Mondo russo

Ogni sabato l'analisi di Stefano Caprio su quanto si muove a Mosca con un'attenzione particolare alle ripercussioni sulla società, sulla cultura e sulla religiosità russa della lunga e sanguinosa guerra in Ucraina

  • L’ecumenismo della Russia imperiale e le ‘minacce’ da Oriente e Occidente

    I riflessi dell’attentato a Mosca ombra sui proclami di vittoria in Ucraina. Un testo del Sobordella Chiesa ortodossa va oltre le motivazioni ideologiche della guerra e si spinge a difesa della “purezza” del popolo russo dai “migranti invasori”. La lotta ai “ghetti” stranieri nelle città e il “ritorno” alla suddivisione “tradizionale” tra popolazione e forze produttive sul territorio.

  • La croce della Russia nel crollo del tempio

    La sala concerti nel centro commerciale sventrata dall'attacco dei terroristi era un simbolo della "ricostruzione" di Mosca dopo il comunismo sovietico. I russi ora hanno paura ad uscire di casa e a salire sul taxi guidato da un tagico, mentre le manifestazioni pubbliche sono sospese (quelle di Stato) o proibite (quelle “diverse”).

  • La strage di Mosca e un quarto di secolo sprecato

    Il terribile attacco terroristico al Krokus City Hall toglie ai russi l’illusione di vivere sotto una campana di vetro infrangibile. In una Russia che a 25 anni degli attentati della prima guerra in Cecenia e a una settimana dall'apoteosi di Putin si ritrova ancora una volta al suo anno zero.

  • L'apatia del consenso popolare in Russia

    L'esito delle elezioni presidenziali e la stessa percentuale dei votanti sono già di fatto decise mentre la gente si reca ai seggi. Il consenso al regime putiniano è stato definito dal dissidente Vladimir Kara-Murza - sepolto in un lager siberiano - soltanto un effetto “del terrore e dell’apatia”. E l’eterno zar è solo l’apparenza di un sistema che esclude l’anima umana.

  • I funerali della Russia da Sakharov a Naval’nyj

    Naval’nyj è riuscito ancora una volta a vincere sulla repressione e con la sua morte ha portato in strada una nuova “rivoluzione dei fiori”. Portano un fiore alla piccola tomba in uno dei cimiteri più periferici e trascurati della capitale dove c'è oggi il cuore della Russia, il contraltare del mausoleo di Lenin sulla piazza Rossa, davanti al quale sfilano le armi e i cannoni.

  • La Russia e il mondo degli illusi

    Medveded vorrebbe mandare gli žduny alla rieducazione nei lager siberiani. In Russia gli strali contro i “traditori” non sono solo tentativi di incutere terrore nella popolazione, già da tempo assuefatta al consenso passivo. Sono appelli a “farsi avanti”, per la necessità spasmodica di individuare un nemico interno, chiunque esso sia. Perché senza nemici non esiste l’identità del potere.

  • La morte di Navalnyj e il trionfo della propaganda

    La smania di inserirsi nelle lotte per il potere in tutto il mondo non è soltanto una propensione personale di Putin, ma in qualche modo un carattere tipico della natura russa, sempre bisognosa di trovare altrove la conferma della sua stessa esistenza, per non disperdersi tra i boschi e le steppe del suo territorio smisurato.

  • Navalnyj e la morte improvvisa dell'anima russa

    Era un uomo pieno di vita e di passione, di umorismo e capacità di adattarsi alle condizioni più dure. Più che le sue idee e i suoi programmi, contava la sua anima. Con la sua fine Aleksej Naval’nyj incarna la Russia sconfitta che dimostra l’inconsistenza delle pretese di dominio e di impero. E mette a nudo la vergogna del Mondo Russo di Putin.

  • La guerra dei santi tra Russia e Ucraina

    La Chiesa ortodossa autocefala ucraina ha tolto dal suo calendario liturgico la memoria del santo principe russo Aleksandr Nevskij, che nel XIII secolo sconfisse gli occidentali e fu precursore dell'alleanza con gli imperi asiatici. Mentre Kirill vorrebbe canonizzare i grandi generali della storia militare russa.

  • Il 'genocidio' universale del popolo sovietico

    Il 27 gennaio, Giorno della Memoria della Shoah a livello internazionale, per la Russia è anche la Memoria della fine dell’assedio di Leningrado. Così oggi l'Olocausto viene reinterpretato dai russi non più come sterminio degli ebrei, ma come crimine nazista verso diversi popoli, a cominciare appunto dai sovietici. E nella versione kirillo-putiniana Mosca viene presentata come il bastione della difesa dal “genocidio egemonico” degli occidentali.

  • L'Ucraina tra Lenin e Putin

    Sui media statali russi Lenin viene rappresentato come “l’inventore dell’Ucraina”, quindi il vero colpevole del conflitto in corso, contrapposto alla guida illuminata di Stalin. In realtà è Putin l’inventore di una nuova Russia mitologica, che rilegge a suo modo le storie antiche e recenti per imporre un nuovo impero.

  • Il Battesimo della Russia sovrana

    La festa conclusiva del ciclo natalizio, che gli ortodossi hanno celebrato in queste ore, in Russia ha volto dell'immersione nell'acqua ghiacciata come esperienza di rinascita fisica e spirituale insieme. Un rito celebrato mentre il filosofo Aleksandr Šipkov in un saggio delinea i tratti dell'"educazione ai valori morali", cuore del connubio tra religione e politica in voga oggi a Mosca.

AsiaNews Weekly
Le notizie dall'Asia che contano

Iscriviti alla newsletter per ricevere ogni settimana notizie verificate, analisi e approfondimenti dai Paesi asiatici.

Iscrivitialla newsletter
  • P.I.M.E. Centro Missionario
  • Agenzia Fides
  • P.I.M.E. Brasil
  • Radio Mondo
  • Mondo e Missione
  • P.I.M.E. U.S.A.
  • TV 2000