Il prezzo della pace per l’Armenia
Quando il premier Pasynian evoca una pace con l’Azerbaigian “che duri 400 anni” non espone solo un’iperbole politica. Guarda a un futuro per Erevan che non sia appeso agli equilibri regionali di turno.

Quando il premier Pasynian evoca una pace con l’Azerbaigian “che duri 400 anni” non espone solo un’iperbole politica. Guarda a un futuro per Erevan che non sia appeso agli equilibri regionali di turno.
Nel volo di ritorno dall’Azerbaijan Francesco ha risposto anche a domande sui viaggi, la pace tra Armenia e Azerbaigian, il prossimo concistoro, l’ecumenismo e il Nobel per la pace. “Le relazioni tra Vaticano e Cina si devono stabilizzare in positivo, si deve fissare in un rapporto e di questo si sta parlando, lentamente … Ma le cose lente vanno bene”. Nel 2017 forse viaggerà in India e Bangladesh.
Intervista con lo hieromonaco Stefan (Igumnov), segretario per i rapporti tra cristiani del Dipartimento per le relazioni ecclesiastiche esterne del Patriarcato di Mosca. Il recente accordo su primato e collegialità firmato a Chieti. Le difficoltà del Sinodo pan-ortodosso. Il ricordo e il valore dell’abbraccio fra papa Francesco e il patriarca Kirill all’Avana.
E’ stato dedicato al dialogo interreligioso l’ultimo appuntamento della visita di Francesco in Azerbaijan. “Dio non può essere invocato per interessi di parte e per fini egoistici, non può giustificare alcuna forma di fondamentalismo, imperialismo o colonialismo”.
“Escludere atteggiamenti e concezioni che strumentalizzano le proprie convinzioni, la propria identità o il nome di Dio per legittimare intenti di sopraffazione e di dominio”. “Sono fiducioso che, con l’aiuto di Dio e mediante la buona volontà delle parti, il Caucaso potrà essere il luogo dove, attraverso il dialogo e il negoziato, le controversie e le divergenze troveranno la loro composizione e il loro superamento”.
Nella Cattedrale patriarcale di Tbilisi, Francesco dice che “ricomporre le lacerazioni, animati da uno spirito di limpida fraternità cristiana” richiede “un cammino certamente paziente, da coltivare con fiducia nell’altro e umiltà, ma senza paura e senza scoraggiarsi, bensì nella gioiosa certezza che la speranza cristiana ci fa pregustare”.
Rispondendo alle domande di sacerdoti e seminaristi, Francesco parla del matrimonio come “la cosa più bella che Dio ha creato”. “C’è un grosso peccato contro l’ecumenismo: il proselitismo. Mai si deve fare proselitismo con gli ortodossi”.
Nella messa nello stadio Meskhi, papa Francesco addita le madri e le nonne, che hanno trasmesso fede e consolazione ai loro figli. “Diventare piccoli come bambini è la condizione per ricevere la consolazione di Dio”. “La Chiesa è la casa della consolazione”. L’invito a tutti i cristiani: “Ricevere e portare la consolazione di Dio: questa missione della Chiesa è urgente”.
Ultimo appuntamento di Francesco nella giornata di Tbilisi, la visita alla chiesa assiro-caldea, accolto dal patriarca Sako. Una preghiera per la pace.
Francesco in visita al Patriarcato ortodosso, che ha preso le distanze dai gruppi che contestano la visita papale. “Lasciamoci guardare nuovamente dal Signore Gesù, lasciamoci attirare ancora dal suo invito a lasciare ciò che ci trattiene dall’essere insieme annunciatori della sua presenza”.
Francesco è a Tbilisi, prima tappa di questa visita in Caucaso. “Qualsiasi distinzione di carattere etnico, linguistico, politico o religioso, lungi dall’essere usata come pretesto per trasformare le divergenze in conflitti e i conflitti in interminabili tragedie, può e deve essere per tutti sorgente di arricchimento reciproco a vantaggio del bene comune”.
Il Tema della prossima Giornata è un invito a raccontare la storia del mondo e le storie degli uomini e delle donne, secondo la logica della ‘buona notizia’ che ricorda che Dio mai rinuncia ad essere Padre, in nessuna situazione e rispetto ad ogni uomo. Impariamo a comunicare fiducia e speranza per la storia.
Si si ha “l’impressione di trovarci avvolti in una spirale di prepotenza e di inerzia da cui non sembra esserci scampo” e che è esperienza di quel male che è presente nell’uomo e nella storia. Francesco ha ricevuto i membri degli organismi caritativi cattolici che operano in Siria, Iraq per il loro quinto incontro promosso da Cor Unum.
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