Il prezzo della pace per l’Armenia
Quando il premier Pasynian evoca una pace con l’Azerbaigian “che duri 400 anni” non espone solo un’iperbole politica. Guarda a un futuro per Erevan che non sia appeso agli equilibri regionali di turno.

Quando il premier Pasynian evoca una pace con l’Azerbaigian “che duri 400 anni” non espone solo un’iperbole politica. Guarda a un futuro per Erevan che non sia appeso agli equilibri regionali di turno.
In un'intervista ad AsiaNews, il patriarca ecumenico di Costantinopoli rivela i futuri passi per rafforzare l'unità fra cattolici e ortodossi. Oltre all'appuntamento di Nicea, dove è avvenuto il primo concilio davvero ecumenico, in autunno a Gerusalemme si terrà l'incontro della Commissione mista cattolico-ortodossa, dove tutti "devono impegnarsi senza ipocrisie".
All'udienza generale Francesco ripercorre le tappe del viaggio in Terra Santa. Unirsi alla preghiera per la pace dei presidenti di Israele e Palestina. Dio benedica il popolo giordano per la generosa assistenza ai profughi. Le comunità cristiane, "che soffrono tanto". "La gratitudine di tutta la Chiesa per la presenza dei cristiani in quella zona e in tutto il Medio Oriente".
In un messaggio all'Organizzazione Internazionale del Lavoro Francesco chiede "di unire le forze e di lavorare insieme per liberare le vittime" della tratta di esseri umani. Pianificare "uno sviluppo focalizzato sulla persona umana quale protagonista centrale e principale beneficiario".
L'invito del pontefice a ospitare i leader israeliano e palestinese in Vaticano è un primo segno di "successo" del viaggio in Terra Santa. L'incontro che si terrà forse in giugno sarà un incontro "di preghiera". Papa Francesco crede alla forza dell'invocazione: per abbattere muri, per affrettare la venuta della giustizia, per rendere reale il "sogno" di due Stati sicuri e amici. L'unità dei cristiani - realizzata con la preghiera e il dono di sé - dà speranza al mondo. Per questo, il centro del viaggio non è stato la politica, ma l'abbraccio fra Francesco e Bartolomeo.
Il discorso-preghiera di papa Francesco al Memoriale delle vittime dell'Olocausto. L'uomo che ha preteso di essere dio, ha "torturato e ucciso" i suoi fratelli, e li ha "offerti in sacrificio" a se stesso. "Eccoci, Signore, con la vergogna di ciò che l'uomo, creato a tua immagine e somiglianza, è stato capace di fare". La visita alla tomba di Theodor Herzl e al "Muro del pianto".
Cronaca della beatificazione avvenuta ad Aversa. Presente una delegazione dalla diocesi di Loikaw, fra cui il vescovo emerito mons. Sotero Phamo e l'amministratore apostolico mons. Stephen Tjephe. Alla cerimonia hanno partecipato 10 vescovi, 200 sacerdoti e centinaia di seminaristi. Il saluto del superiore generale del Pime.
Un luogo che ricorda il servizio, la fraternità, la condivisione, l'armonia, la pace, la promessa, ma anche la meschinità, la curiosità, il tradimento. "L'esperienza più bella del cristiano, e in modo particolare del sacerdote: diventare amico del Signore Gesù". A sacerdoti e religiosi "non lasciamoci vincere dalla paura e dallo sconforto, ma con coraggio e fiducia andiamo avanti nel nostro cammino e nella nostra missione".
Incontrando il presidente Abbas, Francesco afferma che la pace richiede rispetto dei diritti umani, compresa la libertà religiosa, disponibilità di ognuna delle parti a rinunciare a "qualche cosa" e che "si evitino da parte di tutti iniziative e atti che contraddicono alla dichiarata volontà di giungere ad un vero accordo".
Dal luogo ove nacque Gesù, Francesco ammonisce sulla condizione dei più piccoli nella società di oggi. "Tanti bambini sono ancora oggi sfruttati, maltrattati, schiavizzati, oggetto di violenza e di traffici illeciti".
Giunto a Tel Aviv, Francesco rinnova a Peres l'invito a recarsi in Vaticano insieme ad Abbas. La condanna per l'attentato di Bruxelles. "Non ci sia posto per l'antisemitismo, in qualsiasi forma si manifesti". "Questa Terra benedetta sia un luogo in cui non vi sia alcuno spazio per chi, strumentalizzando ed esasperando il valore della propria appartenenza religiosa, diventa intollerante e violento verso quella altrui".
L'incontro di preghiera dovrebbe svolgersi il prossimo mese in Vaticano.
La morte è la causa di ogni paura e passione. Cristo ha vinto la morte e ci dona il coraggio di amare. L'unità è l'unica via per compiere la volontà del Signore Gesù: "che tutti siano uno".
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