Il prezzo della pace per l’Armenia
Quando il premier Pasynian evoca una pace con l’Azerbaigian “che duri 400 anni” non espone solo un’iperbole politica. Guarda a un futuro per Erevan che non sia appeso agli equilibri regionali di turno.

Quando il premier Pasynian evoca una pace con l’Azerbaigian “che duri 400 anni” non espone solo un’iperbole politica. Guarda a un futuro per Erevan che non sia appeso agli equilibri regionali di turno.
“Chi non ama il proprio fratello che vede, non può amare Dio, che non vede?”. “Soltanto la fede ci darà la forza di non chiacchierare, di pregare per tutti, anche per i nemici e di non lasciar crescere i sentimenti di gelosia e di invidia”.
“L’unica incertezza è dovuta ai tempi, ma non dubitiamo che Lui risponderà. Magari ci toccherà insistere per tutta la vita, ma Lui risponderà”. “Quante volte abbiamo chiesto e non ottenuto, bussato e trovato una porta chiusa? Gesù ci raccomanda, in quei momenti, di insistere e di non darci per vinti. La preghiera trasforma sempre la realtà: trasforma la realtà sempre: se non cambiano le cose attorno a noi, almeno cambiamo noi”.
Messaggio di Francesco per la prossima Giornata del malato che quest’anno si celebra in forma solenne a Calcutta. “Madre Teresa, in tutta la sua esistenza, è stata generosa dispensatrice della misericordia divina, rendendosi a tutti disponibile attraverso l’accoglienza e la difesa della vita umana, quella non nata e quella abbandonata e scartata”.
“Dio che dà il primo passo, che ha la compassione, che ha misericordia e tante volte noi, il nostro atteggiamento è l’indifferenza. Preghiamo il Signore perché guarisca l’umanità, cominciando da noi: che il mio cuore guarisca da questa malattia che è la cultura dell’indifferenza”.
Nel discorso al corpo diplomatico a preoccupare maggiormente Francesco sono la crisi del multilateralismo e le violazioni al rispetto dovuto a ogni persona. Grazie all’accordo “tutti i Vescovi in Cina sono in piena comunione con il Successore di Pietro e con la Chiesa universale”.
Dal 22 dicembre le due navi non ricevono alcun permesso per attraccare e far sbarcare i migranti. Gli auguri alle Chiese cattoliche e ortodosse che celebrano il Natale domani. La “paura” di fronte a Gesù.
Nella festa che ricorda l’adorazione del Bambino da parte dei Magi, papa Francesco suggerisce di imitare i Magi. L’oro è l’adorazione; l’incenso la preghiera; la mirra, la cura per i corpi sofferenti. Cercare Dio “non sui palcoscenici fastosi del mondo, ma nella povertà luminosa di Betlemme”. I Magi “si alzano per essere rivestiti di luce”. “C’è da prendere una via alternativa, … la via dell’amore umile”.
Lettera di Francesco ai vescovi degli Usa, riuniti per gli esercizi spirituali, ai quali avrebbe voluto prendere parte. La Chiesa ferita dagli abusi non deve credere che siano sufficienti forme di riorganizzazione, pur necessarie. Non cadere nella tentazione di suscitare “il discredito e la delegittimazione, la vittimizzazione e il rimprovero nel modo di relazionarsi”.
In calendario sfide coem Iran-Iraq e Arabia Saudita-Qatar che uniscono calcio e politica. Esordio assoluto alla rassegna continentale per Kirghizistan, Filippine e Yemen. Partecipazione in tono minore per la Cina, che fatica ad affermarsi nel panorama calcistico internazionale nonostante i miliardi.
Un autore del nord della Cina mostra che Vaticano e Chiesa cinese stanno rivivendo quanto la Chiesa in Francia ha vissuto durante la Rivoluzione e l’impero napoleonico. Tutto calza alla perfezione: ristrutturazione delle diocesi; potere dello Stato sulla Chiesa; riconoscimento (solo formale) del papa; controllo totale delle attività religiose; eliminazione dei vescovi e sacerdoti “non giurati” (o sotterranei).
““Tutte le persone capaci di amore, gli operatori di pace che fino ad allora erano finiti ai margini della storia, sono invece i costruttori del Regno di Dio. È come se Gesù dicesse: avanti voi che portate nel cuore il mistero di un Dio che ha rivelato la sua onnipotenza nell’amore e nel perdono! Da questo portale d’ingresso, che capovolge i valori della storia, fuoriesce la novità del Vangelo”.
All’Angelus papa Francesco ricorda il suo Messaggio per la Giornata mondiale della pace, inaugurata da Paolo VI 52 anni fa. “Tutti siamo responsabili della vita della ‘città’, del bene comune”. La benedizione israelitica nel “nome” e nel “volto” del Signore.
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