Il prezzo della pace per l’Armenia
Quando il premier Pasynian evoca una pace con l’Azerbaigian “che duri 400 anni” non espone solo un’iperbole politica. Guarda a un futuro per Erevan che non sia appeso agli equilibri regionali di turno.

Quando il premier Pasynian evoca una pace con l’Azerbaigian “che duri 400 anni” non espone solo un’iperbole politica. Guarda a un futuro per Erevan che non sia appeso agli equilibri regionali di turno.
E’ lo scopo del documento “Educare all’umanesimo solidale. Per costruire una civiltà dell’amore a 50 anni dalla “Populorum progressio”, presentato oggi in Vaticano. E’ urgente e necessario umanizzare l’educazione, favorendo una cultura dell’incontro e del dialogo.
Francesco ha ricevuto la Pontificio commissione per la protezione dei minori. “La Chiesa ha affrontato questi crimini in ritardo”, ma “tolleranza zero”. "Ascoltare con interesse le voci delle vittime e dei sopravvissuti. Perché abbiamo molto da imparare da loro e dalle loro storie personali di coraggio e perseveranza”.
Fenomeni che si combattono a livello politico ed economico, rafforzato da una “finanza ormai sovrana sulle regole democratiche”. E con la costruzione di una “nuova coscienza civile”, “per un modo nuovo di essere cittadini, che comprenda la cura e la responsabilità per gli altri e per il bene comune”.
Gli scandali, “Ce ne sono tanti, tanti … E sempre, anche nella Chiesa oggi. Dicono: ‘No, non si può, è tutto chiaro, è tutto, no, no … Sono peccatori quelli, dobbiamo allontanarli’. Anche tanti santi sono stati perseguitati o sospettati”. “La porta per incontrare Gesù è riconoscersi come siamo, la verità. Peccatori”.
In una udienza generale dedicata alla speranza, Francesco ha esortato a credere nel futuro: “Dio non delude: se ha posto una speranza nei nostri cuori, non la vuole stroncare con continue frustrazioni. Tutto nasce per fiorire in un’eterna primavera”. Una preghiera per le vittime del terremoto che ha colpito il Messico.
Prende il posto di quello fondato da Giovanni Paolo II. Adeguarsi al percorso compiuto dalla Chiesa con i sinodi del 2014 e 2015 e con l’Esortazione apostolica post-sinodale Amoris laetitia del 2016.
Sull’esempio di Gesù bisogna compatire, cioè patire insieme con i bisognosi, non aiutarli “da lontano”, perché c’è chi è sporco, “non fa la doccia”, “puzza”. Con la “preghiera di intercessione”, con il nostro “lavoro” di cristiani, dobbiamo essere capaci di aiutare la gente che soffre, affinché “venga restituita alla società”, alla “vita di famiglia”, di lavoro; insomma: alla “vita quotidiana”.
Chi è al governo infatti abbia coscienza si essere “subalterno” al “popolo, che gli ha dato il potere, e Dio, dal quale viene il potere tramite il popolo”. Il governante che non prega “si chiude nella propria autoreferenzialità o in quella del suo partito, in quel circolo dal quale non può uscire; è un uomo chiuso in se stesso”.
Il vescovo di Niigata e presidente di Caritas Japan commenta a caldo il messaggio papale inviato ieri ai vescovi del Giappone. Le tappe del viaggio del card. Filoni, che toccherà anche Fukushima. Rimane ancora “irrisolta” la questione del rapporto con il Cammino neocatecumenale.
In occasione della visita pastorale del card. Fernando Filoni, Prefetto di Propaganda Fide, nel Paese del Sol levante, papa Francesco spinge i vescovi e la Chiesa giapponese a rinnovare il loro impegno missionario nella società, segnata da suicidi, divorzi, formalismo religioso, povertà materiale e spirituale. La richiesta di collaborare coi movimenti ecclesiali, forse in memoria delle polemiche passate con il Cammino neocatecumenale.
All’Angelus, papa Francesco commenta la parabola del re misericordioso e del servo spietato. Occorre perdonare perché “l’essere umano, creato ad immagine di Dio, è sempre più grande del male che commette”. “Il Padre celeste è pieno di amore e vuole offrircelo, ma non lo può fare se chiudiamo il nostro cuore all’amore per gli altri”.
Nell’udienza con il gruppo di partecipanti al capitolo, papa Francesco esorta a trovare “possibili nuovi modi” di vivere il carisma della congregazione fondata nel 1854. Imparare da Gesù a “amare con cuore umano”. L’emergenza educativa per “accompagnare le giovani generazioni”. Valorizzare i laici e non cedere al male del clericalismo.
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