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Vladimir Rozanskij

  • Drone iraniano sull'aeroporto azero: il contesto e le reazioni

    Colpita Nakhičevan nell'enclave che dovrebbe essere nuovamente connessa a Baku con il Corridoio previsto dall'intesa fatta firmare da Trump per porre fine alla guerra con l'Armenia. Lo storico dissidio con l'Iran per la sovrapposizione dei territori e la diversa interpretazione della variante sciita dell’islam. Teheran nega responsabilità, ma Aliev si dice pronto a "difendere la propria sicurezza e integrità territoriale".

  • La vita difficile dei veterani russi di guerra

    Secondo una stima diffusa a dicembre e subito fatta sparire sarebbero 250mila le persone tornate dal fronte di guerra in Ucraina ora in cerca di un lavoro. Per loro sul canale tv Rossija-1 va in onda il programma Budem Žit, “Vivremo ancora”. Il rischio di una replica della situazione degli anni Ottanta quando gli “afghani” costituirono a lungo un problema irrisolto a Mosca.

  • Le opposizioni in cerca di unità a Tbilisi

    I partiti che si oppongono ai filorussi del Sogno Georgiano stanno cercando di concordare una piattaforma comune con l’obiettivo di giungere a elezioni parlamentari anticipate e “legittime”, per rovesciare senza conflitti il governo attuale. Anche se i disaccordi tra le diverse forze sono tutt'alltro che ripianati.

  • Putin e le tecnologie russe del futuro

    Il presidente russo ha visitato l'annuale Forum che mette in mostra i frutti del lavoro di ricercatori e scienziati. Dal cioccolato sintetico all'apparecchio portatile per la lettura del codice genetico la via sovranista alle nuove "possibilità" del mondo di domani.

  • I 'vicini' dell'Asia Centrale e del Caucaso davanti alla guerra in Iran

    Il conflitto in Medio Oriente chiama in causa anche le repubbliche ex-sovietiche che storicamente hanno rapporti stretti con Teheran. Forte emozione a Baku per l'uccisione di Khamenei, che era di origini azere. L'Azerbaigian, che ha anche rapporti con Israele, crocevia per l'evacuazione dall'Iran dei cittadini stranieri. Dal Kazakistan Tokaev si chiera con i Paesi arabi ma invita a una "via pacifica" per la soluzione.

  • Le nuove armi di Mosca a Teheran

    Mentre gli esiti del negoziato tra Iran e Stati Uniti appaiono incerti gli analisti si interrogano sul peso delle nuove forniture belliche russe a Teheran. Sistemi che difficilmente sposteranno gli equilibri delle forze in gioco e che Mosca avrebbe volentieri evitato di sottrarre al fronte ucraino, ma che servono a placare l'irritazione iraniana per lo scarso sostegno nonostante il "partenariato strategico".

  • Il divieto degli incontri di preghiera nelle case in Russia

    Un nuovo progetto di legge all'esame della Duma vuole limitare il diritto a ospitare riti negli edifici privati per "prevenire la diffusione di idee radicali ostili". Contrarie tutte le confessioni religiose, compresa la Chiesa ortodossa russa. Le più colpite sarebbero le comunità di matrice protestante che fin dai tempi sovietici non hanno la possibilità di ottenere terreni per costruire la propria chiesa.

  • Il 'passo lento' della Via Polare della seta

    La Cina non si è lasciata trascinare nella polemica sulle mire di Trump sulla Groenlandia. Consapevole che per realizzare davvero il “corridoio artico” serve prima una grande logistica ancora tutta da organizzare, individuare gli itinerari realmente percorribili e rafforzare i rapporti con la Russia.

  • La lunga storia delle sanzioni contro Mosca

    A quattro anni dall'invasione dell'Ucraina il veto di Ungheria e Slovacchia spacca l'Unione europea sul ventesimo pacchetto di misure economiche contro la Russia. Nuovo capitolo nella lunga storia delle sanzioni iniziata in era sovietica e che raggiunse l'apice negli anni Settanta e Ottanta. Il peso centrale dell’oleodotto Družba (“Amicizia”) inaugurato nel 1960.

  • La guerra ibrida degli eredi di Prigožin

    Un gruppo di deputati del Congresso americano preme per l'inserimento tra le organizzazioni terroristiche straniere i membri della disciolta compagnia Wagner riorganizzatisi in altri gruppi più piccoli sotto il controllo del ministero della Difesa di Mosca. Tra i Paesi dove sono più attivi vi sono il Mali e il Centrafrica.

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