Il prezzo della pace per l’Armenia
Quando il premier Pasynian evoca una pace con l’Azerbaigian “che duri 400 anni” non espone solo un’iperbole politica. Guarda a un futuro per Erevan che non sia appeso agli equilibri regionali di turno.

Quando il premier Pasynian evoca una pace con l’Azerbaigian “che duri 400 anni” non espone solo un’iperbole politica. Guarda a un futuro per Erevan che non sia appeso agli equilibri regionali di turno.
All’Angelus papa Francesco ricorda la Giornata missionaria mondiale e affida a san Giovanni Paolo II “la missione della Chiesa nel mondo”. Diffusa una Lettera del pontefice per il 100mo anniversario della “Maximum Illud” di Benedetto XV. “Contrapporre Dio e Cesare sarebbe fondamentalismo”. La canonizzazione di oltre 100 claretiani, martiri della guerra civile spagnola” a sostegno di tutti “i cristiani che anche ai nostri giorni, in diverse parti del mondo, subiscono discriminazioni e persecuzioni”. La preghiera per la pace nel mondo e per il Kenya.
“La fede cristiana nasce proprio perché, come ci ricorda San Matteo nel Capitolo 28, Gesù dà l’ultimo comandamento, l’ultimo mandato ai suoi discepoli: ‘Andate dunque, battezzate, ammaestrate’. Nel mondo aumentano i cattolici, ma diminuisce la loro percentuale. Aumentano i vescovi, diminuiscono sacerdoti e religiosi, ma aumentano i diaconi permanenti.
La diseguaglianza e lo sfruttamento “non sono una fatalità e neppure una costante storica”, ma dipendono dall’azione umana e dalle regole economiche. “Occorre svincolarsi dalle pressioni delle lobbies pubbliche e private che difendono interessi settoriali” e che “l’azione politica sia posta veramente al servizio della persona umana, del bene comune e del rispetto della natura” .
“Le nostre opere sono la risposta all’amore gratuito di Dio, che ci ha giustificato e che ci perdona sempre. E la nostra santità è proprio ricevere sempre questo perdono”. Gli ipocriti “truccano l’anima, vivono del trucco, la santità è un trucco per loro. Gesù sempre ci chiede di essere veritieri, ma veritieri dentro al cuore e che se qualcosa appare che appaia questa verità, quello che è dentro al cuore”.
Francesco ha espresso la volontà di procedere nel cammino di avvicinamento a una delegazione del Consiglio metodista mondiale, in occasione del 50mo anniversario dell’inizio del dialogo teologico metodista-cattolico. “Guardando avanti, oltre i cinquant’anni, abbiamo una certezza: di non poter crescere nella santità senza crescere in una comunione maggiore”.
“I dottori della legge non sono cose di quei tempi, anche oggi ce ne sono tante. Per questo è necessario pregare per noi pastori. Pregare, perché non perdiamo la chiave della conoscenza e non chiudiamo la porta a noi e alla gente che vuole entrare”.
La speranza cristiana e la realtà della morte è stata il tema della catechesi per l’udienza generale. “Io vi invito, adesso, forse a chiudere gli occhi e a pensare a quel momento: della nostra morte. Ognuno di noi pensi alla propria morte, e si immagini quel momento che avverrà, quando Gesù ci prenderà per mano e ci dirà: ‘Vieni, vieni con me, alzati’. Lì finirà la speranza e sarà la realtà, la realtà della vita”.
Francesco ha ricevuto i delegati della “World Conference of Religions for Peace”. “Tutti gli uomini di buona volontà, specialmente quanti ricoprono incarichi di responsabilità, sono chiamati a operare per essa”. “Chi commette violenza o la giustifica in nome della religione, offende gravemente Dio”.
Tolti sono i dottori della Legge che si preoccupano solo dell’esterno delle cose, stolti coloro che seguono gli “idoli”, come il consumismo, stolti quei cristiani che sono divenuti “ideologi del cristianesimo”. “Lo stolto non ascolta, crede di ascoltare, ma non ascolta. Fa la sua, sempre. E per questo la Parola di Dio non può entrare nel cuore, e non c’è posto per l’amore”.
Nel messaggio per la festa di Diwali, il Pontificio consiglio per il dialogo interreligioso afferma che “per una pace duratura e una vera armonia, non basta la tolleranza. Servono pure un vero rispetto e attenzione alla diversità delle culture e delle usanze delle nostre comunità, che contribuiscono a loro volta alla salute e all’unità della società nel suo insieme. Considerare come una minaccia all’unità il pluralismo e la diversità conduce tragicamente all’intolleranza e alla violenza”.
In visita all’agenzia dell’Onu, Francesco ha parlato di come la sicurezza alimentare può incidere sulla mobilità umana. Per superare i conflitti “occorrono buona volontà, dialogo” e disarmo. “Riemerge la noncuranza verso i delicati equilibri degli ecosistemi, la presunzione di manipolare e controllare le limitate risorse del pianeta, l’avidità di profitto”. “‘Ho fame, sono forestiero, nudo, malato, rinchiuso in un campo profughi’. È una domanda di giustizia, non una supplica”.
Sono per lo più martiri e legati all’America latina, testimoni del Vangelo “fino alla fine”. Gli invitati dell’episodio evangelico della festa di nozze “siamo tutti noi”. “Il Signore ci desidera, ci cerca e ci invita, e non si accontenta che noi adempiamo i buoni doveri e osserviamo le sue leggi, ma vuole con noi una vera e propria comunione di vita, un rapporto fatto di dialogo, fiducia e perdono”.
Iscriviti alla newsletter per ricevere ogni settimana notizie verificate, analisi e approfondimenti dai Paesi asiatici.
Iscrivitialla newsletter