Il prezzo della pace per l’Armenia
Quando il premier Pasynian evoca una pace con l’Azerbaigian “che duri 400 anni” non espone solo un’iperbole politica. Guarda a un futuro per Erevan che non sia appeso agli equilibri regionali di turno.

Quando il premier Pasynian evoca una pace con l’Azerbaigian “che duri 400 anni” non espone solo un’iperbole politica. Guarda a un futuro per Erevan che non sia appeso agli equilibri regionali di turno.
Tutte le famiglie cinesi hanno l'immagine tipica del sacro Cuore, anche dopo i rivolgimenti sociali e politici e la propaganda atea del regime. La prima chiesa dedicata al S. Cuore è del 1863: distrutta nella Rivoluzione culturale, ricostruita nel 1999. La devozione e la consacrazione al Sacro Cuore ha sostenuto la vita dei missionari e la loro evangelizzazione: fra questi Arnold Janssen, Giuseppe Freinademetz, Daniele Comboni. E' da rivedere l'iconografia, ricorrendo alle calligrafie sul "cuore". Il Cuore di Gesù e il cuore dei martiri uniti nella canonizzazione del 2000.
La devozione al Sacro Cuore di Gesù è uno dei capisaldi della fede dei cattolici in Asia, sostegno della loro vita quotidiana, nella gioia e nelle persecuzioni. Offriamo ai lettori di AsiaNews un piccolo opuscolo di meditazioni e preghiere: un arricchimento per la loro spiritualità, un sostegno alla loro missione.
"Chi giudica diventa uno sconfitto, finisce male, perché la stessa misura sarà usata per giudicare lui". "Gesù, davanti al Padre, mai accusa! E' il contrario: difende". "Se noi vogliamo andare sulla strada di Gesù, più che accusatori dobbiamo essere difensori degli altri davanti al Padre".
All'Angelus, ricordando che in molti Paesi oggi si celebra il Corpus Domini, Francesco dice che la partecipazione all'Eucaristia "trasforma" e "capaci di amare anche chi non ci ama, di opporci al male con il bene, di perdonare, di condividere, di accogliere".
Lo dichiara il presidente dell'Alta Commissariato dell'Onu per i rifugiati: "Oltre 51.2 milioni di persone sono state sradicate. Siamo di fronte ad un enorme aumento del numero di sfollati". La comunità internazionale deve superare le divergenze e trovare soluzioni che possano risolvere i conflitti.
L'incontro con i detenuti e le detenute nel carcere di Castrovillari è il primo gesto di papa Francesco nella sua visita pastorale alla diocesi di Cassano all'Jonio (Calabria). Il pontefice ha incontrato le vittime della violenza, in particolare i familiari del piccolo Cocò, tre anni, ucciso da mafiosi lo scorso gennaio. Commosse tutte le detenute che hanno raccomandato alla preghiera di Francesco i loro figli. L'incontro con Dio che "sempre perdona, sempre accompagna, sempre comprende", come base per il reinserimento sociale.
Papa Francesco invita a pregare Gesù per verificare se il sacerdote è divenuto in "impiegato" o un "canale" aperto a diffondere l'amore del Signore. Essere "canali" e non "schermi". La fraternità fra sacerdoti è "una scelta", che vince la "cultura soggettivistica di oggi" e "un certo individualismo pastorale". L'impegno per le famiglie colpite da crisi ideale ed economica. Una visita in linea con il programma di Francesco per una Chiesa "in uscita" verso le "periferie".
Nella messa conclusiva della sua visita alla diocesi di Cassano all'Jonio, Francesco condanna l'idolatria dell'organizzazione mafiosa perché "è adorazione del male e disprezzo del bene comune". "Coloro che nella loro vita hanno questa strada di male, non sono in comunione con Dio, sono scomunicati". La festa del Corpus Domini significa "adorare Cristo" e camminare "dietro a Lui", "nella fede e nella carità. Occorre "favorire stili di vita e iniziative che pongano al centro le necessità dei poveri e degli ultimi". "Testimoniare la solidarietà concreta con i fratelli, specialmente quelli che hanno più bisogno di giustizia, di speranza, di tenerezza, la tenerezza di Gesù eucaristico".
Un diritto "intrinsecamente inerente alla natura umana". "La persecuzione contro i cristiani oggi è addirittura più forte che nei primi secoli della Chiesa, e ci sono più cristiani martiri che in quell'epoca".
"La droga non si vince con la droga! La droga è un male, e con il male non ci possono essere cedimenti o compromessi". Un "flagello" che "continua ad imperversare in forme e dimensioni impressionanti, alimentato da un mercato turpe, che scavalca confini nazionali e continentali". Per vincere "bisogna dire sì alla vita, sì all'amore, sì agli altri, sì all'educazione, sì al lavoro, sì a più fonti di lavoro".
Commentando la frase "Non accumulate, per voi, tesori sulla terra", Francesco dice che "i tesori del cielo: l'amore, la pazienza, il servizio agli altri, l'adorazione a Dio" sono "le vere ricchezze che non vengono rubate. Le altre ricchezze appesantiscono il cuore. Appesantiscono il cuore: lo incatenato, non gli danno la libertà!".
Nella solennità del Corpus Domini Francesco invita a pregare: "Gesù, difendici dalle tentazioni del cibo mondano che ci rende schiavi, del cibo avvelenato; purifica la nostra memoria, affinché non resti prigioniera nella selettività egoista e mondana, ma sia memoria viva della tua presenza lungo la storia del tuo popolo, memoria che si fa 'memoriale' del tuo gesto di amore redentivo".
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