Il prezzo della pace per l’Armenia
Quando il premier Pasynian evoca una pace con l’Azerbaigian “che duri 400 anni” non espone solo un’iperbole politica. Guarda a un futuro per Erevan che non sia appeso agli equilibri regionali di turno.

Quando il premier Pasynian evoca una pace con l’Azerbaigian “che duri 400 anni” non espone solo un’iperbole politica. Guarda a un futuro per Erevan che non sia appeso agli equilibri regionali di turno.
E’ la richiesta che papa Francesco ha rivolto questa mattina incontrando i membri della Lega di preghiera del beato imperatore Carlo per la pace tra i popoli. ““Le sfide del nostro tempo richiedono la collaborazione di tutti gli uomini di buona volontà”.
Papa Francesco sarà a Dhaka dal 30 novembre al 2 dicembre 2017. In tutte le parrocchie è stata distribuita la preghiera ufficiale del viaggio apostolico. I fedeli donano quello che possono per l’organizzazione dell’evento.
Francesco ha ricevuto il premier libanese Rafic Hariri. Affermata anche l’importanza del dialogo interculturale e di quello interreligioso, nonché “il valore della collaborazione tra cristiani e musulmani per promuovere la pace e la giustizia, rilevando il ruolo storico ed istituzionale della Chiesa nella vita del Paese e l’importanza della presenza cristiana in Medio Oriente”.
I demoni entrano nella vita dell’uomo “anche con le loro idee e le loro ispirazioni aiutano quell’uomo a vivere meglio …” e “da dentro incominciano a cambiare quell’uomo, ma tranquillamente, senza fare chiasso”. E’ “una possessione diabolica un po’ ‘da salotto’”. Per “non cadere” bisogna guardare a Cristo crocifisso, fare l’esame di coscienza e compiere opere di carità.
Francesco ha celebrato il centenario della fondazione del Pontificio istituto orientale e della Congregazione per le Chiese orientali. Creati durante la guerra mondiale e mentre è in corso “un’altra guerra mondiale, anche se a pezzi”. Un orizzonte “eminentemente ecumenico”. “Dio non dimentica i suoi figli, la sua memoria è per i giusti, per quelli che soffrono, che sono oppressi e che si chiedono ‘perché?’, eppure non cessano di confidare nel Signore”.
Il Messaggio per la Giornata missionaria mondiale 2017 di papa Francesco per scuoterci dall’indifferenza. Le testimonianze dei missionari risvegliano l’entusiasmo in patria. Le parole del card. Martini. Le storie di Giovanni Mazzucconi (Papua Nuova Guinea), di suor ida (india), di Clemente Vismara (Myanmar), di Marcello Candia (Brasile) portano frutti di impegno e desiderio di imitarli.
Intervenendo all’incontro per i 25 anni del Catechismo, Francesco ha detto che “Non è sufficiente trovare un linguaggio nuovo per dire la fede di sempre; è necessario e urgente che, dinanzi alle nuove sfide e prospettive che si aprono per l’umanità, la Chiesa possa esprimere le novità del Vangelo di Cristo che, pur racchiuse nella Parola di Dio, non sono ancora venute alla luce”. La pena di morte è “inammissibile”.
Dal 12 al 15 ottobre una serie di eventi nella città: testimonianze, libri, mostre, preghiere, adorazione eucaristica per comprendere quanto sia attuale la missione ad gentes e quanto sostengono la missione quotidiana di tutti. Le trestimonianze dei "giganti della missione". Fra gli ospiti: il card. Luis Antonio Tagle di Manila, il card. Fernando Filoni di Propaganda Fide, Marco Tarquinio direttore del giornale cattolico "Avvenire", il direttore di AsiaNews.
L’“attesa vigilante” del cristiano che non guarda il fluire degli eventi con pessimismo. “La rassegnazione non è una virtù cristiana. Come non è da cristiani alzare le spalle o piegare la testa davanti a un destino che ci sembra ineluttabile”. “Gesù vuole che la nostra esistenza sia laboriosa, che non abbassiamo mai la guardia, per accogliere con gratitudine e stupore ogni nuovo giorno donatoci da Dio”.
Domani papa Francesco si reca al Pontificio Istituto Orientale insieme a patriarchi e metropoliti delle Chiese Orientali cattoliche, per celebrarne il centenario. L’occasione è anche il centenario della nascita della Congregazione vaticana per le Chiese Orientali. La ricchezza delle tradizioni orientali, la loro esperienza di convivenza (e persecuzione) con le altre religioni, la loro vita fianco a fianco con le tradizioni latine.
Per il segretario generale Guterres essa “non ha ragione di esistere nel 21mo secolo”. Cina, Iran, Arabia Saudita e Iraq da sole sono responsabili dell’87% delle esecuzioni nel mondo. Nel 2016 le condanne sono diminuite del 37% rispetto all’anno precedente. L’appello: “Mettete fine alle esecuzioni”.
La Sala stampa della Santa Sede pubblica il programma dettagliato del viaggio. I vari incontri con le personalità politiche, come Aung San Suu Kyi, e quelli con le comunità cattoliche e i rappresentanti delle religioni. Laicità e convivenza fra le religioni. Le Chiese di Bangladesh e Myanmar “periferie” e “insignificanti”, povere ed evangelizzatrici, secondo il sogno di papa Francesco. I suggerimenti a India e Cina.
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