Mondo russo

Ogni sabato l'analisi di Stefano Caprio su quanto si muove a Mosca con un'attenzione particolare alle ripercussioni sulla società, sulla cultura e sulla religiosità russa della lunga e sanguinosa guerra in Ucraina

  • La ‘re-stalinizzazione’ dello zar Putin, imperatore senza ideologia

    Al declino delle ideologie, il Cremlino risponde col culto della Grande Vittoria. Analogie fra “putinismo” e fascismo, tratti comuni con Hitler. Ma sottolineare le somiglianze rischia di oscurarne le caratteristiche distintive. Esso rifiuta le idee socialiste e ridicolizza la ricerca di uguaglianza. E fa del messianismo della Chiesa ortodossa russa una parte fondamentale della sua politica.

  • L'autostop ecclesiastico dei preti russi

    Da Vladivostok a Vilnius, i sacerdoti vengono ridotti allo stato laicale. In un libro pubblicato da Parigi, dove è stato reintegrato dal patriarcato ecumenico padre Aleksej Uminskij racconta di ricevere regolarmente ogni settimana lettere confuse da ex-confratelli di tutto il Paese. Molti sacerdoti ortodossi trovano impossibile pregare per la guerra, ma temono denunce e giudizi ecclesiastici.

  • La cittadinanza nella Russia di oggi

    Da molti anni Mosca è impegnata in due principali procedure relative alla definizione di cittadinanza. La prima consiste nel ridurre il numero di persone che possono essere considerate veri cittadini russi, mentre la seconda consiste nel ridurre il significato stesso del concetto di "cittadino", le azioni che lo definiscono e che gli sono consentite.

  • Il ritorno al comunismo dei giovani russi, fra guerra e crisi economica

    Cresce l’esigenza popolare di una politica di “sinistra”. Fra le richieste una tassa sui super-ricchi in risposta alla disuguaglianza sociale. I giovani si uniscono a gruppi radicali di sinistra in cerca della “verità” e si scontrano coi nazisti per le strade. In un clima di stanchezza qualsiasi rivendicazione riveste grande potenziale. Il calo costante, ma non ancora catastrofico, di Russia Unita e Putin.

  • Il futuro della Chiesa cattolica in Russia

    Le dimissioni dell'arcivescovo della Madre di Dio a Mosca mons. Paolo Pezzi segnano un passaggio delicato per la comunità cattolica in Russia che toccherà anche i rapporti con le autorità e il patriarcato ortodosso. Citando le ragioni di salute che gli rendono impossibile oggi amministrare la grande diocesi il presule che ha guidato questa Chiesa dal 2007 ha invitato all'unità. Il nodo della successione.

  • Il nuovo patriarca di Georgia e l’Ortodossia mondiale

    Il Sinodo ha eletto i tre candidati per la successione di Ilja II, che guidava la Chiesa georgiana dal 1977. Il più votato è stato il 57enne metropolita Šio, che di fatto già da dieci anni era il reggente accanto all'anziano patriarca. Ma il passaggio è delicatissimo, perché in un Paese profondamente polarizzato e nel contesto dello scontro tra Mosca e Costantinopoli, la Chiesa ortodossa georgiana non sta scegliendo soltanto una persona o un programma di sviluppo per il proprio futuro.

  • La cortina elettronica del XXI secolo fra ‘internet orientale e occidentale’

    Il filosofo russo Epstein parla di nuova “cortina di ferro” elettronica e digitale. Al crollo del sistema totalitario sovietico emerge un sistema virtuale immenso e avvolgente. Il muro odierno non è facilmente controllabile da un centro di potere assoluto. Si cerca di tappare i buchi e interrompere le connessioni. Lo sfidante di Putin non è più Naval’nyj, ma Durov, fondatore di Telegram.

  • Le icone pasquali della vittoria russa

    Esposte eccezionalmente nella cattedrale del Santissimo Salvatore, le icone della Madre di Dio di Vladimir, detta anche “Madonna della Tenerezza” (Umilenije) e quella detta Donskaja sono entrambe simboli delle vittorie russe. Riportano al grande confronto tra Oriente e Occidente che diede origine alla Rus’, e ha continuato a sostenere le diverse ideologie al potere della Russia fino ai giorni nostri.

  • La Pasqua dei martiri della Russia sovietica

    Una piattaforma russa on-line trasmette in questi giorni una serie di documentari intitolati la “Parola vivente”, dedicata a grandi figure dell'ortodossia uccise durante gli anni successivi alla rivoluzione bolscevica. Figure che ricordano che si può dare la vita per ideali che uniscono fede religiosa, carità evangelica e amore per la propria patria, non per distruggere il nemico, ma per costruire un mondo nuovo.

  • La primavera della russificazione putiniana

    All'inizio del mese sono entrate in vigore una serie di leggi che mirano a modificare non solo i comportamenti ma anche la visione della vita dei russi. Messe al bando nelle scuole perché "inaccettabili per una giusta visione dei valori tradizionali" opere come "Il cavaliere di bronzo" di Puškin, "Le anime morte" di Gogol e i racconti satirici di Cechov.

  • Ilja II, Kirill e cinquant'anni di storia russo-sovietica

    La morte del patriarca che guidava la Chiesa ortodossa della Georgia dal 1977 e il cinquantesimo anniversario della consacrazione episcopale di quello di Mosca: due parabole che vengono esaltate nel "mondo russo" come "eroismo della fede che resiste all'eresia". Ma rivelano anche la continuità tra la Russia attuale e la stagione staliniana.

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