della Banca Centrale dello Sri Lanka (CBSL), "la CBSL si è mossa con decisione il 5 agosto 2026, ampliando la sua blacklist ufficiale per mettere al bando 26 importanti reti e applicazioni finanziarie illegali (tra cui 'TM App', varianti di MTFE e OnmaxDT). Tuttavia, gli sviluppatori aggirano facilmente questi divieti rinominando o clonando le loro app da un giorno all'altro. Queste app si concentrano pesantemente sui micro-imprenditori, sui salariati giornalieri e sulle donne rurali che non hanno accesso alle linee bancarie commerciali formali. Secondo la nuova legge i poteri sanzionatori includono multe fino a 5 milioni di rupie e 5 anni di reclusione. Tuttavia, non possono entrare in vigore finché il Ministro non pubblica l’ordinanza sulla Gazzetta Ufficiale. In questo vuoto transitorio, la CBSL è l'unico supervisore attivo, che si affida a vecchi statuti bancari per inserire entità nella blacklist, invece di sfruttare i meccanismi specializzati e rigorosi di difesa dei consumatori della nuova Legge".
L'Association of Lending Development Services (ALDS) sostiene che "essendo queste operazioni di prestito online illegali e non registrate, i mutuatari non hanno alcun obbligo di rimborsare richieste illegittime". Secondo quanto riferito da alcune vittime della truffa - Sumanawathie Appuhamy, Wijepala Ratnayaka e D.M. Jayasinghe di Nochchiyagama di Anuradhapura (Provincia Nord-Occidentale) - "nonostante diverse denunce alla CBSL, non c'è stata alcuna risposta".





















