Il prezzo della pace per l’Armenia
Quando il premier Pasynian evoca una pace con l’Azerbaigian “che duri 400 anni” non espone solo un’iperbole politica. Guarda a un futuro per Erevan che non sia appeso agli equilibri regionali di turno.

Quando il premier Pasynian evoca una pace con l’Azerbaigian “che duri 400 anni” non espone solo un’iperbole politica. Guarda a un futuro per Erevan che non sia appeso agli equilibri regionali di turno.
La Chiesa ha bisogno di “uomini e donne, laici e consacrati appassionati, ardenti per l’incontro con Dio e trasformati nella loro umanità, capaci di annunciare con la vita la felicità che viene dalla loro vocazione”.
Un tweet di Francesco a commento della morte della giovane olandese. La ragazza avrebbe scelto la morte per porre fine ad “anni di sofferenze psichiche”, dovute a ripetuti episodi di violenze sessuali, subite fin da quando aveva 11 anni.
Francesco all’udienza generale ha proposto l’iniziativa lanciata nel quinto anniversario dell’incontro, in Vaticano, "dei Presidenti di Israele e di Palestina con me e il patriarca Bartolomeo". Il viaggio in Romania ha sottolineato “il valore e l’esigenza di camminare insieme sia tra cristiani, sul piano della fede e della carità sia tra cittadini, sul piano dell’impegno civile”.
Nella notte tra il 3 e il 4 giugno di 30 anni fa i militari hanno sparato sulla folla inerme di giovani. Dopo quel massacro, il modo per far dimenticare le mani grondanti di sangue dell’esercito è stato avviare riforme economiche che hanno diffuso il benessere. Un’altra eredità è la rinascita religiosa dopo più di 70 anni di comunismo e ateismo militante.
Sul volo che lo ha riportato a Roma dalla Romania, Francesco ha parlato con i giornalisti. L’Europa che deve riprendere “la mistica dei padri fondatori”. “Un politico mai, mai deve seminare odio e paura”. Sentendo parlare Benedetto XVI “divento forte, sento il succo delle radici e mi aiuta ad andare avanti”.
Francesco ha voluto dedicare alla comunità Rom l’ultimo impegno della visita in Romania. “Nel corso della storia, vi abbiamo discriminato, maltrattato o guardato in maniera sbagliata, con lo sguardo di Caino invece che con quello di Abele, e non siamo stati capaci di riconoscervi, apprezzarvi e difendervi nella vostra peculiarità”.
Francesco nell’ultima giornata del viaggio in Romania ha beatificato sette vescovi greco-cattolici, martirizzati durante il regime comunista. “Possiate essere testimoni di libertà e di misericordia, facendo prevalere la fraternità e il dialogo sulle divisioni, incrementando la fraternità del sangue, che trova la sua origine nel periodo di sofferenza nel quale i cristiani, divisi nel corso della storia, si sono scoperti più vicini e solidali”.
Francesco nel pomeriggio si è recato a Iaşi per un incontro con giovani e famiglie. Ai giovani spetta “aprire strade per camminare insieme e portare avanti quel sogno che è profezia: senza amore e senza Dio nessun uomo può vivere sulla terra”. La fede “non è quotata in borsa, non si vende”, ma “è un dono che mantiene viva una certezza profonda e bella: la nostra appartenenza di figli, e figli amati da Dio”.
Francesco ha celebrato messa al santuario di Şumuleu Ciuc, in Transilvania, regione di tradizione ungherese, presenti almeno 100mila persone. “Pellegrinare significa partecipare a quella marea un po’ caotica che può trasformarsi in una vera esperienza di fraternità, carovana sempre solidale per costruire la storia”.
Celebrando la messa a Bucarest, Francesco ha sottolineato il valore del “camminare insieme”. “Spesso il problema della fede non è tanto la mancanza di mezzi e di strutture, di quantità, nemmeno la presenza di chi non ci accetta; il problema della fede è la mancanza di gioia”. “Rimpiccioliamo tutto alla misura dei nostri problemi e ci dimentichiamo che non siamo orfani: abbiamo un Padre in mezzo a noi, salvatore potente”.
L’incontro con il Patriarca e il Sinodo ortodosso al centro della prima giornata della visita di Francesco: ricordare non torti e pregiudizi, ma le comuni radici. Nell’incontro con le autorità politiche e civili la ricerca del bene comune per “costruire una società inclusiva” dove “i più deboli, i più poveri e gli ultimi non sono visti come indesiderati”.
Videomessaggio di Francesco al popolo romeno alla vigili del viaggio che dal 31 maggio al 2 giugno compirà del Paese. Domenica la beatificazione di sette vescovi martirizzati dal regime comunista.
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