Il prezzo della pace per l’Armenia
Quando il premier Pasynian evoca una pace con l’Azerbaigian “che duri 400 anni” non espone solo un’iperbole politica. Guarda a un futuro per Erevan che non sia appeso agli equilibri regionali di turno.

Quando il premier Pasynian evoca una pace con l’Azerbaigian “che duri 400 anni” non espone solo un’iperbole politica. Guarda a un futuro per Erevan che non sia appeso agli equilibri regionali di turno.
I tre "criteri" indicati da Gesù. Se hai qualcosa contro un altro e non la puoi sistemare, cercare un accordo non sarà l'ideale, ma "è una cosa buona". Coerenza è non sparlare dell'altro, che "è uccidere, perché alla radice è lo stesso odio". E "noi non dobbiamo uccidere il fratello è perché è fratello, cioè abbiamo lo stesso Padre".
All'udienza generale Francesco illustra il "timore di Dio", dono dello Spirito Santo. Appello contro il lavoro di "milioni di bambini costretti a lavorare in condizioni degradanti, esposti a forme di schiavitù e di sfruttamento, come anche di abusi, maltrattamenti e discriminazioni".
Rimangono invariate (e basse) le stime per l'eurozona. Si abbassano le previsioni per Stati Uniti, Giappone, Russia. Scivolano anche Brasile, India, Cina. Tassi di crescita troppo bassi per sollevare dalla povertà.
Fra loro era presente anche un parlamentare membro del Likud, il partito di Benjamin Netanyahu. Da tempo si discute sul possibile uso del Luogo santo per i cristiani. Gli ebrei ultraortodossi temono la cessione della proprietà dell'edificio. Solo Giovanni Paolo II e papa Francesco hanno potuto celebrare una messa nel luogo dell'Ultima Cena e della Pentecoste.
La grande manifestazione dal tema "Nutrire il Pianeta, energia per la vita" si terrà da maggio a ottobre del 2015. Essa è un'occasione per ripensare lo sviluppo mondiale. Il card. Angelo Scola domanda a tutti "Cosa nutre la vita?. La tecnocrazia, la fame, gli aiuti alimentari, la "sovranità alimentare", le "piante geneticamente modificate", i mercati, la finanza hanno bisogno di ricentrare il sapere e l'operare su una nuova concezione di uomo, creatura di Dio, fratello dell'altro, custode del creato.
Beati quelli che hanno fame e sete della giustizia, in un mondo dove "è tanto facile entrare nelle cricche della corruzione", beati i miti in un mondo dove "dappertutto c'è odio", beati i misericordiosi, perché "tutti noi siamo un esercito di perdonati", beati gli operatori di pace, in un mondo dove "è tanto comune essere operatori di guerre o almeno operatori di malintesi", come quelli che fanno "chiacchiere".
Alla celebrazione in san Pietro, papa Francesco sottolinea che lo Spirito è "maestro di vita", non solo di dottrina. Egli "ci ricorda" tutto quanto Gesù ha fatto e ci spinge alla risposta. Cristiani senza memoria, "prigionieri del momento". Lo Spirito ci dona la preghiera e la profezia per parlare agli uomini "con franchezza, per mostrare apertamente le contraddizioni e le ingiustizie, ma sempre con mitezza e intento costruttivo". Senza lo Spirito non c'è missione. Maria e la Chiesa.
Al Regina Caeli, papa Francesco afferma che una Chiesa che "non sorprende" è una "Chiesa debole, ammalata, che deve essere ricoverata nel reparto di rianimazione". "La Chiesa di Pentecoste è una Chiesa che non si rassegna ad essere innocua, elemento decorativo... Anche se quel messaggio ci porta problemi e tante volte ci porta al martirio". Il "grazie" per la preghiera che accompagnato la preparazione all'incontro per la pace che si terrà oggi in Vaticano, insieme al patriarca di Costantinopoli, a Shimon Peres e Mahmoud Abbas.
L'incontro di preghiera per la pace nei giardini vaticani. Insieme a papa Francesco, il patriarca di Costantinopoli Bartolomeo, quello di Gerusalemme, Teofilo, i presidenti Shimon Peres e Mahmoud Abbas. Presenti rabbini, imam, cardinali, vescovi, frati francescani. I figli "sono stanchi e sfiniti dai conflitti e desiderosi di raggiungere l'alba della pace". "Per fare la pace ci vuole coraggio, molto di più che per fare la guerra". I salmi sulla pace in Gerusalemme citati da Peres e Abbas.
Il patriarca ecumenico arriva oggi a Roma per prendere parte all'incontro di preghiera con papa Francesco, Shimon Peres e Mahmoud Abbas. L'incontro di preghiera ha un significato più importante dei risultati immediati.
La prima domanda da porsi è: "Come va il primo amore?". La seconda: "'Sono pastore, o sono un impiegato di questa ong che si chiama Chiesa?". Non c'è "gloria" né "maestà" per il consacrato a Gesù. La "parola più forte" con la quale Gesù conclude il suo dialogo con Pietro è, "seguimi".
L'incontro di preghiera di domenica prossima: momento di ringraziamento per la Creazione, uno di richiesta di perdono, uno di invocazione per la pace, "nell'ordine cronologico" delle tre religioni: ebraismo cristianesimo e islam. Seguirà "un gesto di pace - probabilmente una stretta di mano comune - e poi c'è il gesto del piantare un ulivo" e infine un incontro privato.
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