Il prezzo della pace per l’Armenia
Quando il premier Pasynian evoca una pace con l’Azerbaigian “che duri 400 anni” non espone solo un’iperbole politica. Guarda a un futuro per Erevan che non sia appeso agli equilibri regionali di turno.

Quando il premier Pasynian evoca una pace con l’Azerbaigian “che duri 400 anni” non espone solo un’iperbole politica. Guarda a un futuro per Erevan che non sia appeso agli equilibri regionali di turno.
Stamane si è tenuto l’incontro molto cordiale fra Serghei Lavrov e il card. Parolin. Grande convergenza su molti temi internazionali: terrorismo, Siria, cristiani perseguitati. Qualche “differenza” sulla questione ucraina. Dall’incontro all’Avana, si attende un nuovo incontro fra Francesco e il patriarca di Mosca Kirill.
La visita del card. Pietro Parolin a Mosca è l’occasione per ricostruire una sintonia fra cattolici e ortodossi, segnati dalle ferite del passato ateista e dal conflitto ucraino. I cattolici russi di rito latino sembrano avere una funzione di mediazione. Ieri vi è stato l’incontro fra il card. Parolin e il metropolita Hilarion. Oggi, molto attesi, gli incontri con Kirill e con il ministro degli esteri Serghei Lavrov.
Pubblicato oggi il Messaggio 2018 per la Giornata mondiale del migrante e del rifugiato, che si celebrerà il prossimo 14 gennaio. Esortazioni e suggerimenti per un’accoglienza che faciliti “l’incontro personale”. No all’espulsione e all’apolidia. Una legge che garantisca la cittadinanza nel rispetto delle regole internazionali. La cura dei minori. Garantire la libertà religiosa ai migranti. Aiuti ai Paesi in via di sviluppo che sostengono il maggior numero di profughi. Spingere l’Onu ad approvare i due patti globali su rifugiati e migranti.
All’Angelus, papa Francesco prega in silenzio e con un’Ave Maria per le vittime degli attentati a Ouagadougou, Barcellona, Turku. La “forza interiore” della donna cananea, “che permette di superare ogni ostacolo”. La donna è “un esempio di fede incrollabile”. “Non disperare” se a volte “il Signore… sembra insensibile alle richieste di aiuto”. “Lo Spirito infonde audacia nel cuore dei credenti”.
A tema un incontro fra papa Francesco e il patriarca Kirill, non a Mosca, ma in qualche luogo santo dell’Oriente cristiano, o a Bari. Una conferenza internazionale sul futuro di Ucraina e Crimea. L’impegno per i cristiani e la pace in Medio oriente.
Il fitto programma della visita del card. Parolin a Mosca
Per il primo, vescovo sotterraneo di Urumqi, divieto a sacerdoti e fedeli di partecipare alla messa funebre; nessuna insegna episcopale nelle foto; solo mezz’ora per la cerimonia. L’altro, vescovo ufficiale di Taiyuan, è stato circondato dall’affetto e dall’onore di migliaia di suoi sacerdoti e fedeli. Ma “i santi che accolgono i due vescovi alla porta del Paradiso sono ugualmente numerosi”.
Il telegramma di papa Francesco al cardinale di Barcellona. Le vittime provengono da 20 Paesi, anche asiatici: Cina, Pakistan, Filippine, Hong Kong, Taiwan. Putin e Xi Jinping domandano una maggiore unità e coordinamento per combattere il terrorismo. La vicinanza dei Paesi arabi.
Il primo, vescovo sotterraneo, non riconosciuto dal governo è stato cremato e seppellito in fretta e furia; ai fedeli e ai sacerdoti proibito di partecipare alla messa; proibito anche scattare foto. Il secondo, vescovo ufficiale e consulente politico del parlamento cinese, ha avuto più giorni perché la salma venisse onorata, la presenza dei fedeli, le concelebrazioni.
All’Angelus dell’Assunta, papa Francesco affida a Maria “le ansie e i dolori delle popolazioni che in tante parti del mondo soffrono a causa di calamità naturali, di tensioni sociali o di conflitti”. “Dio opera cose grandi attraverso le persone umili, sconosciute al mondo, come è Maria stessa”. “Portando Gesù, la Madonna porta anche a noi una gioia nuova, piena di significato”.
All’Angelus, papa Francesco paragona la vita personale e della Chiesa a una barca, che deve affrontare difficoltà e prove. “La fede ci dà la sicurezza di una Presenza che ci spinge a superare le bufere esistenziali, la certezza di una mano che ci afferra per aiutarci ad affrontare le difficoltà, indicandoci la strada anche quando è buio”.
Colpite da guerre, emigrazione e insicurezza, le comunità cristiane si sono ridotte ormai a un “piccolo gregge” nell’indifferenza internazionale. Un appello a papa Francesco e alla comunità internazionale. Cattolici e ortodossi condividono gli stessi problemi. La fine dei cristiani in Oriente sarebbe “uno stigma di vergogna per tutto il XXI secolo”.
Iscriviti alla newsletter per ricevere ogni settimana notizie verificate, analisi e approfondimenti dai Paesi asiatici.
Iscrivitialla newsletter