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Vladimir Rozanskij

  • L'alleanza mutevole tra Mosca e Teheran

    La visita a San Pietroburgo del ministro degli esteri Abbas Arakhci ha sancito che l’Iran, con l'invasione dell'Ucraina, si è trasformato in un “fornitore insostituibile” per l’esercito russo, indebolito da problemi di produzione di armi e dalle grandi perdite al fronte. Mentre il know-how di Mosca oggi rende più efficace la navigazione e la precisione degli attacchi con i droni di Teheran.

  • La distruzione dell’eredità armena nell’Artsakh

    Dalla cattedrale di Stepanakert al Tatik-Papik - il monumento sulla collina che simboleggia il legame indissolubile tra gli armeni e il Nagorno-Karabakh - continua la distruzione dei vandali dell'Azerbaigian che distruggono chiese, stele e altri oggetti di valore storico culturale per cancellare del tutto l'identità altrui. Senza reazioni significative da parte della comunità internazionale (e del governo di Erevan stesso).

  • Il servizio sociale della Chiesa Ortodossa russa

    Al seminario Donskoj della regione di Rostov su disposizione del Sinodo è stato aperto un programma magisteriale sulla dimensione caritativa della Chiesa. Un indirizzo nuovo negli studi teologici ortodossi russi, con un programma che cerca di elaborare un percorso “innovativo”, con metodologie scientifiche oltre che spirituali.

  • Le nuove intese militari tra i Paesi dell'Asia Centrale

    Nel meccanismo di rafforzamento nelle forme di cooperazione regionale nei sistemi di Difesa innescato dalla guerra in Medio Oriente si stanno muovendo anche i Paesi dell'Asia Centrale. Il Kazakistan ha comunicato l’apertura del proprio spazio aereo per i voli militari dalla Turchia. E insieme all'Uzbekistan punta a rafforzare l'alleanza tra gli Stati turanici con piani di coordinamento con quelli europei.

  • La nuova scommessa dell'Uzbekistan sulla sua cultura

    Entro il 2030 Tashkent ha intenzione di aumentare la quota dell'"economia creativa" nel prodotto interno lordo fino al 5%. Negli ultimi anni sono stati aperti due nuovi teatri, 19 centri culturali, 16 musei, 20 scuole di musica e arte e 5 università del settore. Mirziyoyev vuole riportare gli uzbeki alle glorie antiche, ma cercando di rappresentare anche un volto nuovo del Paese.

  • Le chiese di legno della Russia settentrionale

    In quasi vent'anni di attività un progetto promosso da volontari ortodossi ha recuperato oltre 200 chiese e cappelle interamente in legno dal caratteristico stile delle comunità rurali tradizionali. Tra di esse anche la chiesa dell'Ascensione del Signore nel villaggio di Pijala nella regione di Arkhangelsk fondata nel 1654 ed alta ben 45 metri.

  • L'Ungheria di Magyar e l'Asia Centrale

    Tra i primi appuntamenti che attendono il nuovo premier di Budapest c'è il summit dell'Organizzazione dei Paesi turanici in programma in Kazakistan a maggio. In quell'occasione si capirà se la garnde attenzione riservata a questa regione era un’iniziativa personale di Orban o una tendenza profondamente radicata nel popolo ungherese a partire da radici storiche che affondano nella tradizione degli Unni.

  • Cinque anni di carcere per chi protesta per i kazachi perseguitati in Cina

    Pene per "incitazione all'odio razziale" per 19 attivisti del movimento Atažurt che si batte in favore dei parenti detenuti insieme agli uiguri nei "campi di rieducazione" dello Xinjiang. A processo inizialmente per violazione delle regole sulle manifestazioni il reato è stato inasprito dopo una nota del consolato della Repubblica popolare cinese ad Almaty che parlava di "aperta provocazione".

  • I 'partigiani dei libri' in Russia

    Di fronte alla stretta sulle librerie e case editrici per mettere fuori commercio romanzi, saggi o anche classici della letteratura ritenuti oggi a Mosca "sovversivi", alcuni singoli cittadini organizzano piccole biblioteche private per condividere i propri volumi. Le persone si radunano e parlano della guerra, senza nominare l’Ucraina, ma leggendo storie che altrimenti oggi non si troverebbero da nessuna parte.

  • Le minacce alla sicurezza ai confini della Csi

    In Tagikistan un vertice dei responsabili delle strutture di frontiera dei Paesi della Comunità degli Stati Indipendenti ha affrontato il tema delle ripercussioni dell'instabilità in Afghanistan. Rafforzata la cooperazione per combattere infiltrazioni di gruppi terroristici ed estremisti di matrice fondamentalista islamica.

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