Il prezzo della pace per l’Armenia
Quando il premier Pasynian evoca una pace con l’Azerbaigian “che duri 400 anni” non espone solo un’iperbole politica. Guarda a un futuro per Erevan che non sia appeso agli equilibri regionali di turno.

Quando il premier Pasynian evoca una pace con l’Azerbaigian “che duri 400 anni” non espone solo un’iperbole politica. Guarda a un futuro per Erevan che non sia appeso agli equilibri regionali di turno.
"Occorre difendere i poveri, e non difendersi dai poveri", "occorre servire i deboli e non servirsi dei deboli!". La fine dell'anno è momento per un esame di coscienza. "Da questo esame di coscienza dipende anche, per noi cristiani, la qualità del nostro operare, del nostro vivere, della nostra presenza nella città, del nostro servizio al bene comune, della nostra partecipazione alle istituzioni pubbliche ed ecclesiali".
Pubblicato il Messaggio per la 23ma Giornata del malato, che si celebra l'11 febbraio prossimo. Tanti cristiani sono "occhi per il cieco" e "piedi per lo zoppo", assistendo malati anche per anni. La "qualità della vita" usata come ideologia per bollare come indegne di essere vissute "vite gravemente affette". La "frenesia del fare" fa dimenticare spesso "il valore speciale del tempo speso accanto al letto del malato". In unione con la Croce di Gesù, l'esperienza del dolore diviene fonte di sapienza e testimonianza di fede.
Il patriarca armeno Karekin II annuncia: il 23 aprile tutte le vittime del massacro operato dai turchi saranno canonizzate, e il giorno successivo diverrà la Giornata della Memoria per i "santi martiri". Secondo fonti non confermate anche papa Francesco, il 12 aprile, celebrerà una messa in ricordo del terribile avvenimento. Il testo completo del messaggio del patriarca.
Nel giorno della festa della Sacra Famiglia, Francesco fa pregare in silenzio (e poi con un'Ave Maria) la piazza san Pietro a sostegno delle famiglie in difficoltà. Il pontefice ricorda l'importanza dei nonni e della solidarietà generazionale all'interno dei nuclei familiari. In conclusione un pensiero per l'aereo scomparso fra Singapore e Indonesia e per le persone in pericolo nelle acque dell'Adriatico: "Vi sono vicino con l'affetto e la preghiera".
All'Angelus, papa Francesco ricorda che la festa del primo martire continua "la celebrazione del Natale", spogliandola di "quel falso rivestimento dolciastro che non le appartiene". Un ricordo per "quanti sono discriminati, perseguitati e uccisi per la testimonianza resa a Cristo". La libertà religiosa "un diritto inalienabile di ogni persona umana".
"Questa è la domanda che il Bambino ci pone con la sua sola presenza: permetto a Dio di volermi bene? E ancora: abbiamo il coraggio di accogliere con tenerezza le situazioni difficili e i problemi di chi ci sta accanto, oppure preferiamo le soluzioni impersonali, magari efficienti ma prive del calore del Vangelo? Quanto bisogno di tenerezza ha oggi il mondo! Pazienza di Dio, vicinanza di Dio, tenerezza di Dio".
Nel messaggio Urbi et orbi il pensiero di Francesco va alle vittime delle guerre in Medio Oriente, in Nigeria, Libia, Sud Sudan, Repubblica Centroafricana e Repubblica Democratica del Congo. E a coloro che soffrono per le tensioni in Ucraina. "Gesù salvi i troppi fanciulli vittime di violenza, fatti oggetto di mercimonio e della tratta delle persone, oppure costretti a diventare soldati. Dia conforto alle famiglie dei bambini uccisi in Pakistan la settimana scorsa. Sia vicino a quanti soffrono per le malattie, in particolare alle vittime dell'epidemia di Ebola".
Col Natale Dio mostra che non si è stancato di noi. Pur fra tante guerre, ingiustizie, torture, persecuzioni, Dio non ha smesso di sperare nel cambiamento dell'uomo e viene ad aiutarlo. Il mondo vive di immobilismo sterile e di terrore apocalittico. Con la nascita di Gesù è iniziato il cambiamento del mondo e vi sono testimoni di speranza in Iraq, a Hong Kong, in Medio oriente. La rivoluzione della solidarietà.
Lettera di Francesco ai cristiani del Medio Oriente in occasione del Natale. L'esigenza di "una presa di posizione chiara e coraggiosa da parte di tutti i responsabili religiosi", che condannino "in modo unanime e senza alcuna ambiguità" la violenza. La comunità internazionale agisca "in primo luogo mediante il negoziato e il lavoro diplomatico". L'"ecumenismo del sangue" con gli altri cristiani e specialmente con gli ortodossi.
In un discorso sul tema "La Curia Romana e il Corpo di Cristo", Francesco elenca un "catalogo" delle "malattie curiali" che "indeboliscono il nostro servizio al Signore". Non si può vivere senza avere "un rapporto vitale, personale, autentico e saldo con Cristo". "Tanto più siamo intimamente congiunti a Dio tanto più siamo uniti tra di noi". Serve un esame di coscienza.
Per la quarta domenica di Avvento, Francesco sottolinea due aspetti della vita di Maria "modello per prepararsi al Natale": la sua fede e la capacità di riconoscere il tempo di Dio. "L'esempio di Maria e di Giuseppe è per tutti noi un invito ad accogliere con totale apertura d'animo Gesù, che per amore si è fatto nostro fratello". "Quando senti la voglia di essere migliore, lì è Cristo che passa e bussa da te: spalancagli le porte".
Questa è la miseria cieca di considerare scopo della propria esistenza la ricchezza materiale, la ricerca del potere e del piacere e di asservire la vita del prossimo al conseguimento di questi obiettivi".
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