Il prezzo della pace per l’Armenia
Quando il premier Pasynian evoca una pace con l’Azerbaigian “che duri 400 anni” non espone solo un’iperbole politica. Guarda a un futuro per Erevan che non sia appeso agli equilibri regionali di turno.

Quando il premier Pasynian evoca una pace con l’Azerbaigian “che duri 400 anni” non espone solo un’iperbole politica. Guarda a un futuro per Erevan che non sia appeso agli equilibri regionali di turno.
Per i sacerdoti "si tratta di 'essere' preti, non limitandosi a 'fare' i preti, liberi da ogni mondanità spirituale, consci che è la loro vita ad evangelizzare prima ancora delle loro opere". "Una vocazione curata mediante una permanente formazione, nella comunione, diviene un potente strumento di evangelizzazione, al servizio del popolo di Dio".
Francesco ha ricevuto il presidente Mahinda Rajapaksa. "La prossima visita del Santo Padre possa essere accolta come segno di vicinanza alla popolazione srilankese e come incoraggiamento a quanti si adoperano per il bene comune, la riconciliazione, la giustizia e la pace".
"Lui ci porterà alla fine della nostra vita con i suoi consigli, e per questo dare ascolto alla sua voce, non ribellarci". "I discepoli litigavano su chi fosse il più grande tra loro: c'era una disputa interna ... eh, il carrierismo, eh? Questi che sono i primi vescovi, avevano questa tentazione del carrierismo".
Incontrando Mar Dinkha IV, patriarca della Chiesa assira d'Oriente, Francesco condanna la "persecuzione quotidiana" di cristiani o appartenenti ad altre minoranze religiose. La visita del Patriarca "è un ulteriore passo sul cammino di una crescente vicinanza e comunione spirituale tra di noi, dopo le amare incomprensioni dei secoli passati".
La globalizzazione ha accresciuto la ricchezza, ma "ha anche inasprito i divari tra i vari gruppi sociali, creando diseguaglianze e nuove povertà negli stessi Paesi considerati più ricchi". "Visioni che pretendono di aumentare la redditività, a costo della restrizione del mercato del lavoro che crea nuovi esclusi, non sono conformi ad una economia a servizio dell'uomo e del bene comune, ad una democrazia inclusiva e partecipativa".
Sono una grazia data da Dio, sono dati per il bene di tutta la comunità e sono un bene: "quando la Chiesa, nella varietà dei suoi carismi, si esprime in comunione, non può sbagliare", ma "guai se questi doni diventano motivo di invidia o di divisione, di gelosia!".
"La nostra vita è troppo facile, le nostre lamentele sono lamentele da teatro". Pensiamo alle grandi tragedie, a "questi fratelli nostri che per essere cristiani sono cacciati via dalla loro casa e rimangono senza niente: 'Ma, Signore, io ho creduto in te. Perché? Credere in Te è una maledizione, Signore?'".
Una "azione multilaterale" e "un uso proporzionale della forza", per "garantire la difesa dei cittadini inermi". La teoria del cosiddetto "scontro di civiltà", "ha ignorato le esperienze profonde e di lunga data di buone relazioni tra culture, etnie e religioni". La via da percorrere è "in primo luogo", "la promozione del dialogo e la comprensione tra le culture", ma anche quella "responsabilità di proteggere".
"Tanti progetti, tranne i peccati propri, ma tanti, tanti progetti di disumanizzazione dell'uomo, sono opera di lui, semplicemente perché odia l'uomo". Inventa "spiegazioni umanistiche". "La lotta è una realtà quotidiana, nella vita cristiana: nel nostro cuore, nella nostra vita, nella nostra famiglia, nel nostro popolo, nelle nostre chiese ... Se non si lotta, saremo sconfitti. Ma il Signore ha dato questo mestiere principalmente agli angeli: di lottare e vincere".
Reso noto il tema scelto da Francesco per la prossima Giornata mondiale delle Comunicazioni sociali. "La Chiesa oggi deve nuovamente imparare a raccontare quanto la famiglia sia un dono grande, buono e bello. È chiamata a trovare il modo per dire che la gratuità dell'amore, che si offrono gli sposi, avvicina tutti gli uomini a Dio ed è compito esaltante".
All'incontro "La benedizione della lunga vita", anche Benedetto XVI, "il nonno saggio a casa". "Quante volte si scartano gli anziani con atteggiamento di abbandono che sono una vera e propria eutanasia". "Ben vengano le case per gli anziani... purché siano veramente case, e non prigioni!", La testimonianza di due anziani fuggiti dal Kurdistan iracheno: "la violenza sugli anziani è disumana, come quella sui bambini".
Francesco presenzia alla solenne liturgia di ringraziamento in occasione del 200mo anniversario della ricostituzione della Compagnia di Gesù: “Nei tempi difficili e di crisi vengono tante tentazioni: fermarsi a discutere di idee, lasciarsi trasportare dalla desolazione, concentrarsi sul fatto di essere perseguitati e non vedere altro. Non facciamoci imbrigliare da queste tentazioni”.
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