Mondo russo

Ogni sabato l'analisi di Stefano Caprio su quanto si muove a Mosca con un'attenzione particolare alle ripercussioni sulla società, sulla cultura e sulla religiosità russa della lunga e sanguinosa guerra in Ucraina

  • La Russia e il mondo degli illusi

    Medveded vorrebbe mandare gli žduny alla rieducazione nei lager siberiani. In Russia gli strali contro i “traditori” non sono solo tentativi di incutere terrore nella popolazione, già da tempo assuefatta al consenso passivo. Sono appelli a “farsi avanti”, per la necessità spasmodica di individuare un nemico interno, chiunque esso sia. Perché senza nemici non esiste l’identità del potere.

  • La morte di Navalnyj e il trionfo della propaganda

    La smania di inserirsi nelle lotte per il potere in tutto il mondo non è soltanto una propensione personale di Putin, ma in qualche modo un carattere tipico della natura russa, sempre bisognosa di trovare altrove la conferma della sua stessa esistenza, per non disperdersi tra i boschi e le steppe del suo territorio smisurato.

  • Navalnyj e la morte improvvisa dell'anima russa

    Era un uomo pieno di vita e di passione, di umorismo e capacità di adattarsi alle condizioni più dure. Più che le sue idee e i suoi programmi, contava la sua anima. Con la sua fine Aleksej Naval’nyj incarna la Russia sconfitta che dimostra l’inconsistenza delle pretese di dominio e di impero. E mette a nudo la vergogna del Mondo Russo di Putin.

  • La guerra dei santi tra Russia e Ucraina

    La Chiesa ortodossa autocefala ucraina ha tolto dal suo calendario liturgico la memoria del santo principe russo Aleksandr Nevskij, che nel XIII secolo sconfisse gli occidentali e fu precursore dell'alleanza con gli imperi asiatici. Mentre Kirill vorrebbe canonizzare i grandi generali della storia militare russa.

  • Il 'genocidio' universale del popolo sovietico

    Il 27 gennaio, Giorno della Memoria della Shoah a livello internazionale, per la Russia è anche la Memoria della fine dell’assedio di Leningrado. Così oggi l'Olocausto viene reinterpretato dai russi non più come sterminio degli ebrei, ma come crimine nazista verso diversi popoli, a cominciare appunto dai sovietici. E nella versione kirillo-putiniana Mosca viene presentata come il bastione della difesa dal “genocidio egemonico” degli occidentali.

  • L'Ucraina tra Lenin e Putin

    Sui media statali russi Lenin viene rappresentato come “l’inventore dell’Ucraina”, quindi il vero colpevole del conflitto in corso, contrapposto alla guida illuminata di Stalin. In realtà è Putin l’inventore di una nuova Russia mitologica, che rilegge a suo modo le storie antiche e recenti per imporre un nuovo impero.

  • Il Battesimo della Russia sovrana

    La festa conclusiva del ciclo natalizio, che gli ortodossi hanno celebrato in queste ore, in Russia ha volto dell'immersione nell'acqua ghiacciata come esperienza di rinascita fisica e spirituale insieme. Un rito celebrato mentre il filosofo Aleksandr Šipkov in un saggio delinea i tratti dell'"educazione ai valori morali", cuore del connubio tra religione e politica in voga oggi a Mosca.

  • La Guardia imperiale di Putin

    Tutte le compagnie militari private analoghe alla Wagner sono state ormai assimilate dalla nuova opričnina imperiale. Come alla fine del regno di Ivan, anche nel crepuscolo di Putin, dopo l’ultima divinizzazione delle elezioni presidenziali del prossimo mese di marzo, il vero problema sarà quanto le squadre degli uomini di forza del potere saranno in grado di mantenere tra loro un equilibrio interno.

  • La seconda nascita della Russia ortodossa

    In Russia l’osservanza del 7 gennaio come data del Natale del calendario giuliano esalta in maniera particolare quest'anno la proclamazione del patriarcato di Mosca come “unica vera Chiesa”. Ma rinascita della fede patriottica non è l’unica definizione dell’Ortodossia russa attuale. C'è anche il percorso di chi come il protoierej in esilio Andrej Kordočkin prega con le parole: "Restituiscimi mia madre".

  • Le diverse logiche della guerra

    Kiev si appresta a celebrare per la prima volta in modo unitario il Natale di Cristo il 25 dicembre, evento simbolico della sua nuova identità. Ma la vera sfida per l'Ucraina è togliere a Putin il controllo del gioco, mostrando al mondo davvero il volto di un popolo nuovo, oltre ogni logica di guerra.

  • La Costituzione russa garante della monarchia universale dello zar Putin

    Il 12 dicembre festeggiato il trentennale della Costituzione post-sovietica, approvata da Eltsin. Carta ricondotta da Putin al totalitarismo staliniano, pur senza imporne una nuova a suo nome. Anche nella grande revisione del 2020 (oltre 200 modifiche) resta la farsa della “Russia democratica”. Con il voto del 17 marzo il presidente intende inaugurare “l’anno zero della nuova era”.

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