Il prezzo della pace per l’Armenia
Quando il premier Pasynian evoca una pace con l’Azerbaigian “che duri 400 anni” non espone solo un’iperbole politica. Guarda a un futuro per Erevan che non sia appeso agli equilibri regionali di turno.

Quando il premier Pasynian evoca una pace con l’Azerbaigian “che duri 400 anni” non espone solo un’iperbole politica. Guarda a un futuro per Erevan che non sia appeso agli equilibri regionali di turno.
Nella messa celebrata al Cairo Francesco esorta i cattolici egiziani a non avere “paura di aprire il vostro cuore alla luce del Risorto e lasciate che Lui trasformi la vostra incertezza in forza positiva per voi e per gli altri. Non abbiate paura di amare tutti, amici e nemici, perché nell’amore vissuto sta la forza e il tesoro del credente!”. “Per Dio, è meglio non credere che essere un falso credente, un ipocrita!”.
Francesco e il patriarca Tawadros II affermano la volontà di andare avanti nel cammino verso la piena unità. Preghiera nella chiesa colpita da un attentato in dicembre. “Come unica è la Gerusalemme celeste, unico è il nostro martirologio, e le vostre sofferenze sono anche le nostre sofferenze”.
Nel discorso alle autorità Francesco sottolinea ruolo e responsabilità del Cairo nel futuro della regione. “Di fronte a uno scenario mondiale delicato e complesso, che fa pensare a quella che ho chiamato una ‘guerra mondiale a pezzi’, occorre affermare che non si può costruire la civiltà senza ripudiare ogni ideologia del male, della violenza e ogni interpretazione estremista che pretende di annullare l’altro e di annientare le diversità manipolando e oltraggiando il Sacro Nome di Dio”.
Francesco al Cairo interviene alla Conferenza di pace promossa da Al-Azhar. Mai la violenza nel nome di Dio. “Senza cedere a sincretismi concilianti, il nostro compito è quello di pregare gli uni per gli altri domandando a Dio il dono della pace, incontrarci, dialogare e promuovere la concordia in spirito di collaborazione e amicizia”.
L’ammirazione per la carità mostrata dal pontefice verso i rifugiati musulmani siriani, per il suo spingere all’amore e nel denunciare l’odio. “I nostri ulema non sono così” e non denunciano l’odio di Daesh e non fanno nulla per i cristiani. La richiesta perché nel viaggio in Egitto, spinga il presidente al Sisi e Al Azhar alla riforma dell’islam. Senza di questo Al Azhar rischia di essere l’accademia del fondamentalismo mondiale. Dal nostro amico e collaboratore Kamel Abderrahmani.
P. Bimal Kerketta vive in Egitto da 14 anni. Papa Francesco è un “uomo di pace, che ha resistito al terrore e all’estremismo con grande coraggio e saggezza”. “Il popolo egiziano lo ama perché nonostante gli attentati alle due chiese copte non ha rimandato il suo viaggio pastorale”.
Diventare “testimone di obbedienza” è “una grazia dello Spirito Santo” e dobbiamo chiederlo, “è una grazia da chiedere: ‘Padre, Signore Gesù, inviatemi il vostro Spirito perché io divenga un testimone di obbedienza’, cioè un cristiano”.
Non cesseremo mai di essere “una preoccupazione per il cuore di Dio”, perché Dio ci ama, “è un Dio ‘appassionato’ dell’uomo, così teneramente amante da essere incapace di separarsi da lui”. “La speranza cristiana, infatti, trova la sua radice non nell’attrattività del futuro, ma nella sicurezza di ciò che Dio ci ha promesso e ha realizzato in Gesù Cristo”. “La nostra esistenza è un pellegrinaggio, un cammino. Anche quanti sono mossi da una speranza semplicemente umana, percepiscono la seduzione dell’orizzonte, che li spinge a esplorare mondi che ancora non conoscono. La nostra anima è un’anima migrante".
Amba Ibrahim Isaac spiega la sua gioia per la venuta di papa Francesco e le sue inquietudini verso il suo Paese colpito dal terrorismo. I rapporti fraterni con Tawadros II e quelli con Al Azhar e con il presidente Al Sisi. Il rinnovamento della Chiesa con nuove istituzioni, nell’impegno sociale, nella valorizzazione dei laici, uomini e donne.
In occasione della sua visita al Paese (28-29 aprile), oggi papa Francesco ha trasmesso un videomessaggio al popolo egiziano. “Il nostro mondo, dilaniato dalla violenza cieca – che ha colpito anche il cuore della vostra cara terra – ha bisogno di pace, di amore e di misericordia; ha bisogno di operatori di pace”.
Nella festa di san Marco, papa Francesco sottolinea l’urgenza di annunciare il Vangelo “in cammino, mai seduti”, senza cercare “un’assicurazione sulla vita”. Lo stile dell’annuncio è l’umiltà. “L’annuncio del Vangelo se è vero, subisce la tentazione”. Ma “Lui agisce con noi”.
Previsto anche un giro fra i fedeli in golf car. Il tema della visita è “Il Papa della pace nell’Egitto della pace”. Dopo la visita ad Al-Sisi e al grande imam di Al Azhar, Francesco partecipa alla Conferenza internazionale sulla pace, organizzata da Al Tayyeb. La preghiera per i martiri del terrorismo vicino alla cattedrale copta, dove vi è stato un attentato in dicembre. L’incontro coi bambini del Cairo e coi giovani del pellegrinaggio.
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