Il prezzo della pace per l’Armenia
Quando il premier Pasynian evoca una pace con l’Azerbaigian “che duri 400 anni” non espone solo un’iperbole politica. Guarda a un futuro per Erevan che non sia appeso agli equilibri regionali di turno.

Quando il premier Pasynian evoca una pace con l’Azerbaigian “che duri 400 anni” non espone solo un’iperbole politica. Guarda a un futuro per Erevan che non sia appeso agli equilibri regionali di turno.
Francesco annuncia la volontà di creare una commissione per studiare la questione delle “diaconesse” nella Chiesa primitiva. Uomini e donne “devono essere complementari, e nelle consultazioni è importante che ci siano le donne”. Una donna può tenere l’omelia durante una liturgia della Parola, ma non nella messa.
In Argentina “queste persone si chiamano ‘zizzaniere’: seminano zizzania, dividono. E lì le divisioni incominciano con la lingua. Per invidia, gelosia e anche chiusura!”. “Preghiamo il Signore che ci dia la grazia, perché è tanta, tanta la forza del diavolo, del peccato che ci spinge a fare le disunità. Sempre! Che ci dia la grazia, che ci dia il dono: e qual è il dono che fa l’unità? Lo Spirito Santo!”.
La “logica” di Dio è quella della misericordia, non è quella per la quale “se fai bene ricevi un premio, se fai male vieni punito”. “Gesù ci ricorda che nella casa del Padre non si rimane per avere un compenso, ma perché si ha la dignità di figli corresponsabili”. “I giusti, questi che si credono giusti, hanno anche loro bisogno di misericordia”.
“Io vorrei dire ai ragazzi e alle ragazze di oggi che non si sentono a proprio agio – ‘ma, non sono tanto felice con questa cultura del consumismo, del narcisismo…’: ‘Ma guardate l’orizzonte! Guardate là, guardate a questi nostri missionari!’. Pregare lo Spirito Santo che li costringa a andare lontano, a ‘bruciare’ la vita”.
Lo Spirito Santo “fa tutto, sa tutto, sa ricordarci cosa ha detto Gesù, sa spiegarci le cose di Gesù. Soltanto – lo Spirito Santo - non sa fare una cosa: cristiani da salotto. Questo non lo sa fare! Non sa fare ‘cristiani virtuali’ ma non virtuosi. Lui fa cristiani reali”.
Nella solennità dell’Ascensione di Gesù al cielo, Francesco sottolinea l’importanza della missione affidata ai discepoli e alla Chiesa tutta: “Ogni domenica la testimonianza cristiana dovrebbe uscire dalla nostre chiese per entrare durante la settimana nelle case, negli uffici, a scuola, nei luoghi di ritrovo e di divertimento, negli ospedali, nelle carceri, nelle case per gli anziani, nei luoghi affollati degli immigrati, nelle periferie della città…”.
Alla cerimonia per il conferimento del Premio Internazionale Carlo Magno 2016, Francesco afferma che l’Europa deve ritrovare creatività, ingegno, capacità di rialzarsi e di uscire dai propri limiti che le appartengono. “Che cosa ti è successo, Europa umanistica, paladina dei diritti dell’uomo, della democrazia e della libertà?”. Dare spazio ai giovani cambiando il modello economico.
Il Pontificio consiglio per il dialogo interreligioso propone ai buddisti di collaborare per “liberare l’umanità dalle sofferenze causate dai cambiamenti climatici, e contribuire alla cura per la nostra casa comune”. Cristiani e buddisti condividono la coscienza che i “deserti esteriori” sono provocati dai “deserti interiori”, e che la crisi ecologica è anzitutto “una crisi dell’io”.
“La gioia umana può essere tolta da qualsiasi cosa, da qualche difficoltà”. Gesù, invece, ci vuole donare una gioia che nessuno ci potrà togliere: “E’ duratura. Anche nei momenti più bui”.
Francesco ha preseduto la veglia di preghiera “per asciugare le lacrime” di tutti coloro che hanno bisogno di consolazione. Uno dei testimoni è stato Qaiser Felix, giornalista pakistano che collaborava con AsiaNews e ha ricordato di aver dovuto lasciare il suo Paese, in quanto cattolico, per le minacce contro la sua famiglia da parte degli integralisti musulmani.
Dio non conosce la cultura dello scarto, per Gesù buon pastore, “non ci sono pecore definitivamente perdute”, ma solo pecore che vanno ritrovate. “In nessun altro modo si potrà ricomporre il gregge se non seguendo la via tracciata dalla misericordia del pastore. Mentre ricerca la pecora perduta, egli provoca le novantanove perché partecipino alla riunificazione del gregge”.
Sono tanti i cristiani “confusi” che non seguono la sola “strada giusta” che è Gesù. “Come sono io in questo cammino cristiano? Fermo, sbagliato, in giro girando, fermandomi davanti alle cose che mi piacciano o quello di Gesù ‘Io sono la via!’? E chiediamo allo Spirito Santo che ci insegni a camminare bene, sempre! E quando ci stanchiamo, un piccolo ristoro e avanti. Chiediamo questa grazia”.
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