Il prezzo della pace per l’Armenia
Quando il premier Pasynian evoca una pace con l’Azerbaigian “che duri 400 anni” non espone solo un’iperbole politica. Guarda a un futuro per Erevan che non sia appeso agli equilibri regionali di turno.

Quando il premier Pasynian evoca una pace con l’Azerbaigian “che duri 400 anni” non espone solo un’iperbole politica. Guarda a un futuro per Erevan che non sia appeso agli equilibri regionali di turno.
Come dice San Paolo ha preso su di sé tutte le sporcizie dell’umanità, si è fatto innalzare perché tutta la gente ferita dal peccato, lo guardasse. E chi non riconosce in quell’uomo innalzato “la forza di Dio che si è fatto peccato per guarirci”, morirà nel proprio peccato.
Prepararsi alla Pasqua è riscoprire il rapporto con Cristo. La rivoluzione del vangelo in Asia e in Africa. I cristiani portano la pace, si preoccupano del bene comune, mandano i figli a scuola, vivono con entusiasmo.
Cristo che dice alla peccatrice: “Io non ti condanno. Non peccare più” è “la pienezza della legge, non quella degli scribi e farisei che avevano corrotto la sua mente facendo tante leggi, tante leggi, senza lasciare spazio alla misericordia”.
Alla messa nella città colpita dal terremoto nel 2012, papa Francesco invita “con l’aiuto di Dio” a sollevarsi “dalle macerie” e ricostruire “con paziente speranza”. Testimoni di speranza ai “cuori affaticati e appesantiti dalla tristezza”. L’incontro col card. Caffarra, uno dei cardinali dei “dubia” sull’Amoris Laetitia. Il ricordo e la preghiera per le vittime in Colombia, gli scontri nel Congo, le tensioni in Venezuela e Paraguay.
La grande enciclica sociale di Paolo VI , che per la prima volta estendeva a livello mondiale l’insegnamento sociale della Chiesa, al centro di un incontro al quale parteciperanno anche i rappresentanti delle conferenze episcopali e delle loro commissioni sociali e “Giustizia e Pace”, i rappresentanti degli organismi di carità cattolici a livello internazionale e il corpo diplomatico accreditato presso la Santa Sede.
In una lettera in vista dell’incontro mondiale delle famiglie del 2018, Francesco esprime “il desiderio che le famiglie abbiano modo di approfondire la loro riflessione e la loro condivisione sui contenuti dell'Esortazione Apostolica post-sinodale Amoris laetitia”.
“Quanti idoli ho che non sono capace di togliermi da dosso che mi schiavizzano? Quell’idolatria che abbiamo dentro … E Dio piange per me”. “Pensiamo oggi a questa delusione di Dio che ci ha fatto per l’amore e noi andiamo a cercare amore, benessere, passarla bene in altre parti e non l’amore di Lui. Ci allontaniamo da questo Dio che ci ha allevati. E questo è un pensiero di Quaresima”.
La nostra “grande speranza” che ha fondamento nella fede e nella promessa “non di uno qualunque, ma di Dio”. “Chiediamo oggi al Signore la grazia di rimanere fondati non tanto sulle nostre sicurezze, sulle nostre capacità, ma sulla speranza che scaturisce dalla promessa di Dio”.
In un messaggio alla “Conferenza dell’ONU finalizzata a negoziare uno strumento giuridicamente vincolante sulla proibizione delle armi nucleari, che conduca alla loro totale eliminazione”, Francesco afferma che serve il dialogo che rafforzi la fiducia. “Abbiamo la libertà, l’intelligenza e la capacità di guidare e dirigere la tecnologia, così come di limitare il nostro potere, e di metterli al servizio di un altro tipo di progresso”.
L’accidia è un "brutto peccato": fa “vivere perché è gratis l’ossigeno”, fa “vivere sempre guardando gli altri che sono più felici di me” e si è “nella tristezza”, si dimentica la gioia. “L’accidia - spiega il Papa - è un peccato che paralizza, ci fa paralitici. Non ci lascia camminare. Anche oggi il Signore guarda ognuno di noi, tutti abbiamo peccati, tutti siamo peccatori ma guardando questo peccato” ci dice: “Alzati”.
Dal convegno tenuto al Cairo, le proposte per stessi diritti per cristiani e musulmani e per uno Stato non preda di una religione. Ma occorre influenzare le costituzioni dei diversi Paesi della regione e soprattutto la Carta dei diritti umani della Lega araba e dell’Organizzazione della Conferenza islamica. Il tutto, a poco più di un mese dalla visita di Papa Francesco in Egitto.
Il Battesimo ci spinge a seguire Gesù, quindi a giudicare uomini e cose secondo una nuova scala di valori che viene da Dio, a camminare nella luce, cioè ad “abbandonare le luci false”. Il grazie di Francesco a Milano e i milanesi per la calda accoglienza che gli hanno tributato ieri. E’ vero che “A Milan si riceve col core in man”.
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