Indian Mandala

Ogni venerdì il nostro sguardo sull'India e sul subcontinente per capire le trasformazioni e le contraddizioni del Paese più popoloso al mondo

  • Prada sotto accusa per appropriazione culturale dei sandali dalit

    Alla Milano Fashion Week Primavera/Estate 2026, Prada ha presentato sandali in pelle dal design identico ai tradizionali Kolhapuri chappal del Maharashtra, senza alcun riconoscimento agli artigiani Chamar, una delle tribù indigene e fuori casta dell'India. Il prezzo elevato e la distribuzione di anelli in pelle durante la sfilata per enfatizzare il dettaglio tipico del sandalo hanno innescato proteste sui social indiani. Da tempo gli attivisti chiedono alle case di moda il riconoscimento delle origini culturali e la condivisione dei profitti con le comunità locali.

  • Zohran Mamdani, il candidato sindaco di New York di origini indiane che ha criticato Modi

    Figlio dell’antropologo Mahmood Mamdani e della regista Mira Nair, il 33enne socialista ha vinto le primarie democratiche per la carica di sindaco della Grande Mela. Critico verso il primo ministro indiano e vicino alla causa palestinese, se eletto diventerà il primo sindaco musulmano sciita della città. Ma la sua formazione politica è stata fortemente influenzata dai genitori indiani.

  • Schianto del volo di Ahmedabad: un duro colpo per i piani di Air India

    La tragedia che ieri ha cionvolto un Boeing 787 Dreamliner, con oltre 200 vittime, getta una pesante ombra sul rilancio di Air India, da pochi anni tornata sotto la gestione del gruppo Tata. L'incidente, il primo mortale per questo modello, colpisce la compagnia nel pieno di un'ambiziosa espansione , mentre l'India punta a diventare un hub aeronautico globale. Le indagini si concentrano sulla spinta del motore, ma richiederanno tempo.

  • L'uccisione del leader maoista Rao, duro colpo al movimento naxalita

    Durante una vasta operazione antiterrorismo nello Stato del Chhattisgarh, le forze di sicurezza indiane hanno eliminato 27 ribelli maoisti, tra cui Nambala Keshava Rao, guida del gruppo dal 2017. Un successo strategico per il governo Modi, che punta a debellare la minaccia entro il 2026. L’insurrezione, in declino da anni, appare sempre più isolata e priva di consenso tra le nuove generazioni tribali.

  • In India ondata di arresti e censure dopo l’Operazione Sindoor

    Già durante le operazioni militari contro il Kashmir pakistano, si erano diffuse notizie false in India. Ma anche una volta terminata la violenza sono continuate le misure repressive. Il governo ha oscurato migliaia di account e bandito i media pakistani. Un professore universitario è stato incarcerato per un post critico e almeno 11 cittadini sono stati arrestati con l’accusa di spionaggio.

  • In India non si può più ridere dei politici: gli attacchi agli spettacoli satirici

    Dopo una battuta su un leader locale, il comico Kunal Kamra è stato denunciato e il club dove si è esibito vandalizzato e in parte demolito. Il suo caso si inserisce in un clima crescente di repressione contro la comicità che prende in giro i politici. Una tendenza iniziata con l'arrivo al potere del primo ministro Narendra Modi e che oggi continua con denunce, minacce e persino arresti di alcuni artisti.

  • La longa manus dell'India sulle proteste pro-monarchia in Nepal

    Nell'ultimo mese nel Paese sull'Himalaya si sono state manifestazioni per la restaurazione della monarchia, in cui sono apparse anche le raffigurazioni di un leader del BJP indiano. Delhi ha più volte espresso sostegno al re e a un Nepal che torni a essere uno Stato induista. Ma molti ritengono che le manifestazioni siano una forma di malcontento verso i partiti tradizionali, che non stanno mantenendo le promesse di prosperità.

  • Ancora tensioni settarie nel Maharashtra: attesa la visita di Modi a Nagpur

    Una folla ha preso d’assalto un santuario sufi, sostituendo la bandiera verde con una zafferano, simbolo dell’induismo nazionalista. A Nagpur, invece, gli scontri erano esplosi il 17 marzo dopo la richiesta da parte di gruppi estremisti di rimuovere la tomba dell’imperatore moghul Aurangzeb. In questo clima teso, il primo ministro Modi è atteso nella città, roccaforte dell'organizzazione paramilitare RSS e che da simbolo di armonia è diventato centro delle tensioni tra identità religiose e politiche.

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