Tokyo prepara una seconda capitale per le emergenze

Approvata una legge che permetterà al governo di designare una città alternativa in caso di gravi calamità naturali. Il provvedimento cita il rischio sismico, ma rilancia anche il progetto - voluto dal Japan Innovation Party - di trasformare Osaka in un polo amministrativo alternativo a Tokyo.

Tokyo (AsiaNews) - Il parlamento giapponese ha approvato una legge che apre la strada alla creazione di una seconda capitale allo scopo di garantire la continuità delle istituzioni nazionali in caso di grandi terremoti, tifoni o altre calamità che dovessero colpire Tokyo. Il provvedimento, sostenuto dalla coalizione di governo guidata dalla premier Sanae Takaichi e approvato in chiusura della sessione parlamentare prima dell’estate, ha riacceso le tensioni politiche sull’equilibrio dei poteri tra il governo centrale e le autonomie locali.

La legge autorizza il governo a designare una città alternativa che possa ospitare temporaneamente le principali funzioni dello Stato qualora la capitale risultasse paralizzata da una calamità naturale o da altre situazioni di emergenza. Sarà il primo ministro a individuare la sede, scegliendola tra le candidature delle prefetture che soddisfano determinati requisiti in termini di popolazione, peso economico e infrastrutture.

Il Giappone convive con un elevato rischio sismico e da anni esperti e governi discutono della necessità di predisporre un centro amministrativo alternativo nel caso in cui un forte terremoto nell’area metropolitana di Tokyo renda impossibile il funzionamento delle istituzioni centrali. Secondo le stime del governo giapponese, un terremoto di grande intensità nella regione della capitale potrebbe provocare danni economici per centinaia di migliaia di miliardi di yen e compromettere per settimane le capacità operative.

Le motivazioni di sicurezza nazionale nascondono però delicati equilibri politici. Il progetto della seconda capitale figura infatti nell’accordo di governo siglato nell’ottobre scorso tra il Partito Liberal Democratico (LDP) e il Japan Innovation Party (JIP), il cui sostegno parlamentare è stato determinante per l'elezione di Takaichi, che appartiene all’LDP.

Per il JIP, forza politica radicata soprattutto nell’area di Osaka, la riforma potrebbe rafforzare il progetto di trasformare la città nella principale alternativa amministrativa a Tokyo. Da anni il partito promuove infatti il cosiddetto Osaka Metropolis Plan, che punta a riorganizzare Osaka sul modello della capitale giapponese, semplificando la struttura amministrativa e rafforzandone il ruolo politico ed economico. Il progetto è già stato bocciato due volte dagli elettori in due referendum nel 2015 e nel 2020, entrambi tuttavia respinti per margini molto ridotti.

Le opposizioni hanno accusato la maggioranza di aver elaborato una legge “su misura” per soddisfare il proprio alleato di governo più che per rispondere a esigenze di protezione civile. Lo scontro parlamentare ha rallentato per settimane l’esame del provvedimento, provocando anche il boicottaggio dei lavori da parte delle opposizioni e costringendo il governo a prolungare di otto giorni la sessione della Dieta.

Solo dopo alcune concessioni procedurali richieste dalle forze di opposizione il testo è arrivato al voto definitivo della Camera alta nella tarda serata di venerdì. Nella stessa giornata il parlamento ha approvato anche una revisione della legge che disciplina gli eventuali referendum costituzionali, un passaggio considerato preparatorio rispetto all’obiettivo, perseguito da tempo dal Partito Liberal Democratico, di modificare per la prima volta la Costituzione pacifista entrata in vigore nel 1947.

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