Il prezzo della pace per l’Armenia
Quando il premier Pasynian evoca una pace con l’Azerbaigian “che duri 400 anni” non espone solo un’iperbole politica. Guarda a un futuro per Erevan che non sia appeso agli equilibri regionali di turno.

Quando il premier Pasynian evoca una pace con l’Azerbaigian “che duri 400 anni” non espone solo un’iperbole politica. Guarda a un futuro per Erevan che non sia appeso agli equilibri regionali di turno.
Francesco in Sicilia in occasione del 25mo anniversario della morte del beato Pino Puglisi, il sacerdote ucciso dalla mafia. “Non pensare a te stesso, non fuggire dalla tua responsabilità, scegli l’amore! Senti la vita della tua gente che ha bisogno, ascolta il tuo popolo. Abbiate paura della sordità, non sentire il popolo. Questo è l’unico populismo possibile, l’unico ‘populismo cristiano’: sentire e servire il popolo, senza gridare, accusare e suscitare contese”.
Secondo il Wall Street Journal lo “storico accordo” dovrebbe essere firmato entro la fine di settembre. Ma annunci di questo tipo si susseguono da anni. Il papa e il Vaticano sono pronti, ma la Cina è divisa: favorevole il ministero degli esteri; contrario il Fronte unito e l’Associazione patriottica che continuano imperturbati a perseguitare la Chiesa e le religioni. Il silenzio di Pechino e di Xi Jinping.
“Ogni giorno nella preghiera, porto davanti al Signore le sofferenze e le necessità delle Chiese e dei popoli di quelle amate terre”. Tra le “lodevoli” iniziative promosse come risposta della Chiesa alle crisi in corso, il Pontefice cita il “grande lavoro per sostenere il rientro delle comunità cristiane nella piana di Ninive” in Iraq.
“La nostra vittoria è la croce di Gesù, vittoria davanti al nostro nemico, al grande serpente antico, al Grande Accusatore”. Nella croce “siamo stati salvati, in quel percorso che Gesù ha voluto fare fino al più basso, ma con la forza della divinità”.
L’incontro di oggi precede la riunione con i presidenti delle 113 Conferenze episcopali di tutto il mondo che si terrà dal 21 al 24 febbraio 2019.
“Amate i vostri nemici, fate del bene a quelli che vi odiano, benedite coloro che vi maledicono, pregate per coloro che vi trattano male”. Sono i quattro “dettagli” per vivere la vita cristiana evidenziati da Francesco. “Fra noi c’è il grande accusatore, quello che sempre va ad accusarci davanti a Dio, per distruggerci. Satana”.
Il peccato è “schiavitù del proprio ego”: “il goloso, il lussurioso, l’avaro, l’iracondo, l’invidioso, l’accidioso, il superbo sono schiavi dei loro vizi, che li tiranneggiano e li tormentano”. “Oggi ci vuole coraggio a sposarsi”.
L’ha annunciato lo stesso Francesco incontrando, stamattina un gruppo di membri dell’Associazione “Tensho Kenoh Shisetsu Kenshoukai”. “La religione, la cultura e il mondo economico possono collaborare pacificamente per creare un mondo più umano e caratterizzato da una ecologia integrale”.
“La forza del vescovo contro il Grande Accusatore è la preghiera, quella di Gesù su di lui e quella propria; e l’umiltà di sentirsi scelto e rimanere vicino al popolo di Dio, senza andare verso una vita aristocratica che gli toglie questa unzione”.
“La chiamata di Gesù è una chiamata alla novità”. “Qualcuno può dire: ‘Ma, padre, noi siamo deboli, siamo peccatori …’ – ‘Ah, questa è un’altra Se tu accetti di essere peccatore e debole, Lui ti perdona, perché parte della novità del Vangelo è confessare che Gesù Cristo è venuto per il perdono dei peccati. Ma se tu che dici di essere cristiano convivi con queste novità mondane, no, questa è ipocrisia”.
Le conclusioni della IX assemblea plenaria della Pontificia commissione per la tutela dei minori. Annunciato il lancio di diversi progetti pilota, il primo dei quali sarà realizzato in Brasile. Durante la Plenaria, alcuni membri hanno avuto l’opportunità di rivolgersi ai due corsi di formazioni per i nuovi vescovi neo-ordinati.
“È il cuore, cioè il nucleo profondo della persona, che Gesù è venuto ad «aprire», a liberare, per renderci capaci di vivere pienamente la relazione con Dio e con gli altri. Egli si è fatto uomo perché l’uomo, reso interiormente sordo e muto dal peccato, possa ascoltare la voce di Dio”.
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