Il prezzo della pace per l’Armenia
Quando il premier Pasynian evoca una pace con l’Azerbaigian “che duri 400 anni” non espone solo un’iperbole politica. Guarda a un futuro per Erevan che non sia appeso agli equilibri regionali di turno.

Quando il premier Pasynian evoca una pace con l’Azerbaigian “che duri 400 anni” non espone solo un’iperbole politica. Guarda a un futuro per Erevan che non sia appeso agli equilibri regionali di turno.
"L'ombra" che copre la Vergine è il silenzio in cui cresce il legame con Dio. In tal modo è garantito il frutto e la speranza, anche nei momenti più bui. Il silenzio di Maria ai piedi della croce.
In Cina la domanda di cioccolato è cresciuta più del 100% in 10 anni. Nell'Asia-Pacifico si prevedono incrementi di vendite del 5% annuo. Impianti per la produzione di cioccolatini in Indonesia e Malaysia.
Vi sono tante cose positive nell'Evangelii gaudium, che spingono cristiani e musulmani a un rapporto nell'amore e nella verità; a lavorare per la pace; ad arricchirsi reciprocamente; ad accogliere gli immigrati... Ma vi sono anche alcuni spunti critici: il Dio dei musulmani "clemente e misericordioso" è davvero lo stesso della Trinità? E il Gesù e Maria del Corano sono gli stessi dei Vangeli? E il fondamentalismo cristiano è uguale a quello musulmano? E' davvero urgente - come suggerisce Francesco - "un'adeguata interpretazione del Corano", a cui i musulmani resistono.
Francesco commenta il vangelo su Elisabetta che da sterile diviene la madre del Battista. Il deserto e la sterilità vengono fecondati dalla Sua potenza. In questi giorni prima di Natale, avere l'umiltà di riconoscere la propria miseria e pregare per ricevere la grazia di portare frutti.
Se "Dio si abbassa, discende sulla terra piccolo e povero, significa che per essere simili a Lui noi non dobbiamo metterci al di sopra degli altri, ma anzi abbassarci, metterci al servizio, farci piccoli con i piccoli e poveri con i poveri".
Clima "familiare" alla messa celebrata da Francesco nel giorno del suo 77mo compleanno. Dio "si è fatto storia. Dio ha voluto farsi storia. E' con noi. Ha fatto il cammino con noi". "Ma qual è il cognome di Dio? Siamo noi, ognuno di noi. Lui prende da noi il nome per farlo il suo cognome. 'Io sono il Dio di Abramo, di Isacco, di Giacobbe, di Pedro, di Marietta, di Armony, di Marisa, di Simone, di tutti!'.
Anche nel Vangelo i "sacerdoti sono andati da Gesù a chiedere la cartella di legalità: 'Con quale autorità fai queste cose? Noi siamo i padroni del Tempio!'". "Non capivano le profezie. Avevano dimenticato la promessa! Non sapevano leggere i segni del momento, non avevano né occhi penetranti, né udito della Parola di Dio: soltanto avevano l'autorità!".
Francesco, prima dell'Angelus della terza domenica di Avvento, ricorda ai fedeli che "la gioia cristiana, come la speranza, ha il suo fondamento nella fedeltà di Dio, nella certezza che Lui mantiene sempre le sue promesse". Subito dopo la preghiera mariana il Papa benedice i "Bambinelli", le statuine di Gesù bambino che andranno poi messe nel presepe: "Quando pregherete davanti al presepe, ricordatevi anche di me come io mi ricordo di voi".
Festa a sorpresa per Francesco, che ha incontrato la "famiglia" della struttura che, in Vaticano, ospita piccoli malati di tutto il mondo. "La Divina Provvidenza non ci fa mancare il suo sostegno, moltiplicando ogni giorno, nelle nostre mani, la carità.
La critica di Francesco verso persone come quelle che, al tempo di Gesù si rifugiavano "nei precetti morali, come quel gruppo di farisei; nel compromesso politico, come i sadducei; nella rivoluzione sociale, come gli zeloti; nella spiritualità gnostica, come gli esseni".
Come un papà o una mamma, Dio "si fa piccolo" per avvicinarsi a noi. Sì, sentiamo quello che ci dice. Ma anche vediamo come lo dice. E noi dobbiamo fare quello che fa il Signore, fare quello che dice e farlo come lo dice: con amore, con tenerezza, con quella condiscendenza verso i fratelli".
Messaggio di Francesco per la Giornata mondiale della pace. Fondamento della fraternità è la comune paternità di Dio. La "globalizzazione dell'indifferenza". Il numero sempre crescente di interconnessioni e di comunicazioni "ci rende vicini, ma non ci rende fratelli". "Gli accordi internazionali e le leggi nazionali, pur essendo necessari ed altamente auspicabili, non sono sufficienti da soli a porre l'umanità al riparo dal rischio dei conflitti armati. È necessaria una conversione dei cuori che permetta a ciascuno di riconoscere nell'altro un fratello". "Il succedersi delle crisi economiche deve portare agli opportuni ripensamenti dei modelli di sviluppo economico e a un cambiamento negli stili di vita".
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