Il prezzo della pace per l’Armenia
Quando il premier Pasynian evoca una pace con l’Azerbaigian “che duri 400 anni” non espone solo un’iperbole politica. Guarda a un futuro per Erevan che non sia appeso agli equilibri regionali di turno.

Quando il premier Pasynian evoca una pace con l’Azerbaigian “che duri 400 anni” non espone solo un’iperbole politica. Guarda a un futuro per Erevan che non sia appeso agli equilibri regionali di turno.
I genitori si sforzino di “educare con i contenuti, le idee, gli atteggiamenti nella vita e i valori”, “perdano tempo” per giocare con i loro figli, prendano l’abitudine di andare a messa con i figli e poi insieme, magari in un parco e ricordino che “gli occhietti” dei ragazzi li guardano, ricordano e soffrono se li vedono litigare.
Francesco celebra messa a Monza, presenti secondo gli organizzatori, un milione di persone. La visita al carcere di san Vittore e il pranzo con i detenuti: "Il Signore ama me quanto voi, lo stesso Gesù è in voi e in me, noi siamo fratelli peccatori”.
La visita di Francesco è cominciata nel quartiere periferico delle “Case bianche” dove si è recato a casa di tre famiglie. L’incontro in Duomo con sacerdoti e consacrati: formare al discernimento. “Scegliete le periferie, risvegliate processi, accendete la speranza spenta e fiaccata da una società che è diventata insensibile al dolore degli altri”.
Ai 27 Capi di Stato e di Governo dell’Unione Europea, ricevuti in occasione del 60mo anniversario della firma dei Trattati di Roma, Francesco ha parlato del Vecchio continente come di una realtà basata sulla centralità dell’uomo, la solidarietà fattiva, l’apertura al mondo, il perseguimento della pace e dello sviluppo, l’apertura al futuro. La “grave crisi migratoria” e i populismi che “fioriscono dall’egoismo”.
“Preghiera e solidarietà” di papa Francesco per le vittime uccise a Westminster. Un giovane musulmano chiede scusa ai famiiari delle vittime perché i terroriti usano la sua religione per compiere queste violenze. L’islam “è presa in ostaggio”. La polizia ha diramato il nome dell’attentatore ucciso: Khalid Massoud, 52 anni, nato in Gran Bretagna. Forse è di origini pakistane o afghane. Lo Stato islamica lo rivendica come “uno dei suoi soldati”.
Il card Gracias esprime profondo dolore per un attentato che ha causato una “insensata perdita di vite umane”. E prega Dio perché conceda “pace, forza e consolazione”. Condoglianze e solidarietà dai leader internazionali. L’Iran chiede di fermare la vendita di armi ai “ gruppi terroristi”. Erdogan solidarizza con i britannici, ma lancia un nuovo attacco all’Europa.
“Quando un popolo, una comunità, ma diciamo anche una comunità cristiana, una parrocchia, una diocesi, chiude le orecchie e diventa sorda alla Parola del Signore, cerca altre voci, altri signori e va a finire con gli idoli, gli idoli che il mondo, la mondanità, la società gli offrono. Si allontana dal Dio vivo”.
La Parola di Dio “alimenta una speranza che si traduce concretamente in condivisione, in servizio reciproco”. “La nostra speranza non si fonda sulle nostre capacità e sulle nostre forze, ma sul sostegno di Dio e sulla fedeltà del suo amore, cioè sulla forza di Dio e la consolazione di Dio”. “Quella dei migranti è la tragedia più grande dopo la Seconda guerra mondiale”.
Diffuso oggi il Messaggio per la 32ma Giornata mondiale della gioventù sul tema “Grandi cose ha fatto per me l’Onnipotente”. Il modello di Maria nel suo incontro con Elisabetta. Rifiutare l’immobilità del “divano” dove starsene comodi e sicuri. Vivere l’esperienza della Chiesa non come una “flashmob” istantanea. Riscoprire il rapporto con gli anziani. Vivere il futuro in modo costruttivo non svalutando “le istituzioni del matrimonio, della vita consacrata, della missione sacerdotale”.
Il perdono ricevuto da Dio, la “meraviglia che ha fatto nel tuo cuore” deve poter “entrare nella coscienza”. “Chiediamo la grazia della vergogna davanti a Dio. E’ una grande grazia! Vergognarsi dei propri peccati e così ricevere il perdono e la grazia della generosità di darlo agli altri perché se il Signore mi ha perdonato tanto, chi sono io per non perdonare?”.
Il governatore della città ha dichiarato “legalmente impossibile” il processo in atto per la scelta del nuovo patriarca. Esso potrebbe “causare disturbo e divisioni”. La nota emersa a conclusione della votazione per la scelta del “reggente”, chiamato a guidare la comunità fino alla nomina del prossimo patriarca. Le pressioni di Ankara e il sostegno al vescovo “amico” di Erdogan.
“E’ l’uomo che non parla ma obbedisce, l’uomo della tenerezza, l’uomo capace di portare avanti le promesse perché divengano salde, sicure”. E’ anche “custode del sogno di Dio”: il sogno di Dio “di salvarci tutti”, della redenzione, viene confidato a lui.
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