Il prezzo della pace per l’Armenia
Quando il premier Pasynian evoca una pace con l’Azerbaigian “che duri 400 anni” non espone solo un’iperbole politica. Guarda a un futuro per Erevan che non sia appeso agli equilibri regionali di turno.

Quando il premier Pasynian evoca una pace con l’Azerbaigian “che duri 400 anni” non espone solo un’iperbole politica. Guarda a un futuro per Erevan che non sia appeso agli equilibri regionali di turno.
Da domani fino al 25 settembre, il pontefice sarà in Lituania, Lettonia ed Estonia. Papa Giovanni Paolo II li visitò nel 1993. Francesco visiterà il Museo delle occupazioni e lotte per la libertà a Vilnius. La memoria dei martiri alla Collina delle Croci. Il forte impegno ecumenico delle Chiese. Il filo rosso della misericordia.
“Quando l’Apostolo dimentica le sue origini e incomincia a fare carriera, si allontana dal Signore e diventa un funzionario”, sarà un “sistematore di piani pastorali”, ma incapace di trasmettere Gesù. A quanti si scandalizzano, Gesù risponde che non sono i sani che hanno bisogno del medico, ma i malati.
“La gravità di questi fenomeni non può lasciarci indifferenti. Siamo tutti chiamati, nei nostri rispettivi ruoli, a coltivare e promuovere il rispetto della dignità intrinseca di ogni persona umana, a cominciare dalla famiglia – luogo in cui si imparano fin dalla tenerissima età i valori della condivisione, dell’accoglienza, della fratellanza e della solidarietà – ma anche nei vari contesti sociali in cui operiamo”.
“La Chiesa, quando cammina nella storia, è perseguitata dagli ipocriti: ipocriti da dentro e da fuori. Il diavolo non ha niente da fare con i peccatori pentiti, perché guardano Dio e dicono: ‘Signore sono peccatore, aiutami’. E il diavolo è impotente”.
Alla Conferenza mondiale su Xenofobia, razzismo e nazionalismo populista nel contesto delle migrazioni mondiali che si è aperta ieri si affronta il tema da una prospettiva cristiana. Quali sono le problematiche più urgenti legate alle migrazioni?
“Onorare il padre e la madre vuol dire riconoscere la loro importanza anche con atti concreti, che esprimono dedizione, affetto e cura”. “La parola ‘felicità’ nel Decalogo compare solo legata alla relazione con i genitori. Questa sapienza pluri-millenaria dichiara ciò che le scienze umane hanno saputo elaborare solo da poco più di un secolo: che cioè l’impronta dell’infanzia segna tutta la vita”.
È in corso una Conferenza internazionale sul tema, a cura del Dicastero vaticano per il servizio dello Sviluppo umano integrale e del Consiglio ecumenico delle Chiesa (Wcc), in collaborazione con il Pontificio Consiglio per la Promozione dell'Unità dei cristiani. Essa è focalizzata sulle “paure” che suscitano i migranti, ma anche sull’opera delle Chiese, delle religioni, della società civile e della politica. Un rappresentante dalla Libia giudica “criminale” l’operazione “Sofia” dell’Unione europea, che serve a ricacciare (e ad affondare) i migranti nelle acque territoriali libiche. Secondo alcuni invitati, vi è un’impostazione troppo “europea”.
Il pastore “deve avere la potenza e l’autorità che aveva Gesù, quella dell’umiltà, quella della mitezza, della vicinanza, della capacità di compassione, della tenerezza”. E poi “Quando la gente lo insultava, quel Venerdì Santo, e gridava ‘crucifige’, rimaneva zitto perché aveva compassione di quella gente ingannata dai potenti del denaro, del potere … Stava zitto. Pregava”.
La costituzione apostolica “Episcopalis Communio” di Francesco, pubblicata oggi, appare ispirata dalla volontà di sottolineare la maggiore partecipazione dei laici al lavoro del Sinodo dei vescovi e il ruolo di tale organismo in una prospettiva di evangelizzazione e di avanzamento del cammino ecumenico.
Alla 62ma Conferenza internazionale dell’Aiea, mons. Gallagher apprezza gli sforzi dell’organismo Onu verso l’Iran e la Corea del Nord. Occorre un bando totale alle armi nucleari, contro “incontrollato rilascio di materiali radioattivi direttamente nell’ambiente” e per non deviare dalle “ priorità reali dell’umanità sofferente”. Una “task force” sui cambiamenti climatici e il varo di strategie per la cura del cancro.
L’elenco ufficiale dei Padri sinodali mostra presenze che vanno dai 3 presidenti delegati (i cardinali Louis Raphaël I Sako (Iraq), Charles Maung Bo, S.D.B. (Myanmar) e John Ribat, M.S.C. (Papua Nuova Guinea) ai sette assistenti (4 del Libano, due dell’India e uno delle Filippine). Una suora dell’Hebei tra le uditrici.
All’Angelus papa Francesco offre in dono ai presenti un piccolo crocefisso argentato, distribuito da poveri, profughi e volontari. “Ma voi, chi dite che io sia? Gesù oggi, rivolge questa richiesta.. a ciascuno di noi”. La missione di Gesù “si compie non nella strada larga del successo, ma nel sentiero arduo del Servo sofferente”. “La felicità la troviamo soltanto quando l’amore, quello vero, ci incontra, ci sorprende, ci cambia”. L’applauso per don Pino Puglisi e i siciliani.
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