Il prezzo della pace per l’Armenia
Quando il premier Pasynian evoca una pace con l’Azerbaigian “che duri 400 anni” non espone solo un’iperbole politica. Guarda a un futuro per Erevan che non sia appeso agli equilibri regionali di turno.

Quando il premier Pasynian evoca una pace con l’Azerbaigian “che duri 400 anni” non espone solo un’iperbole politica. Guarda a un futuro per Erevan che non sia appeso agli equilibri regionali di turno.
L’ecumenismo “sta sempre più diventando una necessità e un desiderio, come mostrano le varie preghiere in comune e i tanti incontri”. “Le sofferenze di tanti fratelli oppressi a causa della fede in Gesù sono anche un invito pressante a raggiungere una sempre più concreta e visibile unità tra di noi. L’ecumenismo del sangue”.
Con l’Eucaristia “noi facciamo esperienza della Nuova Alleanza, che realizza in pienezza la comunione tra Dio e noi. E in quanto partecipi di questa Alleanza, noi, pur piccoli e poveri, collaboriamo a edificare la storia come vuole Dio”.
“Il demonio cerca di distruggere la confessione di Cristo nei cristiani e l’immagine di Dio nell’uomo e nella donna”. Francesco ha indicato la fame, una “ingiustizia” che “distrugge l’uomo e la donna perché non hanno da mangiare”, anche se c’è “tanto” cibo nel mondo. Poi lo sfruttamento umano, le diverse forme di schiavitù.
Il rinnovamento delle Pontificie opere missionarie nella prospettiva del Mese missionario straordinario dell’ottobre 2019. “Non si tratta semplicemente di ripensare le motivazioni per fare meglio ciò che già fate. La conversione missionaria delle strutture della Chiesa richiede santità personale e creatività spirituale. Dunque non solo di rinnovare il vecchio, ma di permettere che lo Spirito Santo crei il nuovo”.
Messaggio di Francesco in occasione della pubblicazione del nuovo documento del Dicastero “Dare il meglio di sé. Sulla prospettiva cristiana dello sport e della persona umana”. “Lo sport può aprire la strada verso Cristo in quei luoghi o ambienti dove per vari motivi non è possibile annunciarlo in maniera diretta; e le persone, con la loro testimonianza di gioia, praticando lo sport in forma comunitaria possono essere messaggere della Buona Notizia”.
La nomina di mons. Henryk Hoser è “a tempo indeterminato”. Si tratta di un incarico “esclusivamente pastorale” che “ha la finalità di assicurare un accompagnamento stabile e continuo della comunità parrocchiale di Medjugorje e dei fedeli che vi si recano in pellegrinaggio, le cui esigenze richiedono una peculiare attenzione”.
“Un messaggio di pace per tutta l’umanità” è stata definita da Francesco l’esibizione di taekwondo al termine della quale è stato esposto un lungo striscione con la scritta “La pace è più preziosa del trionfo”. Con la Confermazione, i cresimandi ricevono i doni dello Spirito, “una impronta spirituale indelebile, il ‘carattere’, che configura più perfettamente a Cristo”.
“Tante volte, noi pensiamo alla santità come a una cosa straordinaria, come avere delle visioni o preghiere elevatissime … o alcuni pensano che essere santo significhi avere una faccia da immaginetta, … no. Essere santi è un’altra cosa. E’ camminare su questo che il Signore ci dice”.
Oggi ci si accontenta di una “cultura non gioiosa”, “una cultura dove si inventano tante cose per divertirci”, tanti “pezzettini di dolce vita”, ma che non soddisfano pienamente. La gioia, infatti, “non è una cosa che si compra nel mercato”, “è un dono dello Spirito” e vibra anche “nel momento del turbamento, nel momento della prova”.
In un videomessaggio Francesco all’assemblea delle POM dice che esse “garantiscono a nome del Papa una equa distribuzione degli aiuti, così che tutte le Chiese nel mondo abbiano un minimo di assistenza per l’evangelizzazione, per i sacramenti, per i propri sacerdoti, i seminari, per il lavoro pastorale, per i catechisti”.
Francesco ha incontrato i partecipanti all’annuale conferenza internazionale della Fondazione Centesimus Annus Pro Pontifice, alla quale è intervenuto anche il patriarca Bartolomeo. “Troppo spesso una tragica a falsa dicotomia si è sviluppata tra la dottrina etica delle nostre tradizioni religiose e gli interessi pratici dell’attuale comunità degli affari. Ma vi è una naturale circolarità tra il profitto e la responsabilità sociale”.
Noi non dobbiamo soffermarci, “su un ‘si può’, o ‘non si può’ dividere un matrimonio. Questo è… alle volte c’è la disgrazia che non funziona ed è meglio separarsi per evitare una guerra mondiale, ma questa è una disgrazia. Andiamo a vedere il positivo”.
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