Fumi ed energia: sale la tensione fra Singapore e Jakarta

L'Indonesia ha ridotto le forniture di gas naturale a Singapore: Le autorità della città-Stato minimizzano l'impatto, che andrebbe ad incidere per meno del 2% sulla domanda giornaliera. Gli analisti si interrogano sui possibili legami con le frizioni emerse nella regione a causa dei roghi.

di Joseph Masilamany

Singapore (AsiaNews) - Singapore ha minimizzato l’impatto della riduzione delle forniture di gas naturale dall’Indonesia, affermando che il deficit rappresenta meno del 2% del proprio fabbisogno giornaliero. Intanto si fanno sempre più insistenti le voci secondo cui tale mossa potrebbe essere collegata alle tensioni bilaterali relative alla nebbia e ai fumi trans-frontalieri, causati dagli incendi che nell’ultimo periodo hanno colpito il Paese e messo alla prova la tenuta dell’ASEAN. 

L’autorità indonesiana di regolamentazione del settore petrolifero e del gas a monte, SKK Migas, ha annunciato che ridurrà le esportazioni di gas verso Singapore di 31 miliardi di unità termiche britanniche al giorno (BBTUD), a partire dal 24 ottobre. In risposta, l’Autorità per il mercato energetico (Ema) ha dichiarato che le forniture alternative di gas naturale liquefatto (Gnl) e le misure di emergenza contribuiranno a garantire la produzione di energia elettrica e la stabilità della rete, nonostante l’interruzione delle forniture tramite gasdotto. 

Tuttavia, secondo quanto riportato da The Straits Times, gli importatori di gas autorizzati di Singapore hanno segnalato una riduzione minore, pari a 17 BBTUD nell’arco di 18 giorni. Tale deficit rappresenta solo una piccola frazione del consumo giornaliero di gas della città-Stato, che supera i mille BBTUD.

“L’Ema è consapevole che i nostri importatori ricorreranno a tutti i rimedi previsti dai loro contratti in relazione all’interruzione della fornitura di gas”, ha dichiarato un portavoce dell’autorità. Inoltre, Singapore gestisce regolarmente fluttuazioni comprese tra i 20 e i 100 BBTUD durante gli interventi di manutenzione programmata, senza per questo interrompere la fornitura di energia elettrica. Singapore produce circa il 95% della propria energia elettrica da gas naturale, affidandosi alle forniture tramite gasdotto provenienti da Indonesia e Malaysia, nonché alle importazioni di Gnl dai mercati internazionali.

Singapore GasCo, l’ente centrale per l’approvvigionamento di gas del Paese, potrebbe organizzare ulteriori spedizioni di Gnl con breve preavviso secondo quanto ha affermato l’Ema. Le società di produzione di energia elettrica sono inoltre tenute a mantenere adeguate riserve di combustibile, compreso il diesel, per salvaguardare l’approvvigionamento elettrico.

Implicazioni politiche

La riduzione delle forniture fa seguito alle dichiarazioni del ministro indonesiano dell’Energia e delle Risorse Minerarie, Bahlil Lahadalia, del 22 ottobre scorso, secondo cui Jakarta potrebbe limitare le spedizioni di energia verso i Paesi che non dimostrano rispetto reciproco. I media indonesiani hanno riferito che la riduzione prevista comprendeva 15 BBTUD dal corridoio offshore di Natuna e 16 BBTUD dal giacimento di Jambi Merang a Sumatra.

La mossa ha sollevato interrogativi sul fatto che la decisione rifletta una più ampia strategia di Jakarta volta a dare priorità alla sicurezza energetica interna o sia collegata a tensioni bilaterali, tra cui i disaccordi sull’applicazione delle norme relative alla nebbia trans-frontaliera. L’economista indipendente specializzato in energia David Broadstock ha descritto lo sviluppo come una sorprendente interruzione della catena di approvvigionamento del gas di Singapore, sottolineando che la tempistica coincide con le continue frizioni bilaterali.

“Vi è un punto interrogativo - spiega - sul fatto che ci sia un elemento politico legato a questa azione, che potrebbe renderla una reazione alla questione delle nebbie”. “Non direi con certezza che sia un fattore determinante, ma certamente - prosegue - non può essere escluso”. Va qui peraltro aggiunge che non vi è stata, ad oggi, alcuna conferma definitiva del fatto che la riduzione delle forniture di gas sia stata imposta in risposta alla controversia sulla nebbia.

Interruzioni e conseguenze

Gas Supply, di proprietà di Temasek, ha dichiarato che le forniture ad alcuni clienti industriali hanno subito riduzioni temporanee a seguito della limitazione imposta dal proprio fornitore upstream indonesiano. La società ha poi affermato di essere in contatto col fornitore per gestire la carenza e ridurre al minimo le interruzioni per i clienti. Il gas proveniente dal giacimento di Jambi Merang viene fornito direttamente a Gas Supply, mentre quello offshore di Natuna viene consegnato ai terminali di ricezione di Sembcorp Gas in base ad accordi di vendita a lungo termine che dovrebbero durare fino al 2028.

Gli economisti del settore energetico hanno affermato che Singapore potrebbe ricorrere al Gnl del mercato spot per colmare eventuali carenze, sebbene ulteriori acquisti potrebbero aumentare i costi di approvvigionamento. Data la portata limitata della riduzione, l’impatto sulle tariffe elettriche dovrebbe essere minimo. Subodh Mhaisalkar, amministratore delegato del Solar Energy Research Institute di Singapore, ha descritto il Gnl come un’importante riserva contro le interruzioni dell’approvvigionamento; inoltre, la carenza rappresenta solo una piccola parte del fabbisogno giornaliero di produzione elettrica del Paese.

Gli analisti hanno affermato che l’episodio potrebbe comunque rafforzare le ragioni di Singapore a favore della diversificazione delle proprie fonti energetiche attraverso interconnessioni elettriche regionali e maggiori investimenti nelle energie rinnovabili. Sebbene il Gnl rappresenti già circa il 60% del mix di gas di Singapore, la città-Stato rimane fortemente dipendente dal gas naturale per la produzione di energia elettrica. L’ultima interruzione evidenzia i rischi legati alla dipendenza dalle forniture trans-frontaliere tramite gasdotti e potrebbe rendere ancora più urgenti gli sforzi volti a sviluppare un sistema energetico più diversificato e resiliente. La risposta di Singapore suggerisce che la minaccia immediata per l’approvvigionamento elettrico sia limitata. Tuttavia, le circostanze alla base della decisione dell’Indonesia potrebbero avere implicazioni più ampie per le relazioni bilaterali e la cooperazione energetica regionale. 

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