Lanterne rosse

L'approfondimento del giovedì sulla "grande Cina": le trasformazioni e le contraddizioni di Pechino, Shanghai e delle province cinesi, la libertà soffocata a Hong Kong, le sfide e il futuro di Taiwan e Macao

  • Trattative e nuovi scenari: le contromisure di Pechino ai dazi

    Il ministero cinese del Commercio accusa Washington di "bullismo unilaterale" ma tiene aperti i canali di comunicazione. Le autoritàà avevano già varato le misure di stimolo per i consumi interni prevedendo le difficoltà nelle esportazioni, ma ora dovrà fare i conti anche con le ricadute dei forti dazi imposti anche al Sud-est asiatico. L'ipotesi di un area di libero scambio con Giappone e Corea del Sud.

  • Yunus in Cina per rafforzare i legami tra il Bangladesh e Pechino

    Una visita di quattro giorni guardata con sospetto da New Delhi per gli equilibri in Asia Meridionale nella delicata transizione del dopo-Hasina. La riduzione degli interessi sul debito la richiesta più importante di Dhaka a Xi Jinping. Ma sul tavolo anche l'ipotesi di una grande investimento nel settore della produzione dei pannelli solari e altre ipotesi di delocalizzazione in Bangladesh di attività produttive cinesi.

  • Passa per i manga la nuova ondata dell'immigrazione cinese in Giappone

    Secondo alcune stime entro il 2026 saranno un milione i cinesi che vivono in Giappone. A trainare la crescita sono le famiglie che iscrivono i figli alle accademie legate all'industria nipponica dell'animazione, dove ai migliori talenti vengono offerte facilitazioni per la residenza permanente: il 70% degli studenti stranieri oggi vengono dalla Repubblica popolare. Ma a Tokyo cresce anche la diffidenza nei loro confronti.

  • 'Space oil': la nuova droga tra i giovanissimi di Hong Kong

    Si chiama "olio spaziale" perché la sensazione che provoca è di essere mandati in orbita. Si tratta di una sostanza il cui ingrediente base è un anestetico, l’etomidato, che viene assunto tramite le sigarette elettroniche. Sempre più popolare tra i giovanissimi di Hong Kong, ma anche della Cina continentale e di Taiwan. L'approccio "tolleranza zero" non risponde alle cause vere del fenomeno.

  • La 'via della seta' degli studenti stranieri in Cina

    Un modo per capire la portata della Belt and Road Initiative è osservare la provenienza degli studenti dell'Asia Centrale, dell'Africa o del Sudamerica presenti nelle città cinesi. Per loro la Repubblica popolare è la terra delle opportunità, ma anche sottofondo culturale della vita quotidiana. Difficilmente vi resteranno ma finiranno a lavorare per le aziende cinesi nei loro Paesi d'origine.

  • I malumori di Pechino sulla svolta russa di Trump

    Sullo scontro con Zelensky il "Global Times" parla di ingerenza negli affari interni e soluzioni affrettate che "rischiano di far crescere le tensioni, complicando ulteriormente le dinamiche geopolitiche". La Cina non vuole essere lasciata ai margini della questione. E tra gli analisti c'è chi parla addirittura di un effetto "Nixon al contrario" per scardinare l'asse costruito da Xi Jinping con Putin.

  • La guerra dei 100 modelli: il segreto di Pechino dietro DeepSeek

    L'esplosione dell'alternativa "economica" a ChatGPT è frutto anche della scommessa della Repubblica popolare sulla concorrenza interna tra grandi aziende e startup nello sviluppo dei sistemi più avanzati di intelligenza artificiale. Con una bruciante sconfitta in un torneo di Go che - alla lunga - sta producendo più effetti delle sanzioni americane sull'esportazione in Cina di microchip avanzati.

  • Fuzhou: il nuovo vescovo Cai Bingrui e la frontiera del Fujian

    L'attuale vescovo di Xiamen ai sensi dell'intesa tra Pechino e la Santa Sede si è insediato oggi in una delle sedi storicamente più importanti della Chiesa in Cina. Nella provincia che si affaccia su Taiwan in un contesto politicamente molto sensibile. La sfida (ancora da completare davvero) di una ricomposizione con le comunità "sotterranee" e gli slogan ingombranti sul "patriottismo".

  • Xinjiang e lavoro forzato: i 'passi indietro' di Volkswagen e Uniqlo

    Le nuove normative sulle catene di approvvigionamento adottate da Stati Uniti e Unione europea stanno costringendo molte aziende a prendere posizione sulla questione dello sfruttamento degli uiguri. La casa automobilistica tedesca ha venduto "per ragioni economiche" il discusso stabilimento di Urumqi, ma rilanciando i suoi piani commerciali in Cina. Il brand di abbigliamento giapponese: non usiamo cotone dello Xinjiang.

  • Internet via satellite: dal Brasile la Cina sfida Elon Musk

    L'azienda di Shanghai SpaceSail vuole raggiungere le aree remote del Brasile grazie a una costellazione alternativa a Starlink che verrà messa in orbita dei prossimi anni. Il Paese dell'America latina al momento è dipendente dai servizi offerta dalla società di Musk, ma già nei mesi scorsi erano emerse tensioni con la Corte suprema.

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