Il prezzo della pace per l’Armenia
Quando il premier Pasynian evoca una pace con l’Azerbaigian “che duri 400 anni” non espone solo un’iperbole politica. Guarda a un futuro per Erevan che non sia appeso agli equilibri regionali di turno.

Quando il premier Pasynian evoca una pace con l’Azerbaigian “che duri 400 anni” non espone solo un’iperbole politica. Guarda a un futuro per Erevan che non sia appeso agli equilibri regionali di turno.
Francesco dal 6 all’11 settembre nel Paese che esce da 50 anni di guerra civile. Card. Parolin: per la riconciliazione “non basta firmare un documento. Certamente è necessario, un passo necessario, indispensabile, ma evidentemente non è sufficiente: c’è tutto un cammino da fare, a partire proprio dalla firma, dalla sottoscrizione di questi accordi”.
Il pontefice e il patriarca di Costantinopoli firmano insieme, per la prima volta, il Messaggio per la Giornata mondiale di preghiera per la cura del creato, fissata per il 1° settembre. La natura è vista non come un dono, ma come un possesso privato su cui spadroneggiare. “L’ambiente umano e quello naturale si stanno deteriorando insieme”. Il cambiamento climatico colpisce anzitutto i poveri. Occorre una responsabilità “condivisa”, “affidabile”, nella “solidarietà”.
Presentato il documento “Fra Gerusalemme e Roma”. Sottolineate le tradizioni comuni, nelle differenze teologiche. I cattolici sono “partner, stretti alleati, amici e fratelli”. Il comportamento morale e l’educazione religiosa come modalità “per esercitare la propria capacità di influenzare e di ispirare”. Gli auguri per il nuovo anno ebraico.
All’udienza generale papa Francesco parla dell’incontro con Gesù come fonte di gioia, di vocazione e di missione. Gesù “appare come un ‘incendiario’ dei cuori”. “che giovinezza è una giovinezza soddisfatta, senza una domanda di senso? I giovani che non cercano nulla non sono giovani, sono invecchiati prima del tempo”. “Non diamo retta alle persone deluse e infelici”. Un Messaggio insieme al patriarca Bartolomeo I per chiedere a tutti di “assumere un atteggiamento rispettoso e responsabile verso il creato” e ai potenti di “ascoltare il grido della terra e il grido dei poveri, che più soffrono per gli squilibri ecologici.
Papa Francesco si recherà in Bangladesh dal 30 novembre al 2 dicembre. I temi scelti per il viaggio sono armonia e pace. Le parrocchie hanno ricevuto indicazioni per preparare i partecipanti. Superiore Pime: “I cristiani sono la speranza del Paese, le nostre opere sono a vantaggio di tutti”.
L’annuncio dato oggi dalla Sala stampa e in contemporanea a Dakha e Yangon. Dal 27 al 30 novembre Francesco visiterà Yangon e Nay Pyi Taw. Dal 30 novembre al 2 dicembre visiterà Dhaka. L’appello di ieri sulla persecuzione dei Rohingya.
All'Angelus, papa Francesco fa un momento di silenzio per la minoranza di origine bengalese, migrata e spesso rifiutata in Myanmar. Come per gli apostoli, Gesù "aspetta dai suoi una risposta alta ed altra rispetto a quelle dell’opinione pubblica”. "Gesù vuole continuare a costruire la sua Chiesa" con " piccole pietre. Tuttavia, nessuna piccola pietra è inutile, anzi, nelle mani di Gesù la più piccola pietra diventa preziosa".
Il presidente russo ha incontrato il segretario di Stato vaticano nella sua dacia. Sottolineata la collaborazione sui temi internazionali, soprattutto Siria, Ucraina, Africa settentrionale e Venezuela. La mostra sull’eredità culturale russa a Mosca e in Vaticano. Apprezzato il pellegrinaggio della reliquia di san Nicola. Parolin: La diplomazia vaticana si muove su molti livelli. Qualche dubbio sull’uso pre-elettorale della visita.
All’udienza generale nell’aula Paolo VI, papa Francesco sottolinea il fondamento della positività del futuro per i cristiani: Dio che fa “nuove tutte le cose”. “C’è un Padre che piange lacrime di infinita pietà nei confronti dei suoi figli. Un Padre che ci aspetta per consolarci, perché conosce le nostre sofferenze e ha preparato per noi un futuro diverso”. “Non è cristiano camminare con lo sguardo rivolto verso il basso, senza alzare gli occhi all’orizzonte”. Presenti pellegrini da Libano, Siria, Medio oriente, India, Vietnam.
La pressione e le violenze delle autorità civili controllano e soffocano la Chiesa ufficiale. I cattolici sotterranei si domandano se la Santa Sede ha sposato la tesi del governo, di eliminarli. “Irrealistica” la speranza negli accordi fra Cina e Santa Sede. L’appello di un missionario Pime, grande conoscitore della Cina.
Ribadita l’importanza della collaborazione delle due Chiese per sostenere i cristiani del Medio oriente. Il pellegrinaggio della reliquia di san Nicola, “un piccolo mattone nella costruzione di un rapporto nuovo”. Hilarion: Non si è parlato di un incontro fra papa Francesco e il patriarca Kirill.
Nella pubblicazione con largo anticipo del Messaggio, c’è chi vi vede una “mossa”, un modo per influenzare il mondo politico italiano che si dibatte da mesi sul tema dello jus soli. Ma la questione dei migranti e delle migrazioni sono un “segno dei tempi”, un elemento che ormai abbraccia tutto il pianeta. La diffusione degli immigrati filippini. Migrnati nepalesi, indonesiani o srilankesi trattati come schiavi. Libertà religiosa per filippini o indiani che vivono nei Paesi islamici. Dalla Cina all’Europa, la “sicurezza nazionale” è divenuta una specie di mito che permette ai poteri politici di dimenticarsi anche dei propri cittadini, non solo dei migranti.
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