Il prezzo della pace per l’Armenia
Quando il premier Pasynian evoca una pace con l’Azerbaigian “che duri 400 anni” non espone solo un’iperbole politica. Guarda a un futuro per Erevan che non sia appeso agli equilibri regionali di turno.

Quando il premier Pasynian evoca una pace con l’Azerbaigian “che duri 400 anni” non espone solo un’iperbole politica. Guarda a un futuro per Erevan che non sia appeso agli equilibri regionali di turno.
È la cifra più alta mai registrata. I dati pubblicati in occasione della Giornata mondiale dei rifugiati. Il 50% proviene da Siria, Afghanistan, Somalia. L’80% di loro sono ospitati in Paesi poveri o medi. Le divisioni dell’Europa. L’esempio positivo dell’Iran. Il ricordo di papa Francesco.
All’Angelus papa Francesco ripropone le domande del vangelo di oggi: “Chi è Gesù per la gente del nostro tempo? Chi è Gesù per ciascuno di noi?”. “Molte persone avvertono un vuoto attorno a sé e dentro di sé; altre vivono nell’inquietudine e nell’insicurezza a causa della precarietà e dei conflitti”. La preghiera dell’Ave Maria per il Sinodo pan-ortodosso a Creta. La Giornata mondiale Onu per i rifugiati. Occorre “: incontrarli, accoglierli, ascoltarli, per diventare insieme artigiani di pace secondo la volontà di Dio”.
Papa Francesco ha dedicato l’udienza giubilare di questo sabato alla conversione, “prima parola” della predicazione di Gesù. Egli “con lo Spirito Santo… ci semina questa inquietudine per cambiare vita ed essere un po’ migliori”. Le conversioni di Matteo e Zaccheo sono avvenute “perché hanno sentito di essere amati da Gesù e, attraverso di Lui, dal Padre”.
Ricevendo il Pontificio consiglio per i laici, Francesco parla della riforma della Curia e indica i campi nei quali essi potranno agire. “Abbiamo bisogno di laici ben formati, animati da una fede schietta e limpida, la cui vita è stata toccata dall’incontro personale e misericordioso con l’amore di Cristo Gesù”.
Messaggio del Pontificio consiglio per il dialogo interreligioso per il Ramadan. Di fronte alle tante vittime di conflitti e violenza “è vitale che tutti operino insieme per assistere coloro che sono bisognosi, prescindendo dalla loro etnia o dal loro credo religioso”.
Francesco ha aperto il convegno ecclesiale della diocesi di Roma, dedicato alla Amoris laetitia. Non ideologizzare, ma “riflettere sulla vita delle nostre famiglie, così come sono e così come si trovano”; evitare atteggiamenti “separatisti”, dare spazio agli anziani.
Ricevendo i partecipanti all’assemblea della Riunione delle opere di aiuto per le Chiese Orientali (ROACO), Francesco raccomanda la “comunione nella testimonianza dell’unico Salvatore” da parte di cattolici latini e orientali.
Il “grazie” di Francesco ai partecipanti al Giubileo dello Spettacolo viaggiante: “voi siete artigiani del bello” e “non sapete il bene che fate”. La carezza a un cucciolo di tigre.
“Padre”, la parola che Gesù usava nei momenti più forti, è “la pietra d’angolo” della preghiera, “è una chiamata a Colui che mi ha dato l’identità di figlio”. “Senza sentire che siamo figli, senza sentirsi figlio, senza dire Padre la nostra preghiera è pagana, è una preghiera di parole”.
Mons. Minassian, Ordinario per gli armeni cattolici dell’Europa orientale, racconta la preparazione della comunità che attende Francesco: "Il pontefice vuole bene al nostro popolo, mai vista una fede così profonda". In allestimento maxi-schermi per accogliere un numero maggiore di fedeli. Dai villaggi più remoti ore di cammino e mezzi pubblici per vedere Francesco. E ringraziarlo per le sue parole sul genocidio.
All’udienza generale Francesco sottolinea che Gesù si mette “al servizio” di chi è nel bisogno, “effonde la sua misericordia su tutti coloro che incontra”, li raduna in un nuovo popolo. “Tante persone che, anche oggi, si trovano emarginate a causa di uno svantaggio fisico o di altro genere”
La Lettera Iuvenescit Ecclesia (La Chiesa ringiovanisce), resa pubblica oggi dalla Congregazione per la dottrina della fede. Non si può opporre una Chiesa “dell’istituzione” ad una Chiesa “della carità”. Il problema del “riconoscimento” di un “autentico” dono carismatico e i “criteri” per tale riconoscimento.
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