Il prezzo della pace per l’Armenia
Quando il premier Pasynian evoca una pace con l’Azerbaigian “che duri 400 anni” non espone solo un’iperbole politica. Guarda a un futuro per Erevan che non sia appeso agli equilibri regionali di turno.

Quando il premier Pasynian evoca una pace con l’Azerbaigian “che duri 400 anni” non espone solo un’iperbole politica. Guarda a un futuro per Erevan che non sia appeso agli equilibri regionali di turno.
È quanto emerge dal rapporto annuale Unhcr pubblicato alla vigilia della Giornata mondiale del rifugiato che si celebra domani. Si parla di 41,3 milioni di sfollati interni, 25,9 milioni di rifugiati e 3,5 milioni di richiedenti asilo. Sono le nazioni in via di sviluppo, non gli Stati ricchi in Occidente, a sostenere il peso maggiore dell’emigrazione. In Siria il maggior numero di sfollati interni.
All’udienza generale, papa Francesco spiega l’avvenimento della Pentecoste, “irruzione di Dio” come “vento” e come “fuoco”. La parola degli apostoli, infiammata dallo Spirito, parla il “linguaggio della verità e dell’amore, che è la lingua universale: anche gli analfabeti possono capirla”. “Lo Spirito santo è l’artefice della comunione, è l’artista della riconciliazione”. Egli aiuta la Chiesa “ad andare al di là dei limiti umani, dei peccati e di qualsiasi scandalo”. Il saluto a gruppi asiatici e ai Giovani Messaggeri di Pace di Hiroshima e Nagasaki (Giappone).
Il vescovo sotterraneo, riconosciuto da poco dal governo come vescovo ausiliare, ha ritirato la sua richiesta. In essa si accettava l’obbedienza alle leggi del Paese, ma non l’adesione all’Ap. Ma il governo non la vuole pubblicare, facendo credere ai sacerdoti sotterranei che essi sono obbligati a iscriversi all’organismo che proclama l’indipendenza della Chiesa. Nell’accordo sino-vaticano – anch’esso non pubblicato – l’adesione all’Ap è vista come facoltativa.
Presentato , l’Instrumentum laboris. L’ipotesi di ordinare sacerdoti uomini anziani anche sposati. L’ecologia integrale e il riconoscimento del ruolo delle donne. Schierarsi nella difesa del territorio e dei diritti umani.
In visita alle zone terremotate dell’arcidiocesi di Camerino- San Severino Marche, papa Francesco conforta i fedeli alla ricostruzione, ripartendo dal fatto che “Dio si ricorda di noi”. “Sono passati quasi tre anni e il rischio è che, dopo il primo coinvolgimento emotivo e mediatico, l’attenzione cali e le promesse vadano a finire nel dimenticatoio, aumentando la frustrazione di chi vede il territorio spopolarsi sempre di più. Il Signore invece spinge a ricordare, riparare, ricostruire, e a farlo insieme, senza mai dimenticare chi soffre…”. “Ciascuno può fare un po’ di bene, senza aspettare che siano gli altri a cominciare”. La nuova beata sarda. L’appello per il Golfo Persico.
Incontrando i vertici delle compagnie petrolifere mondiali, Francesco ha ribadito che “le previsioni catastrofiche ormai non si possono più guardare con disprezzo e ironia”. “Sono i poveri che soffrono il peggior impatto della crisi climatica”, sono i più vulnerabili agli uragani, alla siccità, alle inondazioni e agli altri eventi climatici estremi.
In un videomessaggio inviato alla Giornata per la formazione gratuita dei missionari digitali di lingua spagnola, Francesco esorta ad andare “avanti”, senza aver paura della tenerezza.
Francesco ha consegnato ai nunzi pontifici una serie di norme di comportamento. Egli è uomo di Dio e della Chiesa, attento ai poveri e alla situazione del Paese nel quale è inviato, obbediente, dedito alla preghiera, rifugge dalla maldicenza, non critica il papa e non usa capi “firmati”, che sono una contro-testimonianza.
Messaggio per la terza Giornata mondiale dei poveri sul tema “La speranza dei poveri non sarà mai delusa”. “La promozione anche sociale dei poveri non è un impegno esterno all’annuncio del Vangelo, al contrario, manifesta il realismo della fede cristiana e la sua validità storica”. Dai poveri una “forza salvifica”.
Felice Tantardini, fratello del PIME, ha trascorso 69 anni in missione, in Myanmar. Il nome datogli da sua madre gli piacerà sempre, perché “esprime l'ideale della mia vita: sforzarmi di essere felice, sempre e ad ogni costo, ed essere intento a far felici gli altri".
E’ la prima testimonianza che gli Apostoli offrono, ancora oggi è via per essere testimoni, è nel “DNA della comunità cristiana”, è vittoria “sulla mentalità che assolutizza lo spazio del privato”. “Non è lecito distruggere la vita, renderla oggetto di sperimentazioni o false concezioni”.
Il vescovo è morto l’8 giugno. Essendo un vescovo sotterraneo (non riconosciuto dal governo), è stato proibito il funerale solenne, l’uso del titolo di “vescovo”. Proibita anche la partecipazione di sacerdoti e suore non ufficiali. Le autorità cinesi hanno paura dei vescovi anche da morti.
Iscriviti alla newsletter per ricevere ogni settimana notizie verificate, analisi e approfondimenti dai Paesi asiatici.
Iscrivitialla newsletter