Lo Sri Lanka penalizza gli impianti fotovoltaici sui tetti

Nonostante l'obiettivo della rinnovabile al 70% entro il 2030, Colombo ha sospeso i sistemi di compensazione per l'energia in eccesso. Battuta d'arresto per i piccoli consumatori, che con questo sistema faticheranno a ripagare l'investimento. Intanto varato un impianto solare galleggiante a Dambulla.

di Arundathie Abeysinghe

Colombo (AsiaNews) - Sebbene lo Sri Lanka si sia posto l’obiettivo di aumentare la quota di energia rinnovabile al 70% entro il 2030, le autorità stanno adottando misure che scoraggiano la produzione di energia solare sui tetti. In base a una decisione del Ministero dell’Energia, a partire dall’11 settembre 2026 non sono più offerti i sistemi di compensazione per l'energia prodotta in eccesso per i nuovi impianti solari collegati alla rete nazionale.

Il cambiamento di politica rappresenta una sfida per il solare sui tetti. Nonostante il nuovo impianto solare galleggiante dello Sri Lanka porti la transizione verde sull’acqua con la centrale Diyajanani da 5 MW, costruita sul bacino di Ibbankatuwa a Dambulla e collegata alla rete nazionale il 18 settembre.

Battuta d'arresto per piccoli consumatori

Il ministero dell’Energia ha ufficialmente smantellato i tradizionali sistemi di "net metering" e "net accounting" per tutti i nuovi impianti solari su tetto, suscitando diffuse preoccupazioni economiche. L'iniziativa rappresenta una grave battuta d’arresto per i consumatori di piccola e media dimensione che hanno investito in infrastrutture solari come protezione contro la volatilità dei prezzi dell’elettricità, trasformando beni verdi autofinanziati in passività finanziarie inaspettate. Le modalità operative di questo cambiamento normativo comportano un pesante onere economico per i consumatori comuni e le piccole aziende.

Gli esperti di energia Viraj Ratnayaka e Sampath Alwis spiegano ad AsiaNews che "nel sistema di net metering, il numero di unità di energia elettrica generate da una famiglia durante il giorno viene detratto dal numero di unità consumate di notte". Questo schema è stato sospeso per i nuovi allacciamenti con la motivazione che causa perdite al Ceylon Electricity Board (Ceb), principale ente statale di monopolio per generazione e distribuzione di energia elettrica. "Nel frattempo, il sistema di contabilità netta viene utilizzato innanzitutto per ridurre i consumi domestici, mentre l’energia elettrica in eccesso viene venduta al Ceb in cambio di un pagamento. Il programma Net Plus prevede invece il pagamento per la quantità di energia elettrica generata utilizzando i pannelli solari installati presso l’abitazione", aggiungono.

Interventi necessari e investimenti senza benefici

Secondo l’ingegnere elettrico Ashoka Abeygunawardana, esperto nel settore delle energie rinnovabili e nella pianificazione energetica, "se in ogni abitazione venisse installato un impianto da circa 5 kW, sarebbe possibile generare una capacità di circa 25mila MW. Di conseguenza, si potrebbero produrre oltre 35mila gigawattora di elettricità all’anno. Si tratta di una quantità pari al triplo della produzione attuale. Tuttavia, non sono stati ancora messi a punto il meccanismo necessario e il sistema di accumulo richiesto".

Secondo l’ex ingegnere della Ceb Namal Subasinghe, "per consentire un consumo sostenibile di elettricità di almeno sei unità al giorno, le autorità dovrebbero, oltre al programma Net Plus, consentire che un numero limitato di unità, circa 180 al mese, venga fornito tramite net metering o net accounting". Infatti, in base al sistema attuale, se il consumo è di 5 kW, anche la quantità che può essere generata è limitata alla stessa capacità. "Per gli allacciamenti monofase, sono consentiti 30 ampere fino a 5 o 10 kW. Chi dispone di allacciamenti trifase può arrivare fino a 20 kW. Tuttavia, se la potenza è superiore a 10 kW e inferiore a 40 kW, il pagamento è di 19,50 rupie per unità”.

I proprietari di impianti solari su tetto Kamal Haputhanthri, Suren Sinnathamby e Rameesha Mohammed ritengono che “le persone siano state incoraggiate a installare impianti solari con la promessa di poter ‘azzerare la bolletta dell’elettricità’”. L’installazione di un impianto solare costa circa 1 milione di rupie (circa 2600 euro, ndr). Se un impianto da 5 kW produce circa 12mila rupie al mese (circa 32 euro, ndr), il reddito annuo sarebbe di circa 140mila rupie (circa 373 euro, ndr). Ci vorrebbero circa 10 anni per recuperare l’investimento. Per circa 15 anni, l’investimento iniziale non porterebbe quasi alcun beneficio. Pertanto, il governo dovrebbe concedere prestiti senza interessi".

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