Articoli dell'autore:

Vladimir Rozanskij

  • La 'lobby tatara' in Russia tra lealtà e autonomia

    La repubblica russa del Tatarstan sugli Urali è storicamente una regione di grandi tendenze autonomiste con un proprio gruppo di pressione molto attivo a Mosca. Pur dovendo oggi fare i conti con il centralismo putiniano e avendo dovuto sacrificare in parte la questione linguistica ha mantenuto comunque vantaggi economici notevoli a cui non intende rinunciare.

  • Il Turkmenistan dei due presidenti

    Da quattro anni ormai il quarantenne Serdar Berdymukhamedov ricopre la carica di presidente ad Ashgabat, ma il padre Gurbanguly continua a mostrarsi in ogni occasione - in patria e all'estero - come il vero "leader nazionale del popolo turkmeno". Il figlio sarebbe anche più preparato del padre nell’ambito della politica e della diplomazia, ma si limita a presiedere le riunioni del governo a beneficio di telecamera.

  • I simboli della Pasqua degli armeni

    Come tutte le Chiese d'Oriente anche i cristiani dell'Armenia si preparano a celebrare domenica 12 la resurrezione di Gesù rinovando gesti antichi come quello di tenere in mano le uova recandosi alla veglia pasquale. Tra i riti densi di significato anche l'Andastan con la benedizione dei quattro punti cardinali per esprimere la ricostruzione di un mondo nuovo fondato sulla fede e l'unità.

  • La Chiesa della Georgia e la successione di Ilja II

    Il 3 aprile si è aperto il Sinodo che dovrà individuare i candidati. Il patriarca di costantinopoli Bartolomeo ha proposto due nomi, provocando una rabbiosa reazione da parte dei russi. La Chiesa georgiana è stata una delle prime a seguire un orientamento molto radicale e aggressivo, uscendo dal Consiglio ecumenico delle Chiese. Il teologo Čapnin: "Il vero problema è il nazionalismo religioso".

  • Gli ortodossi russi e il Fuoco Santo di Gerusalemme in tempo di guerra

    Dopo le celebrazioni della Settimana Santa delle Chiese di rito latino sabato 11 sarà la volta dell'accensione della fiamma pasquale che dal Santo Sepolcro le Chiese ortodosse diffondono in tutto il mondo. C'è tensione per le restrizioni imposte ai luoghi di culto dal governo israeliano. Una vicenda guardata con toni apocalittici anche a Mosca, dove negli ultimi anni questo rito è divenuto centrale per affermare il proprio primato.

  • Nawruz tagiko e islam, tra folclore e religione

    La coincidenza con la fine del Ramadan è stata l'occasione quest'anno per una riflessione sulla festa nazionale come "ponte tra le diverse epoche" che riporta alle fonti della civiltà irano-turanica. Do fronte all'ostilità dei predicatori salafiti che la considerano un rituale pagano, a Dushanbe si ricorda che gli stessi califfi arabi riscoprirono il valore delle tradizioni locali.

  • Gli interessi della Russia in Ungheria

    Per la prima volta nelle prossime elezioni del 12 aprile Viktor Orban appare a rischio di sconfitta da parte dell'avversario Peter Magyar. Questo provoca particolari attenzioni da parte di Mosca, che in lui ha trovato finora il principale alleato tra i Paesi dell’Unione Europea. E Putin ha delegato il suo più fidato consigliere a seguire da vicino questa tornata elettorale.

  • La scommessa del Kirghizistan sull’industria Halal

    Bishkek sta sviluppando un’attività sempre più intensa per farsi spazio nel mercato globale dei prodotti certificati secondo gli standard religiosi islamici. Per rendere tutta la procedura più accessibile agli imprenditori, è stato aperto uno speciale portale per richiedere il marchio mentre un Qr-code da mostrare sui prodotti permette di risalire alle informazioni specifiche.

  • La censura come arma di concorrenza in Russia

    Il registro degli "agenti stranieri" in Russia contiene attualmente oltre 1.200 nominativi personali e oltre 1.500 progetti, organizzazioni e titoli di varie iniziative. Qualcuno è riuscito a farsi cancellare, cercando compromessi con le autorità per salvare affari e reputazione. Ma c'è anche chi vi si ritrova senza nemmeno sapere il perché.

  • I nuovi controlli sul vino georgiano

    A Tbilisi sta per entrare in vigore la nuova legge sulla viticultura locale, la più pregiata dei Paesi ex-sovietici. Un passo verso il raggiungimento degli standard di qualità dei Paesi europei e la prevenzione della diffusione di virus tra le colture. Ma i piccoli agricoltori temono che l'introduzione di un regime di permessi favorisca la formazione di un circolo chiuso tra i principali produttori.

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