Il prezzo della pace per l’Armenia
Quando il premier Pasynian evoca una pace con l’Azerbaigian “che duri 400 anni” non espone solo un’iperbole politica. Guarda a un futuro per Erevan che non sia appeso agli equilibri regionali di turno.

Quando il premier Pasynian evoca una pace con l’Azerbaigian “che duri 400 anni” non espone solo un’iperbole politica. Guarda a un futuro per Erevan che non sia appeso agli equilibri regionali di turno.
Il “mistero” della Vergine Addolorata “è più che per riflettere, da contemplare”. “Contemplare la Madre di Gesù, contemplare questo segno di contraddizione, perché Gesù è il vincitore, ma sulla Croce”.
I russo-ortodossi ritornano in forze nella Commissione mista e pongono a tema l’uniatismo e il “Primato e comunione nel secondo millennio”. Sostituito per limiti di età il metropolita Ioannis Zizioulas, storico alfiere del dialogo. I frutti dell’incontro a Cuba di Francesco e Kirill e la visita del card. Parolin a Mosca.
Il discernimento spirituale e pastorale, dono dello Spirito, è stato l’argomento del lungo discorso che Francesco ha rivolto oggi ai vescovi nominati nel corso dell’anno. Il vescovo “non è il ‘padre padrone’ autosufficiente e nemmeno l’impaurito e isolato ‘pastore solitario’” e il suo discernimento “è sempre un’azione comunitaria”.
Nel giorno che la Chiesa dedica alla Esaltazione della croce, Francesco ha evidenziato come essa rappresenti un “mistero d’amore”. Un mistero che non è facile capire. Gesù quando vuole spiegarlo a Nicodemo, come ricorda il Vangelo odierno, usa due verbi “salire” e “scendere”: “Gesù sceso dal Cielo per portare tutti noi a salire in Cielo”.
Il sacerdote, liberato dopo 18 mesi dal rapimento in Yemen, rimarrà in Vaticano “per assicurare la sua tutela e permettere un suo completo recupero”. P. Tom ha cercato di baciare i piedi di papa Francesco, che lo ha fatto alzare e gli ha baciato le mani. “Ho sempre sentito Gesù accanto a me”. Ancora ringraziamenti per il sultano dell’Oman. Il Rettore Maggiore: Non è stato pagato nessun riscatto.
“Un Paese che ha forti radici cristiane, ma dove “è evidente che il Maligno ha voluto dividere il popolo per distruggere l’opera di Dio”. “La pace è fondata anche, e forse soprattutto, sul sangue di tanti testimoni dell’amore, della verità, della giustizia, e anche di martiri veri e propri, uccisi per la fede”, come Jesús Emilio Jaramillo Monsalve, vescovo, e Pedro María Ramírez Ramos, sacerdote, beatificati a Villavicencio”.
Risolutivo l’impegno del sultano Qabus. Il sacerdote è stato rintracciato grazie anche ad “alcuni partiti yemeniti”. P. Tom sarà a Roma per alcuni giorni. La “forza nella fede e la perseveranza” della sua famiglia. Nelle case salesiane oggi indette messe di ringraziamento e adorazione eucaristiche.
Sull’aereo che lo ha riportato a Roma Francesco ha parlato di clima, Venezuela e migranti. Bene l’Italia e la Grecia. Accogliere e integrare, “ma un governo deve gestire questo problema con la virtù propria della prudenza”. La speranza che Trump faccia marcia indietro su “dreamers”.
Pochi articoli aggiunti rispetto alle bozze. Le religioni viste non come “l’oppio”, ma “la peste” dei popoli. Controllo spasmodico di tutti i livelli del potere politico verso le religioni ufficiali. Multe elevatissime per i membri delle comunità non ufficiali. Sequestro e incameramento dei “siti illegali” da parte dello Stato. Espulsione dalle scuole per attività di “proselitismo”.
Da Cartagena ultima tappa del viaggio in Colombia, l’ appello di Francesco a “fare il primo passo” verso la riconciliazione. “Porre fine al narcotraffico”, che semina “morte e distruzione, stroncando tante speranze e distruggendo tante famiglie”.
Da Cartagena, ultima tappa dal viaggio in Colombia, Francesco lancia un appello perché in Venezuela “si respinga ogni tipo di violenza nella vita politica”. La visita al santuario di san Pietro Claver, la ‘schiavo dei neri per sempre’. Egli “ha testimoniato in modo formidabile la responsabilità e l’attenzione che ognuno di noi deve avere per i fratelli”.
Al Centro "La Macarena" di Medellín, papa Francesco incontra migliaia di sacerdoti, religiosi, religiose, seminaristi e famiglie di seminaristi. Molti giovani hanno scoperto la loro vocazione nelle situazioni di violenza. Le testimonianze di un sacerdote, di una carmelitana, della madre di un seminarista. L’ottimismo verso i giovani e l’importanza di avere “comunità con un fervore apostolico contagioso, che entusiasmano e suscitano attrazione”. “Rimanere” in Cristo stando vicini al popolo, nella preghiera e nello studio, nella gioia.
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