Il prezzo della pace per l’Armenia
Quando il premier Pasynian evoca una pace con l’Azerbaigian “che duri 400 anni” non espone solo un’iperbole politica. Guarda a un futuro per Erevan che non sia appeso agli equilibri regionali di turno.

Quando il premier Pasynian evoca una pace con l’Azerbaigian “che duri 400 anni” non espone solo un’iperbole politica. Guarda a un futuro per Erevan che non sia appeso agli equilibri regionali di turno.
Circa 9mila ragazzi all’incontro con papa Francesco al Notre Dame College di Dhaka. Studentesse cattoliche e musulmane: “Come donne, vogliamo vivere in un mondo sicuro, in cui sentirci libere”. Studenti musulmani: “I valori familiari sono la base della società. Il terroristi sono persone isolate, lontane dalla famiglia e subiscono il lavaggio del cervello”. Dall’inviata.
All’incontro coi giovani, sono presenti 7mila cattolici, oltre a membri di altre religioni. Canti e danze per l’accoglienza e le testimonianze di un ragazzo e una ragazza. “Siete sempre pieni di entusiasmo, e mi sento ringiovanire ogni volta che vi incontro”. Per “non girovagare senza meta”, occorre affidarsi alla sapienza di Dio, che “ci aiuta a riconoscere e respingere le false promesse di felicità”. Tale sapienza “apre agli altri”, fa apprezzare la cultura degli anziani, “ci aiuta ad affrontare il futuro con coraggio”.
All’incontro con i sacerdoti e le persone consacrate, papa Francesco parla a a braccio in lingua spagnola, ampliando temi presenti nel discorso scritto. Il Rosario mette in luce la sollecitudine di Maria, la compassione di Cristo, la gioia della Chiesa, i pilastri della dedizione religiosa. “Voi confermate me nella fede e mi date una grande gioia”.
Al termine dell’incontro con rappresentanti delle religioni a Dhaka, papa Francesco ha incontato alcuni profughi Rohingya. Per la prima volta nel suo viaggio, Francesco ha usato la parola “Rohingya”. Egli ha chiesto perdono per l’indifferenza di tutto mondo nei loro riguardi. AsiaNews ha intervistato alcuni di loro. “È un uomo di pace. Spero che Allah ascolti le sue preghiere”.
Nella casa di Tejgaon operano 6 missionarie. La struttura accoglie in maniera temporanea uomini e donne malate che vivono nelle baraccopoli. A Dhaka ci sono 8 suore, 99 in tutto il Bangladesh. Sono accolti poveri musulmani, indù, buddisti, cristiani. “Non ci interessa convertire i bisognosi, vogliamo solo servirli”. Dall’inviata.
P. Franco Cagnasso, Pime, interviene di fronte a papa Francesco, che parla a braccio a sacerdoti, suore e religiosi. “Una Chiesa che rimane al chiuso è una Chiesa malata”. “Il bisogno interiore di scoprire che il mio carisma serve in qualche posto”. Dall’inviata.
Il saluto con un gruppo di profughi Rohingya al termine di un incontro interreligioso ed ecumenico per la pace con cinque rappresentanti di comunità religiose. E’ “confortante” che “i credenti e le persone di buona volontà si sentano sempre più chiamati a cooperare alla formazione di una cultura dell’incontro, del dialogo e della collaborazione al servizio della famiglia umana. Ciò richiede più che una mera tolleranza. Ci stimola a tendere la mano all’altro in atteggiamento di reciproca fiducia e comprensione”.
La gioia di tutto il Paese per il successo del viaggio apostolico di papa Francesco. Le reazioni della piccola comunità cattolica alle sue parole. Le difficoltà affrontate ed i sacrifici dei fedeli. L’ammirazione dei monaci buddisti: Essere uniti come i cattolici. Dall'inviato.
Incontrando i vescovi del Paese, Francesco ha raccomandato in particolare la cura dei sacerdoti e dei laici, specialmente famiglie e giovani. I catechisti “sono veri missionari e guide di preghiera, specie nelle zone più remote. Siate attenti ai loro bisogni spirituali e alla loro costante formazione nella fede”.
Stamattina la messa al Suhrawardi Udyan Park di Dhaka. Ordinati 16 sacerdoti. Presenti più di 70mila persone. Tra i partecipanti, anche alcuni lebbrosi di Khulna. Un gruppo dalla parrocchia di Mohespur ha trascorso 15 ore in viaggio. Le speranze delle giovani lavoratrici. L’impegno di un neo-consacrato. Dalla nostra inviata.
Alla sua prima messa a Dhaka, papa Francesco ringrazia i cattolici, venuti anche ““da lontano, in un viaggio di più di due giorni”. La celebrazione nel luogo dove Mujibur Rahman ha proclamato la nascita del Bangladesh.
La comunità internazionale “attui misure efficaci” per la crisi dei Rohingya, sia sul piano politico che offrendo “immediata assistenza materiale” al Bangladesh. “Eloquente nella comune reazione di indignazione che ha seguito il brutale attacco terroristico dell’anno scorso qui a Dhaka, e nel chiaro messaggio inviato dalle autorità religiose della nazione per cui il santissimo nome di Dio non può mai essere invocato per giustificare l’odio e la violenza contro altri esseri umani nostri simili”.
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