Il prezzo della pace per l’Armenia
Quando il premier Pasynian evoca una pace con l’Azerbaigian “che duri 400 anni” non espone solo un’iperbole politica. Guarda a un futuro per Erevan che non sia appeso agli equilibri regionali di turno.

Quando il premier Pasynian evoca una pace con l’Azerbaigian “che duri 400 anni” non espone solo un’iperbole politica. Guarda a un futuro per Erevan che non sia appeso agli equilibri regionali di turno.
Francesco ha presieduto la riunione della Congregazione per i vescovi. "Per individuare un Vescovo, non serve la contabilità delle doti umane, intellettuali, culturali e nemmeno pastorali". Per "scegliere", quindi "abbiamo bisogno tutti noi di elevarci, di salire", "dobbiamo alzarci oltre e sopra le nostre eventuali preferenze, simpatie, appartenenze o tendenze per entrare nell'ampiezza dell'orizzonte di Dio".
All'udienza generale Francesco evidenzia il vero significato di un sacramento che "non è un tabù", ma "tutta la comunità cristiana che, come un unico corpo, con Gesù, si stringe attorno a chi soffre e ai familiari". Appello per il Venezuela.
"Le guerre, l'odio, l'inimicizia non si comprano al mercato: sono qui, nel cuore". "Questo spirito di guerra, che ci allontana da Dio, non è soltanto lontano da noi" è "anche a casa nostra". "Quante famiglie distrutte perché il papà, la mamma non sono capaci di trovare la strada della pace e preferiscono la guerra".
Lettera di Francesco in vista del Sinodo straordinario di ottobre dedicato alla famiglia. "Davvero Gesù fa incontrare e unisce le generazioni! Egli è la fonte inesauribile di quell'amore che vince ogni chiusura, ogni solitudine, ogni tristezza".
Gesù "perdona sempre" e "sempre ci fa tornare a casa, mai ci lascia sulla strada da soli". "Il nostro seguire Cristo, non è un'idea, è un continuo rimanere a casa. E se ognuno di noi ha la possibilità e la realtà di andarsene da casa per un peccato, uno sbaglio - Dio sa - la salvezza è tornare a casa, con Gesù nella Chiesa.
La Segreteria per l'economia avrà autorità su tutte le attività economiche e amministrative all'interno della Santa Sede e dello Stato della Città del Vaticano. A guidarla è stato nominato il cardinale George Pell, attuale arcivescovo di Sydney.
Alla messa insieme ai nuovi cardinali creati ieri, papa Francesco chiede loro di "evitare comportamenti di corte: intrighi, chiacchiere, cordate, favoritismi, preferenze". Vivere la superiore giustizia del Regno di Dio, facendo il bene con larghezza e amando i nemici. "Gesù non è venuto a insegnarci le buone maniere, maniere da salotto!". "Essere santi non è un lusso, è necessario per la salvezza del mondo". "Un cuore vuoto di amore è come una chiesa sconsacrata, sottratta al servizio divino e destinata ad altro".
All'Angelus, papa Francesco sottolinea il valore della cattolicità del collegio cardinalizio, caratterizzato dalla "variegata provenienza" e dall'unità nell' amore "per Cristo e per la sua Chiesa". Diocesi, parrocchie, associazioni, movimenti non devono contraddire la comune dignità che viene dal battesimo: "tutti, in Gesù Cristo, siamo figli di Dio". I cardinali devono essere "servitori" e non "padroni".
Presente in san Pietro anche Benedetto XVI, Francesco ha "creato" 18 nuovi cardinali. Tra qualche giorno si unirà loro mons. Loris Capovilla, assente per ragioni di salute.. "Gesù non è venuto ad insegnare una filosofia, un'ideologia... ma una 'via', una strada da percorrere con Lui, e la strada si impara facendola, camminando". "Vicinanza spirituale alle comunità ecclesiali e a tutti i cristiani che soffrono discriminazioni e persecuzioni".
"Anche i demoni! I demoni conoscono benissimo quello che si dice nel Credo e sanno che è Verità". "Tu credi che c'è un Dio solo? Fai bene; anche i demoni lo credono e tremano". La differenza è che i demoni "non hanno fede", perché "avere fede non è avere una conoscenza", bensì "ricevere il messaggio di Dio" portato da Cristo.
Ricordati "lo stillicidio di attentati" in Sudan e Nigeria, "il drammatico evolversi" della situazione in Ucraina e il "persistere del conflitto" in Siria e nella Repubblica centrafricana. Molti conflitti descritti come di natura religiosa, non di rado contrapponendo surrettiziamente cristiani e musulmani, hanno primariamente radici di natura etnica, politica o economica.
Per rispondere alla domanda "'Chi è Gesù per noi?' - non è sufficiente quello che noi abbiamo imparato nel catechismo". "Non è uno studio di cose che è necessario, ma è una vita di discepolo".
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